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ONU ACCUSA L'ITALIA SULLE POLITICHE PER I MIGRANTI

Post n°10 pubblicato il 14 Marzo 2010 da livello2010
 
Foto di livello2010

INTERVENTO DELL'ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI, NAVI PILLAY AL SENATO E ALLA PONTIFICIA UNIVERSITA' LATERANENZE.

L’Alto commissario dell’ONU a Roma, Navi Pillay, si è detto, infatti, “preoccupato” per le norme contenute nel pacchetto sicurezza varato dal Governo italiano. Nel mirino di Pillay in particolare l’istituzione della condizione di clandestinità come reato, la ‘privatizzazione’ della sicurezza che passa attraverso le ronde, la presenza ‘visibile’ dei militari nelle città e le miserevoli condizioni di vita all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione (CIE). E ancora, Pillay ha rivolto un forte invito alle istituzioni a non trattare come “carichi di rifiuti tossici” i migranti che arrivano dal mare mentre allarmano gli sgomberi forzati dei campi rom.

I migranti, ha spiegato Pillay, “sono spesso percepiti come una minaccia alle comunità esistenti ed in alcuni Paesi c’è il rischio di tenere la migrazione all'interno dei confini della sicurezza: si tratta di un approccio riduttivo che alimenta sfiducia e paura”. Ha quindi criticato l'istituzione delle ronde e la decisione di usare militari per la sicurezza delle città nel sostenere che “quando vengono chiamati militari a presidiare le strade e volontari per la sicurezza si danno risposte molto visibili alla migrazione ma a soffrire è la tutela dei diritti”.

Ma è la stessa politica ad essere chiamata sul banco degli imputati. “I politici - ha fatto sapere Pillay - devono astenersi da dichiarazioni discriminatorie nei confronti dei migranti. E' responsabilità delle autorità pubbliche garantire che i migranti non siano attaccati e discriminati”. Quanto ai fatti di Rosarno, l’Alto commissario sollecita “le autorità a portare i responsabili davanti alla giustizia e ad attuare politiche di prevenzione di questi fenomeni''.

Capitolo CIE. “In base alle leggi internazionali - ha ricordato l'Alto Commissario - la privazione della libertà deve essere sempre l'ultima misura da applicare, serve una base giuridica per la detenzione. I migranti devono essere informati dei loro diritti e devono poter ricorrere contro l'illegalità della detenzione”. Pillay si è quindi detta ''preoccupata per le condizioni all'interno dei CIE, in cui le relazioni indicano la presenza di sovraffollamento e difficoltà di accesso a diritti di base”.

 
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