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Post n°41 pubblicato il 28 Novembre 2005 da headroom
Sabato, con l'arrivo della neve, mi sono ricordato di un gioco che facevo da piccolo. Prendevo 3 o 4 ombrelle(i) , le aprivo, e le mettevo sopra al pianerottolo davanti alla porta d'ingresso esterna del secondo piano a formare una specie di grotta nella quale stare al riparo. In quella grotta, vedevo attraverso la tela colorata la gente passare, ero convinto che nessuno mi vedesse( e mia madre certo non contribuiva a togliermi questa certezza poichè non mi cagava di pezza, non ho ancora capito se per fiducia, complicità o semplice bonaria incuria). Il punto è che in quel posto bastava un niente per pensare di trovarsi in una caverna buia oppure su di un'astronave o ancora su di un veliero nel mar dei Caraibi. Divertente, una gioia semplice, efficace, slegata da autostime e scorrelata da obiettivi o tempi da seguire.
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