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Magistratura, mafia e spazzatura

Post n°252 pubblicato il 20 Novembre 2009 da Fratus

Le Procure più coinvolte nella vita politica del paese negli ultimi vent’anni  sono quelle di Milano, Bari, Palermo e Napoli. Il seguente ragionamento è di tipo antropologico piuttosto che politico.

Milano

Dopo la gloria di “tangentopoli”, sulla cresta dell’onda dell’applauso del popolo, la Procura di Milano si è occupata di un solo indagato: Silvio Berlusconi.

Poiché per bocca di diversi dei suoi magistrati aveva esplicitamente dichiarato di sentirsi investita di ruoli e compiti politici, era sin dall’inizio tutto chiaro.

(Beh, per molti se Berlusconi assume un giardiniere ex-galeotto significa che è mafioso, ma se lo assume un ente pubblico  sarebbe stato invece “recupero sociale”, ma queste sono interpretazioni popolaresche, la Procura di Milano di simili quisquiglie non si è mai occupata).

Di Milano ho capito tutto, l’hanno spiegato loro stessi. La cultura del Nord è tutt’altra cosa.

 

Bari

Quando recentemente la procura di Bari è stata investita dal faldone puttanesco, mi sono divertito un mondo. Era evidente come andava a finire, a parte una certa nobiltà che va riconosciuta a quelle bella Regione.

Era evidente se non per altro perché lo sappiamo tutti che di fronte alla morte e al sesso siamo tutti uguali, infatti sono i due casi nei quali siamo completamente nudi.

(Beh, qualcuno come Berttino Craxi non può neanche da morto riposare sul suolo della sua Patria, ma sarà la solita eccezione che conferma la regola).

Di Bari ho capito tutto in anticipo.

 

Palermo

L’antica civiltà della Sicilia mi ha messo invece subito in crisi. Lì l’intreccio Procura-politica è, per ben note ragioni, del tutto normale e inevitabile. Però all’epoca dei fatti riportati sotto la Procura e la sinistra agivano in concerto.

Il voto dato dai palermitani al sindaco prima di Orlando era “di mafia”. Lo stesso voto che ha eletto poi a sindaco Leoluca Orlando era “voglia di riscatto dalla mafia”.

Poi venne il processo-farsa a Giulio Andreotti, miliardi spesi, nulla di fatto, giudici (e l’Italia) derisi in tutto il mondo, applausi solo dalla nostra sinistra.

In quei anni un mio amico che lavorava per uno dei servizi di sicurezza, mi chiese stupito: “Chiunque va in Sicilia per campagna elettorale per forza stringe la mano a qualche mafioso oppure lo abbraccia. Come si fa in base ad un fatto simile incriminare Giulio Andreotti?”. Già, come si fa. Spiegatemelo voi, perché neanche io lo capisco. Osservo però i dati che raccontano un'altra storia, che nessuno mi ha spiegato. I provvedimenti più severi contro la mafia sono stati presi proprio dai governi cui faceva parte Giulio Andreotti, ed ora dal governo di Silvio Berlusconi. E  gli unici magistrati accusati dalla nostra sinistra di non fare il proprio dovere contro la mafia, ma che erano invece considerati eroi all’estero, parlo di Falcone e Borsellino, sono stati uccisi dalla mafia, mentre gli accusatori di Andreotti e Berlusconi – politici e magistrati – se la spassano tranquilli.

Se di  Palermo ho capito (o credo di aver capito) qualcosa, lo devo a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Leonardo Sciascia.

 

Napoli

Per me è una delle città più affascinanti del mondo, ma qui il mistero si fa fitto.

Negli anni di “tangentopoli” i difensori dell’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, imputato nell’ambito del caso Duilio Poggiolini, avevano chiesto ai magistrati di interrogare, a titolo di testimoni, 150 personaggi di spicco, tra i quali uno dei vice-ministri di de Lorenzo, precisamente Giorgio Benvenuto, ex-capo della UIL. I magistrati si rifiutarono di convocare i testimoni, spiegando che se lo facessero avrebbero trasformato il processo De Lorenzo in processo politico (e non contro un arcinoto delinquente solitario prestato alla politica, aggiungerei io). Ma almeno sembrava abbastanza chiaro.

Poi, però, 10 anni di spazzatura, tutti dicono che è per favorire la camorra, ma la Procura non chiede conto agli amministratori di sinistra che sono i diretti responsabili.

Tolta in fretta la spazzatura dal governo Berlusconi, la Procura apre invece subito inchieste per vedere se ci sono irregolarità nelle procedure di pulizia, e se l’azione del governo non avesse favorito … la camorra!

Viene così sbarrata la strada al candidato di Berlusconi per le elezioni, Nicola Cosentino. E a strillare contro Cosentino è uno del suo stesso schieramento, Italo Bocchino, che è indagato dalla stessa Procura ma continua tranquillamente a fare politica e carriera.

Ho dimenticato: i candidati della sinistra li ha abbattuti la spazzatura stessa, ma in questo caso è tutto chiaro.

(A Castellammare qualche nobiluomo di sinistra è stato abbattuto in duello con le pistole, ed i superstiti nobiluomini di sinistra sono stati buttati fuori dalla politica, ma si tratta di piccoli pesci e usanze locali).

Di Napoli non capisco più niente. Aiutatemi voi.

Il Principe Faina

  

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spulciante il 07/12/09 alle 19:25 via WEB
come al solito testi ed analisi dei fsatti conformi alla realta' continua cosi'
 
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