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Filosofia delle scienze: "sostanza" e Spinoza

Post n°9 pubblicato il 19 Giugno 2013 da pacilli.s3901

Nella ricerca di una risposta alla domanda "CHE COS'E' L'ENERGIA?", supponendo l'energia facente parte della materia, mi sono ritrovato sulla strada di Spinoza, precisamente al bivio di un esame estemporaneo che mi aveva fruttato, non so come,  29 e mezzo, e quì, seduto all'ombra dei ricordi, (che pizza!) mi rinfresco la memoria di come Spinoza concepisce la "sostanza":

 « La sostanza è ciò che è in sé e viene concepita per sé. »

"Ciò che è in sé": vuol dire che è tutta in se stessa ossia non dipende da un'altra cosa, perché se dipendesse da un'altra cosa non sarebbe più sostanza; "E viene concepita per sé": vuol dire che quando penso la sostanza la devo pensare con un concetto che riguarda lei e soltanto lei, non posso passare per altri concetti, come in una mediazione razionale, per arrivare a lei, perché altrimenti significherebbe che questi molteplici concetti, che rimandano a più realtà, farebbero sì che la sostanza non sarebbe più un'unica realtà come essa è: quindi la sostanza può essere concepita solo intuitivamente, con un'apprensione immediata, e non razionalmente mediata, della sua esistenza.

« La sostanza deve avere in sé e non in un'altra cosa il principio della sua intelligibilità. »

la sua esistenza non dipende dal fatto che ci sia io a parlarne o a pensarla: la sostanza è una realtà oggettiva, indipendente dall'esistenza del soggetto.

La sostanza è una realtà oggettiva concepita per se stessa. Se questa sostanza può essere definita come ciò che è in sé e viene concepita per sé, allora è causa sui (causa di sé stessa): in lei coincidono in un unico punto causa ed effetto, lei è nello stesso tempo madre e figlia — altrimenti sarebbe effetto di una causa che viene prima di lei, e lei allora non sarebbe più la prima, come deve essere per la sostanza. Causa sui cioè se dovessi fare una distinzione tra l'essenza e l'esistenza, tra pensiero e realtà, per la sostanza questa distinzione non vale perché essa non appena pensa immediatamente esiste.

« La sua essenza implica necessariamente l'esistenza. »

Se l'essenza è il mondo del pensare, e l'esistenza è quella della realtà, non appena appare la sostanza nel pensiero nello stesso originario atto, essa esiste. Non ci può essere la distinzione tra il pensiero della sostanza come una realtà distinta dalla realtà dell'esistenza della sostanza. Altrimenti ci sarebbero due realtà mentre la sostanza è un'unica realtà. Se la sostanza è causa sui, allora è: unica; e, non essendoci altra realtà che possa limitarla, è infinita e indivisibile (perché, se fosse divisibile, non sarebbe più unica). Se dunque l'essenza della sostanza implica l'esistenza, allora pensiero e realtà coincidono. 

Se la definizione della sostanza è tale per cui essa è: causa sui pensiero e realtà creatisi in un unico originario atto (essenza ed esistenza) unica, infinita, indivisibile, allora la sostanza può essere identificata con Dio e con la Natura. 

GRAZIE PER LA PAZIENZA!

 

 
 
 
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