I TACCHI DELL'OGLIASTRA E
LA STAZIONE DELL'ARTE
DI ULASSAI
- PARTE TERZA -
La miniera di Funtana Raminosa è situata nel Comune di Gadoni (Sardegna centrale) in posizione intermedia tra la Barbagia di Belvì e quella di Seulo. Il patrimonio archeo-industriale presente in questa miniera, rappresenta oggi uno dei massimi esempi di recupero e valorizzazione di strutture minerarie per scopi turistici-culturali. Gli impianti minerari, risalenti agli inizi del '900, sono stati costruiti sulla sponda sinistra del Rio Saraxinus, a circa 2 Km dalla confluenza col Flumendosa, mentre sulla stessa sponda, a qualche centinaio di metri verso valle, sono ubicati i cantieri minerari più antichi che siano stati coltivati a livello industriale durante la prima metà del secolo scorso. La coltivazione più antica dei minerali di rame risale probabilmente all'età del bronzo; infatti già verso la fine dell'ottocento si scoprirono i segni di un'antica attività estrattiva, databile sulla base dei reperti ritrovati, all'epoca nuragica. I giacimenti cupriferi sono stati sicuramente interessati da attività estrattive anche in epoche successive (700 d.C.), lo stesso nome del torrente che attraversa la miniera, il Rio Saraxinus, è sicuramente una testimonianza che anche i Saraceni erano interessati all'estrazione dei metalli locali. Allo stato attuale il processo di recupero e valorizzazione delle strutture minerarie consente di riscoprire l'intero patrimonio impiantistico e di addentrarsi nelle antiche gallerie che conservano ancora oggi il fascino della passata attività, dove si potranno ammirare le macchine sapientemente restaurate che rievocao i tempi passati. Infine la natura stessa, col suo verde dominante e la presenza dell'acqua nelle sue varie forme, è protagonista principale dell'intero paesaggio che contribuisce pienamente al recupero di un ambiente minerario e naturalistico ineguagliabile.
SADALI
Sadali è un piccolo paese della provincia di Cagliari, appartenente alla Barbagia di Seulo, nella parte centrale della Sardegna. Situato a circa 750 metri d’altitudine, ha un territorio caratteristico per la varietà del paesaggio, in cui si possono notare sia splendide zone montuose che vasti altopiani. Il centro abitato presenta, al contrario dei tipici paesi di montagna, ampie strade con viali alberati, le cui dimensioni diminuiscono man mano che ci si dirige verso il centro storico, che conserva ancora la fisionomia dei tempi antichi. L’area di Sadali fu abitata già in epoca prenuragica. Le ricerche speleo-archeologiche effettuate nelle sue grotte, chiamate de “Is Janas”, cioè delle fate, hanno portato alla luce tre diverse fasi abitative, risalenti alla Cultura di Ozieri (3500 a.C.), di Abealzu (2700 a.C.) e di Monte Claro (2500 a.C). Le costruzioni megalitiche di Accodulassu, Funtana ‘e Longina, Nuraxi ‘e stria, Nurassolu, Pala ‘e nuraxi, sono testimonianza del periodo nuragico. L’epoca romana vide le aspre lotte tra gli indomiti montanari e le popolazioni delle pianure, sottomesse all’Impero. Nel mille il paese venne inserito nella Curatoria della Barbagia di Seulo ed incluso, fino al 1258, nel Giudicato di Caralis. Da qui passò ad Arborea, a Pisa e, nel 1326, ad Aragona. Nel 1604 fu incorporato nel Ducato di Mandas. La meraviglia, per chi arriva da queste parti, è girare a piedi tra i vicoletti del centro storico. Particolare è la passeggiata di “Sa melixedda”, che congiunge via Roma a Piazza Municipio. Qui si erge la chiesa di San Valentino, il cui impianto originario risale alla fine del IX secolo. Splendido è il percorso che da Piazza Eleonora d’Arborea, costeggiando i verdi terrazzamenti coltivati, porta, passando per un ponticello, a Pratteri e poi a via Fontane. Da qui si sale “Su scaloni”, un acciottolato che sbuca sotto via Sant’Elena, e che porta fin quasi alla chiesa dedicata alla Santa. L’edificio, risalente al mille, è in pietra con un tetto di canne e tegole posato su assi lignee. Esiste anche una chiesa campestre, Santa Maria, la più antica, dato che in prima pianta risale al VI secolo. La sua festa è celebrata a giugno, quando la santa è accompagnata in processione per dodici chilometri, rigorosamente a piedi, fino al santuario. Il segno distintivo del borgo è l’acqua. Un detto definisce i Sadalesi “abbaus”. Nel centro storico sgorgano infatti “Funtana ‘e pauli”, “Funtana manna”, “Donnaiola”, “Gutturu ‘e canali”, “Funtanedda”, “Santu Valentinu”, “Sa cora”, “Tziu Umbertu”, “Mesu ‘idda”, “Fundusei”. Gran parte di queste fonti confluiscono in una cascata alta sette metri che alimenta un mulino in pietra del seicento, epoca in cui nel paese erano presenti parecchi mulini. L’acqua costeggia le case e, riunendosi a quella del ri Fundusei, precipita nella voragine di “Sa ‘ucca manna”, la Grande Bocca. Fuoriesce più a valle, in un’altra apertura della roccia, e alimenta S’Errixeddu, affluente del Rio Sadali a sua volta emissario del Flumendosa. “Is coras”, le gore d’irrigazione, distribuiscono l’acqua agli orti che cingono l’abitato. Come ciascuna famiglia possiede l’orto, così possiede la vigna. Per il turista poter varcare la soglia della cantina, che qui è detta “su basciu”, è un’occasione da non perdere. Il vino, infatti, è ottimo. A Sadali la gente parla spesso il sardo. Sa limba è vita dei luoghi, e ne racconta la storia. I toponimi svelano i segreti della campagna, ed ecco “Sa perda ‘e su stori”, cioè la roccia del falco, “Niu abbila”, il nido dell’aquila, “Accodulassu”, la pietraia, “Su fossu ‘e predi Giorgiu”, la voragine di prete Giorgio, “Bau ‘e proccus”, il guado dei porci, “Cuccuru ‘e nuxedda”, il cocuzzolo delle nocciole. La cultura del luogo ruota intorno all’attività agropastorale. Qui l’allevamento, oltre che un lavoro, rappresenta anche una forma di integrazione economica. È uso tenere nelle aie delle vecchie case in pietra, spesso cinte dal pergolato dove si arrampica la vite, galline, conigli, caprette. C’è chi ha fatto dell’ormai raro asino sardo la sua passione, riportando nei tortuosi cammini lo scalpitio del simpatico animale. Non mancano cavalli, buoi, maiali. Le erbe aromatiche, abbondanti dappertutto, danno alla carne e al formaggio un gusto prelibato. La cucina è quella dei piatti “poveri”. Spiccano i “Culurgionis” (ravioli di ricotta e patate), fiore all’occhiello del paese. Tra i piatti tipici, la pecora e il maialetto cucinati in mille modi, la treccia, la tratalia, i sanguinacci, le coccoette di patate e di cipolle, su pani indorau e incasau, e tutti i dolci della tradizione: amaretti, bianchini, pirichittus, pardulas, pabassinas, gatou, guelfus, pani ‘e saba. Da non perdere le Grotte de “Is Janas”, cavità carsiche estese 280 metri, che contano oltre undicimila visitatori l’anno. Partendo dalla zona grotte, scendendo attraverso un sentiero attrezzato, si scende a su Stampu ‘e su Turnu. Qui, da un ampio foro della roccia, l’acqua gelata precipita in una stretta forra per riprendere il suo corso nella boscosa gola. Superato il Rio de “Su semuccu” si entra nella foresta costeggiando le falesie di “Cannas”, fino alla sorgente di “Tiriccu”. L’escursione continua verso il Flumendosa. I parapendisti troveranno a Sadali un ambiente ideale per il volo. La zona del decollo è “Murtas”, sui costoni del Flumendosa, dove esiste la piazzola per i lanci. Si vola dall’alba al tramonto, tranne col maltempo o col vento che supera i 40 Km/h. Ad aprile il paese ospita una manifestazione nazionale di parapendio, voluta per aprire la Barbagia a questo sport. Un altro appuntamento fisso è per il 30 e il 31 luglio, con la “Festa dell’arte nel paese dell’acqua”. Centinaia di artisti tra pittori, scultori, musicisti, scrittori, artigiani, giocolieri, mimi, animano le vie del centro storico. Le case e i cortili si aprono, è possibile vedere come si preparano i formaggi e gli altri prodotti tipici del luogo. Una curiosità: Sadali è il paese degli innamorati, perché è il solo nell’isola - e insieme a Terni è l’unico in Italia - ad avere come patrono San Valentino. Da secoli chi vuole trovare l’anima gemella vi si reca a pregare il santo perché esaudisca le sue richieste.
Inviato da: Manuela
il 10/02/2015 alle 23:06
Inviato da: giramondo595
il 30/11/2013 alle 10:19
Inviato da: giramondo595
il 18/05/2013 alle 23:30
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il 14/04/2013 alle 19:55
Inviato da: giramondo595
il 01/04/2013 alle 23:46