STEREOTIPO MA,PURTROPPO, COMUNE.
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La mia foto di scuola
Post n°9 pubblicato il 16 Marzo 2010 da MattoNormale
Come scritto nel blog vorrei provare a parlare di come sono diventato quello che sono, non nel senso "guardate chi sono diventato" ma "vedete cosa ne ho passate". Inizio con questo una serie di post con i quali vorrei esporre gli episodi piu' o meno significativi ma che io piu' ricordo impressi nella mia memoria. Come al solito le critiche per la piu' o meno pallosità della cosa sono bene accette. Episodio 1 : Esami di Terza media. Come spesso mi capita di dire io non sono nato di certo per studiare ma una cosa che non mi si puo' negare è la predisposizione naturale per risolvere qualunque problematica di logica matematica, da questo è iniziata in prima media la mia difficoltà con una professoressa che non amava il fatto che se per lei un'espressione andava risolta in sei passaggi, io la guardavo e le davo il risultato. Testa di cazxo io che la punzecchiavo ma tanto di piu' lei che cercava di arrampicarsi sugli specchi per non ammettere la mia giusta risposta e senza una semplice frase tipo "Giusto ma fammi vedere anche lo svolgimento". Tant'e' che mi sono ritrovato a fare i compiti in classe a pagamento per gli altri tralasciando i miei. Poco dopo l'inizio della terza media (limite che mi ero prefissato di raggiungere senza essere bocciato per non perdere un anno di potenziale stipendio) questa grandissima pu ritana ha iniziato a chiamare mia mamma (la santa) dicendole che sarei stato bocciato e indicandole indirizzi di nuove scuole dove mandarmi perchè, a sua detta, mi sarei potuto trovare meglio... Tutti concordi ho iniziato a non andare a scuola per fare quello che potevo fare solo metà giornata, lavorare, tanto era troppo tardi per cambiare scuola in corsa... Passati pochi giorni dall'inizio di questa decisione veniamo chiamati a colloquio dal vice preside (non che un grand'uomo) dove, per farla breve, la professoressa in oggetto chiamata a rispondere di quanto detto nega tutto. Riinizio a frequentare regolarmente e con impegno (a mio modo) con un silenzioso patto di non belligeranza intercorso tra le due parti, tutto fino a qualche giorno dalla fine della scuola quando vengo chiamato "alla lavagna" con la scusa che non aveva voti su di me (giusto). A quel punto,conoscendo la persona, declino gentilmente l'invito riconoscendo la mia non preparazione sulla materia (scienze) e chiedendo il voto piu' basso che potevo ricevere.A gran sorpresa la gentildonna mi concede di essere interrogato il giorno dopo a patto che mi fossi preparato su tutta la biologia dei due anni passati, ed io (che non mi perdo di certo una sfida) accetto. Mi ripresento il giorno dopo con un lume di conoscenza che mi ricopriva e vengo di nuovo chiamato all'appello, e cosa mi chiede ? Fisica nucleare, argomento nemmeno trattato. A tal punto il mio dolce vocino da ragazzino impaurito il quale ero esclama un bel " ma vaffanculo te e l'atomo, è vero che chi non sa insegna..." Pronta risposta : "io durante gli esami ,se ti ci faccio arrivare, ti posso chiedere anche di parlarmi del carbone e tu mi devi saper rispondere... " Giorno degli esami : parte inglese, nessun indugio e finale con complimenti, italiano etc ok senza complimenti , tecnica e informatica (insegnata dal vice preside) perfetto , arriva la mia amica ..... " parlami del carbone..." Qui il mio cuore si è gonfiato di gioia in un'apoteosi di pienezza di me capendo di essere piu' intelligente e furbo di lei alla tenera età di 13 anni, tirai fuori dallo zaino la Tesi che avevo preparato con cura in due giorni di lavoro ed iniziai ad esporla sapendo che non avrei saputo altro se non quello. La guerra era vinta. Ripensandoci non ero di certo io un elemento semplice, ma quella prima vittoria è stata uno dei momenti chiave che hanno caratterizzato il mio passato, nel bene o nel male. Vivi e lascia vivere, io voglio solo che se qualcuno cerca di mettermi in testa la sua idea abbia delle valide e sensate motivazioni, e quello già lo pensavo allora. Lo ribadisco, ero una gran testa di caxxo, ma con che stile ! |
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