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Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 22 Ottobre 2008 da la_rosa_nera1

Per prendere tempo cercò di
incominciare un discorso con il suo carceriere “cosa farete di me??” domandò
“non sappiamo ancora, aspettiamo ordini” fu la laconica risposta dell’uomo che
parlava con un forte accento che pareva essere slavo; “non racconterò niente a
nessuno” disse allora Simona “non possiamo rischiare adesso che stiamo per
terminare l’operazione” rispose l’uomo.



Allora Simona provò a chiedere di
lasciarla andare ma l’uomo si infuriò cominciando a blaterare qualche cosa
nella sua incomprensibile lingua.



L’uomo fece per tornare a
legarla, ma Simona, facendogli vedere i polsi, gli chiese di non usare più
quelle corde ruvide. L’uomo parve capire il problema e, aperto l’armadio della
stanza ne estrasse un lenzuolo che strappò ricavandone due lunghe strisce di stoffa
con le quali legò le mani e i piedi della ragazza. Tornò quindi ad
imbavagliarla usando il foulard; Simona si pentì di non aver chiesto di usare
un altro bavaglio, ma almeno non sentiva più le fitte dolorose ai polsi ed alle
caviglie che comunque rimanevano molto ben legati e stretti come constatò
quando cercò di divincolarsi.



Si svegliò che fuori era ancora
notte, ma la stanza era parzialmente illuminata dalla luce della luna; rimase
un istante in ascolto cercando di percepire qualche suono, ma non sentendo
nulla cominciò a divincolarsi e tentò di mettersi in ginocchio; il letto
emetteva dei cigolii che venivano amplificati dal silenzio notturno, e Simona
sperò che non venissero sentiti dai suoi carcerieri. Dopo molti tentativi
riuscì a mettersi in ginocchio e da quella posizione cominciò a scrutare la
penombra, quando l’uomo aveva aperto l’armadio aveva notato che un’anta era
leggermente deformata e presentava quello che sembrava un pezzo di bordo
tagliente.



Rimase ancora un po’ in ascolto
poi cominciò a provare a mettersi in piedi; essendo in ginocchio per potersi
alzare passò le gambe legate di lato e posò i piedi per terra. Fu una
sensazione piacevole sentire il fresco del marmo del pavimento sotto i piedi;
una volta eretta cominciò a fare dei piccoli saltelli, uno per volta cercando
di non perdere l’equilibrio. Nonostante fosse una notte fresca Simona cominciò
a sudare per lo sforzo ed ad ogni saltello trasaliva in quanto sentiva il tonfo
sordo dei piedi sul pavimento ed emetteva un leggero mugolio fortunatamente
attenuato dal bavaglio.



Finalmente dopo molti sforzi
raggiunse l’armadio e dopo aver aperto l’anta cominciò a tastarla per cercare
il bordo tagliente che trovò dopo poco; dopo molti sforzi riuscì a lacerare la
stoffa quel tanto che bastava per fare forza e liberare le mani. Quindi sciolse
le caviglie e si tolse il bavaglio.

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Data di creazione: 07/03/2008
 

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