Creato da golia.76 il 06/11/2009

DOLORE

PASSIONE E DOLORE

 

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il cuore insanguinato ...

Post n°3 pubblicato il 07 Novembre 2009 da golia.76

Ho camminato per anni per mille sentieri, tra foreste, deserti, colline, pianure e savane, in ogni parte dei continenti. … Ho visto la malvagità umana,  la sofferenza, la felicità, mille altre sensazioni ed emozioni … Ho vagato tra metropoli, città e sperduti villaggi talmente nascosti e in simbiosi con la natura da diventare senza tempo … Ho ascoltato voci amiche, dolcissimi sussurri, vibrazioni esaltanti, deliri assatanati … Urla agghiaccianti si susseguono nel ricordo dei miei giorni … Ma imperturbabile ho visto oltre … Ho sfruttato la mia energia per uscirne incolume e ora raccolgo le ultime forze per rinchiudermi, quassù tra i verdi pascoli, nell’eremo dove tutto ebbe inizio … Ho bisogno di fuggire dal mondo, di purificare i miei occhi e la mente da innumerevoli e inenarrabili malvagità … Ho un’infantile voglia di arrestare ogni forma vitale, fuori da quella “porta” che ho creato nella mia mente, per conservare indelebili i momenti e le sensazioni che mi hanno fatto vibrare l’anima di felicità e cancellare il resto … In questo eremo, dove tutto è così distante, dove ogni inquietudine è lontana, dove sento il gradevole profumo dell’erba appena tagliata, dove il mio pensiero viene cullato dal vento insieme ad ondeggianti fili d’erba, perdendosi nel paesaggio circostante, confondendosi tra mille, infiniti granelli di polline che il tepore alato trasporta lontano nella valle, uno strano senso di ilarità mi invade respirando a pieni polmoni l’aria pura che mi circonda, lontano da quello che laggiù in troppi hanno sporcato e stanno sporcando … Non so quanto tempo rimarrò qui, è da tanto che non tornavo, mi mancava questo profumo di antico, quella sensazione di libertà, che si prova solo vagando per ore e ore, tra boschi, verdi pascoli, senza trovare traccia di quel mondo delirante e perverso dannato all’autodistruzione … Il ritorno alle origini da sempre rinviato, ora si è reso indispensabile … Ciò che prima era noia ora è una necessità impellente … Adesso nella quiete del mio tempo, mi trovo seduto su di una pietra marmorea levigata dalla pioggia e dal vento …  una betulla al mio fianco … il mento sulle ginocchia … lo sguardo in posa oltre l’orizzonte senza fine, sul traguardo da raggiungere, che appare sempre più vicino … e così rimarrò fino a quando la delusione e la malinconia non libereranno il mio cuore rendendolo libero da ogni sofferenza ….

 
 
 
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