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La letteratura è la confessione che la vita da sola non basta. F.Pessoa

Creato da Michaelibri il 11/03/2012
 

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Alessandro Cascio - Diari da un pianeta sconosciuto

Post n°18 pubblicato il 04 Aprile 2012 da Michaelibri
Foto di Michaelibri

Non molto tempo fa mi capitò tra le mani un singolare libro, un pulp scritto forse per voi giovani amanti del genere, ma ambientato nel mondo ormai sconosciuto dei western. Portava la prefazione di un volto noto del cinema, sceneggiatore di alcuni dei più grandi film della mia epoca come <> interpretato dal mito De Niro o <> con Sofia Loren e il compianto Mastroianni. Il soggetto di quest'ultimo film fu scritto da Cornell Woolrich, lo stesso scrittore del capolavoro di Alfred Hitchcock <> e uno dei miei autori preferiti (cosa poco rilevante ne sono al corrente).
In questo calderone di nomi noti, spiccava in copertina quello dell'autore Alessandro Cascio, poco noto ma che sembrava promettere bene stando alle parole di Gastaldi. Comprai il romanzo.
Io insegno a Roma ma vivo in periferia da qualche anno e che se ne dica, la distanza non mi pesa perchè mi permette di rilassarmi e leggere in tutta tranquillità. Touch and splat lo lessi nella durata di un viaggio e mi colpì così tanto che decisi d'indagare ancora, perchè è così che fanno i buoni lettori, scavano fino a quando non trovano quel che cercano. Comprai giorni dopo un altro romanzo dell'autore, anch'esso con la prefazione illustre del giornalista Vincenzo Mollica dal titolo <>. Niente più uccisioni ed enigmi, ma un viaggio sul filo del noir in un mondo che l'autore definisce <>, capace di farti abitare per qualche ora le strade dell'arcipelago di Capo Verde senza esserci mai stato. E' l'incantevole storia d'amore tra un uomo che non ha più nulla da perdere e una baby prostituta, una storia circondata da panorami mozzafiato e tanta musica di classe come la splendida The man i love di Ella Fitzgerald.
Se insegno letteratura è per passione. Non ci si arricchisce di certo facendo l'insegnante, non ti renderà noto e non ti farà girare il mondo. Uno dei miei migliori pregi penso che sia sempre stato quello di non volere andare oltre, sono uno studioso, un accanito lettore che non ha mai provato a scrivere, sono un attento osservatore a volte, altre volte distratto. Sì, perchè chiunque nell'era di Facebook, avrebbe cercato l'autore per capire chi fosse ma io invece no, io ho continuato a leggere i suoi libri. Che strano individuo che sono, me lo dicono sempre i miei allievi.
Quando il postino mi consegnò <> non mi aspettavo di certo di impregnarmi di un'inquietudine che porto con me ancora oggi che ne scrivo dopo quasi un mese dalla mia ultima lettura. Un romanzo così non l'avevo mai letto prima d'ora, forse si avvicina un po' al disgustoso <> di Josè Saramago, ma neanche a dire il vero, Saramago non rappresenta nessuna cruda realtà, la ipotizza. Splatter baby narra le vicende di una baby gang che vive in un desolato borgo nel sud dell'Inghilterra, un posto che non esiste nella realtà e che potrebbe essere qualunque posto al mondo. Il sogno di questi bambini è quello di finire in Tv, non da attori di reality o fiction, ma come personaggi amatoriali di Real Tv. Il romanzo inizia con una scena da sconsigliare ai deboli di stomaco e agli amanti degli animali. Il peggiore tra i bambini, Miller Lang, per far colpo sulla scolaresca inchioda un cagnolino su un'auto radiocomandata. Il tutto viene descritto quasi come fosse una crocifissione. Ciò che seguì mi colpì ancora di più, tanto che decisi di portare il libro in aula e leggerlo ai miei alunni.
La scena che lessi (perchè di scena si tratta, visto che Cascio scrive una letteratura da cinema) fu questa:

La direttrice quei vestiti non li indossava più da tempo, da quando aveva messo su tante di quelle taglie che adesso quegli abiti le sarebbero entrati in una gamba e anche stretti. Per una donna la propria decadenza fisica dovuta agli anni che passano è difficile da accettare, ma solitamente il fascino resta immutato per le persone colte, almeno così pensava la madre di Rosalie che era immersa tra libri e studi come se dovesse sostenere un esame per la tomba. Ma da qualche tempo la direttrice aveva capito che era tutto inutile, che era già abbastanza colta per un paese di stupidi come Trenchtown, che diventarlo ancora di più non sarebbe servito poi a molto, visto che doveva già smorzare la propria cultura per venire in contro all’ignoranza altrui. Così, alla decadenza fisica si accompagnava la decadenza mentale, la più dura da sopportare, quella che l’avrebbe resa vecchia e non matura, da buttare piuttosto che da ammirare. Vedere la figlia bella com’era lei da giovane le provocava una rabbia tale da portarla a riempire quei vestiti di spilli per  far si che la figlia non l’indossasse o che almeno patisse il dolore di non poter portare certi capi. Come spilli che ti perforano la carne, era quel dolore. Di sensi di colpa per ciò che faceva ne aveva eccome, ma erano più accettabili di un senso di inferiorità che l’aveva anche fatta sentire insana, da manicomio.
“Aspetta”, disse Rosalie, “devo prima fare una cosa.”
Prese un cofanetto dalla sua stanza con dentro delle calamite che gettò addosso al vestito che si aggrovigliò attorno a quelle.
“Prima devo levare queste trappole e poi potrai indossarlo.”
Kitty rimase a guardare, la cosa non era normale e lo fece notare anche Rosalie.
“Non ci fare caso”, disse, “normale amministrazione, credimi, piccole pazzie quotidiane di casa nostra.”
Poi ridendo si raccolse i capelli e si guardò allo specchio dicendo: “Mia madre è gelosa perché io sono più bella di lei.”
Appena finito tirò fuori una trentina di spilli, piccoli abbastanza da non rovinare il vestito, opera di un lavoro certosino.
“Ecco, adesso puoi spogliarti”, disse Rosalie: “Ti starà benissimo” e poi aspettò che l’amica si svestisse.


Un scrittore è tale se ti apre le porte della percezione come gli acidi dei beatnik inglesi, ne scrisse Bourroughs (di cui ho parlato in articoli addietro) scrisse sia degli acidi sia di quel tipo di scrittori che aimè adesso non ne fanno più tanti. Ho domandato ai miei allievi cosa avesse suscitato in loro quel pezzo e mi hanno risposto <>, <>, <>. Mi lasciò sbalordito l'affermazione di una mia allieva ancora molto giovane che mi illustrò come cose del genere ai giorni nostri capitano anche se non sono agli occhi di tutti, colpa della televisione. E proprio contro la televisione è scritto questo romanzo, ma non solo, perchè come lo stesso autore dice: <>.
Un romanzo capace con quella destrezza e quella tecnica di dichiarare che <> meriti di stare negli scaffali di tutte le librerie perchè, per quanto io abbia letto tanto sull'argomento, nessuno scrittore ha mai affrontato prima la frustrazione di quei bambini che per caso, nell'arco della loro breve vita, sono arrivati alla conclusione che un genitore oltre a regalare la vita regala un'enormità di dolore, d'ignoto e per ultima, la morte. Per questo un genitore non va ringraziato.
Decido di contattare Alessandro Cascio, un giovane uomo che non passa di certo inosservato. Il suo profilo Facebook si presenta con una dichiarazione di dissenso verso lo sfruttamento della manovalanza del terzo mondo usata per la censura oltremodo smodata nel più diffuso social network al mondo. E' combattivo come mi aspettavo. Tatuato, la sua casa è il mondo, vive a Praga, ha trentaquattro anni e parla per ore di Cobain e di come Walt Disney non abbia in realtò disegnato nessuno dei personaggi Disney. Mi dice: <>.
<>
Quando leggi un libro e sai che lo scrittore è sincero, allora è come se qualcuno ti avessere regalato un po' della sua vita. Questo ti rende orgoglioso di essere un lettore.
Nella mia breve intervista, due chiacchiere visto che io non sono un giornalista, Alessandro Cascio mi è sembrato Neil Cassidy che Jack Kerouac rappresentò nel suo <> come uno scapestrato talentuoso che avrebbe fatto una miglior fine se avesse rinunciato ad un po' di vita. Cascio quella vita sa viverla e scriverla, lo si legge nelle sue parole.
<>.
Per scrivere rischierei la vita.
Sto leggendo due suoi inediti, uno in realtà l'ho letto in un solo giorno, è un'inequietante fiaba sulla schizofrenia ambientata in una Londra senza tempo. Il titolo è Tre Candele. Cascio odia questo romanzo, tipico comportamento da critico di se stesso, lo stesso comportamento che portò Rachmaninov alla ricerca della perfezione, vana perchè è solo un concetto.
L'altro romanzo è un appassionante noir stracarico di ironia e battute da cabaret eleganti e divertenti che ti fanno comprendere quanto questo autore sia davvero versatile e pieno di capacità che se accompagnata alla passione è il massimo. Ci sono autori pieni di passione, altri pieni di talento, ma solo quando riesci ad arginare entrambe le cose per farle fluire sei un professionista.
Vi lascio qundi scoprire un nuovo autore che poi tanto nuovo non è, lo metto nella lista perchè è uno dei pochi italiani che ha qualcosa da dire e lo dice bene, con tanti di quegli stili che da solo potrebbe gestire una scuola di scrittura e di vita.
Lo dico io che come sanno i miei allievi, non sono uno dai gusti facili.
I suoi libri non sono semplici da trovare in libreria, ma li trovate facilmente e senza dovere usare la carte di credito su www.ibs.it
Vi lascio con questa, un paragrafo soltanto che incollo qui senza chiedere il permesso.

Love Fitness, Corso speciale per gente incapace d'amare
Alessandro Cascio inedito

Sono un beat nella chimica dei rave che non si confronta senza alterazioni e che ha preferito il sesso a Dickens. Canto libertà con chitarre made in China, con corde made in Thailand, plettrate made in Vietnam. Sono un byte in un Mac ingrassato al Mac, scolpito al crunch, abbronzato ad UV e vestito al Brooks, che gira il mondo comodo in economy. So amare più di quanto ami tu, ma è ciò che amo che ti fa ribrezzo, è come amo che ti rende avverso.
“E poi?” chiedo.
“Mi hanno violentata sulla scala, mi hanno derubata e picchiata, mi hanno reso quel che sono”.
Lucy è lo stand by di un TV Color, il backstage di un sogno scelto tra le pagine di una minuscola brochure. La show più sexy di Erotomania.com, la dandy leader delle eiaculazioni dei restless teen, un break da pochi pounds in un display. Sa amare più di quanto ami tu, ma è ciò che ama che ti fa ribrezzo, è come ama che ti rende avverso.

Da leggere e capire.

Mike La Volpe

 
 
 
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