sotto il cielo la vita scorre veloce,
tra spavento e sbadiglio,
e tra un battito di ciglia e un altro
guerre iniziano e finiscono,
ricominciano.
Sotto il cielo
la morte intride di sé tutta la vita che c'è,
troncando respiri giovani
e vecchie illusioni,
spezzando orizzonti
e mangiando bambini.
Sento, insieme al vento,
un brivido caldo sulla pelle,
che mi racconta
di un tempo mai esistito
in cui i respiri invecchiavano
e i bambini volavano,
ognuno verso il suo orizzonte,
come sciami di farfalle,
senza il fardello
di un insensato prezzo da pagare.
Un tempo in cui
i miracoli nascevano nel cuore
di tutti,
senza incomprensibili discriminazioni,
senza che il Caso,
con la maschera di un qualunque Dio,
buono o cattivo,
si divertisse a razionare il sorriso
e ad allagare di pianto
questa inerme e presuntuosa umanità.
Il vento
mi ruba il sogno
e il brivido che mi rimane
a serpeggiare tra le ossa stanche
mi riporta l'immagine
reale
di una vita in ginocchio,
che si arrende,
sullo sfondo di un mare che si riversa,
da un orizzonte spezzato,
nell'ignoto
di un cielo azzurro e vuoto,
in cui un mondo lontano
è sempre più lontano
mentre promette
o nega
un unico barlume di speranza.
Inviato da: desideria_io2009
il 16/02/2011 alle 11:58
Inviato da: serpentelladgl1
il 23/08/2010 alle 01:19
Inviato da: lacky.procino
il 30/05/2010 alle 22:44
Inviato da: golia.76
il 19/02/2010 alle 15:21
Inviato da: desideria_io2009
il 15/02/2010 alle 14:16