Creato da: Luke79TO il 25/05/2006
BLOG SULLA VITA, L'AMORE, LE COSE CHE MI ACCADONO. PENSIERI SPARSI... NONOSTANTE L'HANDICAP, NONOSTANTE TUTTO.

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GRAMELLINI, GRAMELLINI, ANCORA GRAMELLINI.

Post n°151 pubblicato il 13 Dicembre 2007 da Luke79TO

Secondo i magistrati di Napoli che lo hanno messo sotto inchiesta,
Silvio Berlusconi cercava di piazzare attricette in Rai e di titillare
l’ego e il conto in banca di alcuni notabili del centrosinistra per
convincerli al ribaltone. Questo emerge dalle intercettazioni
telefoniche e, anche se non fosse un reato, rimane una bruttissima
cosa. Purtroppo è il costume della politica da quando, in qualche
caverna buia e fortunatamente sprovvista di telefonino, i primi tre
esseri umani della storia si trovarono a dovere metterne uno in
minoranza. Basta leggere le biografie dei grandi statisti, da Cavour a
Churchill, per scoprire di quanti maneggi e colpi bassi furono
costellate persino le loro provvidenziali carriere. La bella politica
esiste nei libri e nei comizi, ma nella realtà le due parole hanno
sempre fatto a pugni. La politica deve coniugare interessi diversi e
spesso inconfessabili. Non potendo essere bella, sarebbe già molto se
fosse efficiente.


Se i vantaggi di un provvedimento fossero superiori ai costi sopportati
per averlo. Ma da Tangentopoli in poi il conto è andato in rosso. Di
suo Berlusconi ci ha aggiunto il conflitto di interessi, una ricchezza
sproporzionata e quel tocco di tragicomico che rappresenta l’essenza
del personaggio.


A chiunque poteva venire in mente di allettare il senatore ulivista
Randazzo con un posto nel futuro governo. Ma solo a Berlusconi di
offrirgli una poltrona di sottosegretario per l’Oceania. Cosa se ne
farà mai una piccola nazione come la nostra di un sottosegretario per
l’Oceania? Abbiamo accumulato voragini di debito pubblico anche nei
confronti degli aborigeni? O intendiamo importare canguri per eludere a
saltelli il blocco dei Tir? È evidente a tutti, persino a chi l’ha
ricevuta, che quella proposta ha la stessa utilità pratica di certi
incarichi di consulenza elargiti dalle amministrazioni locali: pure
patacche per giustificare un pennacchio o uno stipendio. Il problema di
Berlusconi è che passa la vita a dissociarsi da se stesso. Un attimo
dopo essersi inventato il ministero per le Isole Samoa, era già in tv a
tuonare contro la casta dei politici, quasi non fosse lui, ormai, il
più navigato esponente della categoria.


Nella circostanza il grande seduttore si è comportato né più né meno
come quei capi democristiani, socialisti e comunisti che durante la
Prima Repubblica («ma anche durante la Seconda», direbbero i due
Veltroni: l’imitatore e quello vero) telefonavano al dirigente Rai di
riferimento per raccomandare una cantante per il festival di Sanremo.
Anzi, a voler essere maliziosi, la differenza è che quelli l’obiettivo
lo raggiungevano sul serio. Mentre nessuna delle ragazze segnalate
dallo sceicco Berlusconi al fido mullah Saccà è poi approdata in video.
E neanche uno dei senatori concupiti, sottosegretario per l’Oceania
incluso, ha effettivamente immerso il pugnale nell’insaccato di Palazzo
Chigi.


L’inchiesta farà il suo corso, ma non ci stupiremmo se alla fine tutto
quel tramestio di telefonate, agguati e promesse andasse solo ad
alimentare la vastissima letteratura nazionale del «cazzeggio».
Un’arte
in cui noi italiani siamo maestri e Berlusconi, che è il più italiano
di tutti, professore emerito.

 
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