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SUDAN - DIARIO DI BORDO - SHA'AB SUADI E WINGATE REEF

Post n°188 pubblicato il 21 Aprile 2008 da JAMIRO1
 
Foto di JAMIRO1

Le barriere coralline al largo del Sudan hanno fatto strage di barche e navi che sono andate a sbatterci contro.
Solo nella zona al largo di Port Sudan, si contano una dozzina di relitti, mentre a Sha'ab Rumi era ben visibile lo scafo di una barca a vela di una quindicina di metri abbandonata sulla barriera.

Ogni subacqueo ha una particolare predilizione per uno dei molteplici aspetti di questo sport; chi apprezza le immersioni in grotta, chi in profondità, chi, come me, ama la parte biologica e chi adora la visita dei relitti.

Un giorno, pertanto, siamo partiti alla volta di Sha'ab Suadi, dove si trova il relitto del Blu Belt, una nave cargo che trasportava auto e camion della Toyota affondata il 1 dicembre 1977 a seguito dell'impatto con la barriera corallina.

A parte il relitto e gli scheletri di alcune auto sul fondo a circa 16 metri di profondità, la barriera corallina offriva moltissima vita e innumerevoli pesci multicolore animavano freneticamente i coralli di notevoli dimensioni e svariate forme.
Le foto fatte in quella zona ne sono la testimonianza.

L'ultimo giorno prima di rientrare a Port Sudan, ci siamo fermati a Wingate Reef, dove giace la nave italiana Umbria fatta affondare dal suo capitano il 9 giugno 1940.
L'Umbria, partita da Napoli, con il suo carico di sacchi di cemento, casse di munizioni, bombe, granate e alcune vecchie Fiat Balilla, era diretta in Etiopia a rifornire i soldati italiani, ma davanti a Port Sudan è stato bloccata dagli Inglesi.
In quei giorni c'è stata la dichiarazione di guerra di Mussolini e il capitano dell'Umbria, sentendola con una radio portatile, ha chiesto agli Inglesi di effettuare un'esercitazione di emergenza per tenere allenato il proprio equipaggio. Una volta avuto il permesso degli Inglesi, durante la "simulazione", il capitano ha fatto allagare la stiva, in tal modo da affondare la nave e impedire al nemico di entrare in possesso del carico.

Il relitto è poco profondo e il pennone più alto addirittura affiora a pelo dell'acqua. A distanza di 68 anni, il contenuto delle stive è ancora integro e si possono vedere le scatole con dentro le munizioni, le bombe impilate e tre automobili dell'epoca, con ancora i vetri intatti.
Un'immersione emozionante tra i ricordi della storia, che per alcuni aspetti ricordava le immagini iniziali del film Titanic.
Dai! Tutto sommato non mi dispiacciono nemmeno le immersioni sui relitti, quando hanno una storia interessante!

 
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"Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro in perpetuo volo.
La vita la sfioro com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
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(Vincenzo Cardarelli)
 

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