

La storia di Marco Delvecchio assomiglia un po' alla favola del brutto anatroccolo.Nato a Milano 28 anni fa e' stato a lungo un girovago del calcio prima di approdare nella capitale. Scaricato dall'Inter senza troppi complimenti, nonostante il gran lavoro e i tanti gol messi a segno con la maglia giallorossa (con la rete realizzata nel derby di ritorno Delvecchio e' il miglior realizzatore giallorosso nella storia del derby), Delvecchio ha faticato non poco per meritarsi la fiducia dei tifosi della SUD, ma oggi, finalmente anche per lui e' arrivata la definitiva consacrazione.Questo scudetto e' in gran parte merito suo e pensare che in estate, dopo l'arrivo di Batistuta e la conferma di Montella sembrava come al solito destinato alla panchina, anzi c'era chi gongolava all'idea di una sua possibile cessione al Chelsea. Per fortuna che Capello lo a convinto a rimanere e cosi' Supermarco ha messo ancora una volta tutti in fila.Seppur a malincuore ha accettato la retrocessione tattica impostagli dal tecnico, ha rinunciato al gol, pane quotidiano di ogni attaccante (in questa stagione per lui solo 8 reti di cui 5 in coppa UEFA) e si e' messo al servizio dei compagni. Per tutta la stagione ha svolto un lavoro oscuro, ma fondamentale. Costretto a girare al largo dall'area di rigore, emarginato sull'out di sinistra avrebbe potuto gettare la spugna, chiedere di essere ceduto e invece Marco ha stretto i denti dimostrando a tutti gli scettici di essere un grande giocatore. Ad ogni pallone recuperato, ad ogni volata sulla fascia, ad ogni cross servito ad un compagno Delvecchio sentiva crescere attorno a se la fiducia dell’ambiente e poco importava se sui maggiori quotidiani i suoi voti non andavano mai oltre una sufficienza risicata. Marco ha sopportato in maniera esemplare sia la pressione esterna che quella interna (il dualismo con Montella) e oggi può finalmente esultare. Questo finale di stagione e' stato davvero magico per lui, oltre al successo conquistato con la Roma infatti è arrivata anche la consacrazione in nazionale.Contro la Georgia Trapattoni lo ha preferito ai vari Chiesa, Montella e Inzaghi e lui per tutta risposta ha contribuito al successo finale mettendo a segno uno splendido gol, il suo secondo in maglia azzurra. Il brutto anatroccolo si e' finalmente trasformato in cigno e chissà che nella formazione della Roma 2001/02, non tocchi ancora a qualcun altro restar fuori.
Inviato da: pluribannato_segato
il 01/10/2010 alle 17:26