Perla Nera

Un mondo dove regna sovrana la fantasia e la follia

Creato da xxPerla.Neraxx il 03/11/2010

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La ragazza del ritratto

Post n°8 pubblicato il 20 Novembre 2010 da xxPerla.Neraxx

[Scusate la mia assenza ma impegni improvvisi mi hanno portato ad allontanarmi dal mondo virtuale ^^"]

 

I 3 giorni passarono lentamente. E in testa le mille domande che mi frullavano non mi lasciarono un attimo di pace. Persino di notte, quando mi stendevo sul letto stanco, facevo sogni strani. E strane erano le creature che li popolavano. Non sapevo definire bene cosa fossero, l'unica cosa chiara era la presenza e la voce di quell'uomo che rimbombava per tutto il mio corpo. Poi mi ritrovavo in sentieri oscuri in boschi mai visti, finendo in mondi marini fantastici ma allo stesso tempo tetri. Sognai anche quella bellissima ragazza del ritratto che mi sussurrava dolcemente di non aver paura,che lei sarebbe stata con me per l'eternità.

Eternità... Cosa può sopravvivere tanto a lungo? Non ero un uomo di Chiesa, non credevo in Dio e non credevo che ci fosse qualcosa dopo la morte. La vita era una e questa oltre c'è solo buio vuoto e nulla.

Le parole della ragazza mi colpirono tanto da sognarla per le 3 notti consecutive. Mi parlava con voce dolce e suadente, aveva la pelle liscia e bianca come il velluto e gli occhi... non sapevo neanche come poterli descrivere. Erano azzurro ghiaccio, mai visti in vita mia. E la sua bellezza era ogni oltre dire. Non riuscirei a descriverle con parole, le parole risuonerebbero vuote al suo cospetto. E bella era un aggettivo cosi povero e lacrimevole per lei. Ma non so come accadde mi affezionai a lei. Non vedevo l'ora di riaddormentarmi per poterla rivedere. Ne ero attratto come un ape al miele, non riuscivo più a fare a meno della sua presenza tanto che ormai scambiavo la vita reale da quella onirica. Credevo di amarla. Certo potrebbe far ridere, non ha senso amare una persona non reale, mai vista se non in un ritratto. Ma la notte era cosi presente che quasi potevo toccarla e sentirla veramente, come se fosse realmente lì accanto a me... E sperai in cuor mio che non se ne andasse mai più. Pazzo. Stavo diventando pazzo! Cos'ero altrimenti? Ma non volevo abbandonare quella pazzia, o meglio... non riuscivo. 

Allo scadere dei 3 giorni sentì bussare alla mia porta. Sapevo chi era. Era Jack che era tornato a prendermi per portarmi di nuovo a palazzo. Ma io non avevo ancora preso la mia decisione. Andai alla porta e con mia grande sorpresa non era Jack...

 

(to be continued)

 
 
 
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