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Un albero cresce a Brooklyn - Betty Smith

Post n°9 pubblicato il 03 Gennaio 2014 da belatrix61

Betty Smith, pseudonimo di Sophina Elisabeth Werner, nel 1943 pubblica  'Un Albero cresce a Brooklyn', ambientato  negli inizi del 1900. Nominato dalla New York Pubblic Library come uno dei grandi libri del secolo appena trascorso.

La famiglia Nolan di origine irlandese, vive a Brooklyn, in un quartiere di immigrati,  in dignitosa povertà. Le vicende della famiglia, seppur difficili, vengono descritte con delicatezza così come delicata e sensibile ci appare Francie che  per non sentire troppo il dolore della povertà, si rifugia nei libri. 

Dal Libro: Era  mezzogiorno quando Francie tornò a casa. Poco dopo arrivò la madre, che ripose rumorosamente il secchio e  la scopa, come a indicare che non li avrebbe più toccati fino al lunedì. La madre aveva ventinove anni, i capelli neri, gli occhi scuri e le mani svelte. Aveva anche una bella figura. Lavorava come portinaia e si occupava della pulizia di tre caseggiati. Chi avrebbe mai potuto dire che mamma lavava i pavimenti per mantenerli tutti e quattro? Era così graziosa, piccola, vivace; traboccava di passione e di allegria. Le sue mani, per quanto rosse e screpolate dalla soda, erano belle, con le unghie ovali e delicate. Tutti dicevano che era un peccato che una donna così fine e delicata dovesse passare la vita a pulire i pavimenti. Ma che cos'altro avrebbe potuto fare, con il marito che si ritrovava?, Sì, comunque, Johnny Nolan era un bel ragazzo, più bello di qualsiasi altro uomo del vicinato. Ma era un ubriacone. Ecco cosa diceva la gente.

 

La figlia Francie aveva ereditato tutto dai Rommely e dai Nolan. Aveva le debolezze violente e la passione per il bello dei disgraziati Nolan. Era un mosasico in cui si ritrovavano le qualità di nonna Rommely: il misticismo,l'abilità di raccontare storie, la fiducia completa in ogni cosa e la pietà per i deboli. Aveva anche ereditato la volontà dura e crudele di nonno Rommely. Aveva un pò del talento di zia Evy per imitare le persone e un pò della possessività di Ruthie: da zia Sissy aveva preso l'amore per la vita e per i bambini, dal padre Johnny il sentimentalismo, ma non il bell'aspetto. Dalla madre aveva ereditato i modi affettuosi, ma soltanto la metà dell'acciaio invisibile di cui era fatta Katie. Era un  miscuglio di tutte queste cose insieme, buone e cattive. Ma Francie era anche qualcos'altro. Era i libri che leggeva........qualcos'altro ancora che non veniva dai Rommely o dai Nolan, ma dalla lettura, dal suo spirito di osservazione e dalla vita di ogni giorno.Era qualcosa che era in lei e in lei soltanto, qualcosa di diverso da qualunque membro delle due famiglie. Era ciò che Dio o il Suo equivalente pone in ogni anima cui dà la vita, qualcosa di particolare che fa sì che non vi siano due impronte digitali uguali al mondo.

 

Dal libro:La Biblioteca era in un piccolo edificio, vecchio e cadente, ma  Francie pensava che fosse bellissimo. I sentimenti che la biblioteca risvegliava in lei somigliavano a quelli che provava nei confronti della chiesa. Spinse la porta ed entrò. Come le piaceva l'odore della biblioteca,un miscuglio di vecchie rilegature di cuoio,di colla e di libri freschi di stampa! Le piaceva molto di più dell'odore dell'incenso che bruciava durante la messa solenne.

Francie era convinta che nella biblioteca vi fossero tutti i libri del mondo e si era ripromessa di leggerli tutti. Ne leggeva uno al giorno, in ordine alfabetico, senza saltare i meno interessanti. Ricordava che il primo autore di cui avesse letto qualcosa era Abbott. Leggeva da parecchio ed era ancora alla lettera B. Aveva già passato tutte le opere che si occupavano di api e dei bufali, delle vacanze alle Bermude e dell'architettura bizantina. Nonostante il suo entusiasmo aveva dovuto ammettere che alcuni libri della lettera B erano molto duri da digerire. Ma Francie era una vera lettrice. Leggeva tutto ciò che le capitava fra le mani: libri spazzatura, opere classiche, l'orario dei treni e la lista dei prezzi del droghiere. Alcune letture erano state meravigliose, per esempio i libri di Louisa Alcott. Aveva in mente di rileggere da capo tutti i libri quando fosse  arrivata alla Z.

Ma il sabato era diverso e quel giorno Francie si permetteva di leggere un libro scelto al di fuori dell'ordine alfabetico. Ogni sabato domandava alla bibliotecaria di consigliargliene uno.

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