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Lo sviluppo del business dell’ACQUA
Post n°103 pubblicato il 28 Settembre 2009 da laletterascarletta
•La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, in base ai suddetti principi economici, hanno permesso che le più grandi aziende multinazionali divenissero titolari della gestione dell’intero ciclo industriale dell’ACQUA: estrazione, potabilizzazione, distribuzione ed esazione delle tariffe. Per quelle nazioni ancora considerate in via di sviluppo l’accesso ai finanziamenti spesso è subordinato alla riorganizzazione privatistica della distribuzione dell’ACQUA, considerata fondamentale per l’avvio di piani di crescita efficienti. Il know-how tecnologico appartiene ad aziende americane ed europee quindi oggi, in molti paesi nel sud del mondo, la gestione dell’ACQUA è stata affidata necessariamente a questo nuovo oligopolio. In Inghilterra già dal 1989 l’acqua è stata privatizzata a favore di due aziende: la Seven- Trent e la Thames-Water di proprietà della tedesca RWE che opera in 20 nazioni. In Francia, dove il servizio pubblico è ceduto solo in delega ai privati, risiedono i colossi come la Vivendi-Générale des Eaux che tramite la controllata Veolia-Water opera in oltre 33 nazioni. La Suez Evironment – Degremont, con sede in Francia, è il vero colosso mondiale dell’ACQUA, sia per fatturato che per l’estensione geografica: in tutti i cinque continenti sono presenti società del gruppo Suez, in Asia operano quali intermediari per l’acquisto dell’ACQUA dalla Cina e la distribuzione nella rete idrica della vicina isola di Macao. In Italia, l’Acea gestisce l’acquedotto di Erevan, capitale dell’Armenia. •Nel settore acqua imbottigliata prevalgono su tutti le società svizzere: Danone, che è presente in 125 nazioni. La Nestlè con la vendita dell’ACQUA (130 paesi con 70 marchi commerciali diversi) copre il 10 per cento del fatturato del gruppo. La Coca Cola Company ha iniziato da tempo ad operare in questo segmento di mercato, già dal 1970 Commercializzava acqua minerale in Austria per arrivare oggi alla diffusione in 52 nazioni, anch’essa è presente in Cina. •Il mercato idrico avrà nei prossimi anni uno sviluppo esponenziale per molti miliardi di dollari, e già si parla di “petrolizzazione” dell’ACQUA. I ricavi che vengono generati da questo tipo di attività sono ingenti e riguardano una filiera produttiva dove il costo della materia prima è vicino allo zero. L’estrazione, la potabilizzazione e distribuzione di questo bene “demaniale” hanno dei costi d’esercizio che vengono coperti integralmente dalle tariffe applicate, mentre la materia prima viene acquistata generalmente tramite una concessione ventennale o al massimo trentennale dai costi assai modesti. |
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