Mara solo Mara

pensieri e rotture di una donna

 

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VOGLIO TORNARE A VOLARE CON TE

Ho voglia di tornare a volare con te Amore... per un istante, per un minuto, per un'ora, per la vita... ti amo

 

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06 maggio 2008

Post n°7 pubblicato il 06 Maggio 2008 da marasolomara


Voglia di te...
di giocare con te, di fare pazzie, di fare l'amore...
Voglia di te...

Una mano che corre su fino a quando non scompare e tu senti il calore della voglia che cresce dentro di te...
E' come se un vento leggero e caldo ti sfiorasse la mente e tu ti lasciassi trasportare lontano... in cerca di un paradiso perduto...

Voglia di te...
ora.

Mara

 
 
 

22 aprile 2008

Post n°6 pubblicato il 22 Aprile 2008 da marasolomara

Il viale la sera era immerso nella penombra delle poche luci. Il grande parco si era addormentato. Lei camminava svelta. Lui l'aspettava a casa.

Il lavoro non era andato molto bene e non riusciva a togliersi dalla bocca l'amaro di un rimproverso non meritato, l'arroganza di persone che non avevano neppure titolo per riprenderla. La vita, a volte, però è cosi e lei lo sapeva bene. Avrebbe voluto scappare. Se solo a casa lui non ci fosse stato avrebbe tagliato verso la stazione e preso ilprimo treno senza neppure chiedere la destinazione.

Sarebbe diventata un nome per qualche trafiletto nel giornale della provincia e poco dopo neppure lui si sarebbe ricordato chi mai fosse. Avrebbe cercato qualcun'altra e si sarebbe rifatto una vita, certo non facilmente ma ci sarebbe riuscito.

Il cellulare squillò all'improvviso.

- Ciao.

- Ciao, è successo qualcosa?

- No sciocchina, volevo solo avvertirti che stasera non rientro per la cena. Mi hanno bloccato qui in ditta e non riesco a liberarmi almeno fino alle ventitre. Mi spiace amore.

- Dai... non preoccuparti. Ti amo.

- Ciao, cerco di fare il prima possibile.

Ora c'era anche l'occasione. Sapeva bene che questa poteva essere una scusa per incontrare qualcuna. L'aveva già fatto e l'avrebbe rifatto ancora. Non aveva voglia di litigare, avrebbe voluto solo piangere o gridare o fare l'amore.

Fare l'amore la faceva sentire bene. Le cose dopo le parevano tutte al loro posto, pareva che niente le avesse smosse. Tutto era limpido e profumato dopo...

Taglio senza pensare verso la stazione. Il passo le si era affrettato come comandato da un pensiero che temeva potesse sfuggire.

Entrò. Il treno stava per arrivare.

Sentiva distintamente il suo rumore che si faceva sempre più forte. Sempre più vicino.

Un attimo. Si fermò proprio al primo binario.

La gente scendeva e le passava vicino senza neppure guardarla. Altra saliva e lei se ne stava li incapace di fare un altro passo.

- Ciao, che ci fai tu qui?

Trasali. Le guancie le si avvamparono come se fosse stata una bambina e la mamma l'avesse sorpresa con le dita nel vasetto della marmellata.

- Ciao Filippo... stavo solo ... ma tu invece?

- Questo è il regno ormai. Faccio il pendolare da cinque anni, da quando... si insomma da cinque anni lavoro a Parma.

Erano entrambi incapaci di dire altro. Ognuno aveva nel cuore l'ultima volta che si erano visti. L'ultimo bacio rubato e l'ultima telefonata. Entrambi sapevano che forse le loro stesse vite li avevano separati per sempre.

- Bhè... ora devo tornare a casa.

- Anch'io... è stato un piacere incontrarti... magari un giorno ti chiamo e andiamo a bere qualcosa insieme.

Che cosa stava dicendo Filippo? In cinque anni lei aveva cambiato anche quello e lui ora le stava sfuggendo... no. Doveva fare qualcosa.

- Ti amo...

Lui si fermà come trafitto. Si girò e ritorno verso di lei.

- Ho detto ti amo...

Di colpo gli anni non erano passati, di colpo era ancora la ragazzina che aspettava il treno per il liceo, di colpo... lui era ancora il "bastardo" che amava, e di colpo la bocca di lui si poso sulla sua e tutto fu come se il tempo non fosse mai passato.

 
 
 

Sabato sera

Post n°5 pubblicato il 12 Aprile 2008 da marasolomara

E' un periodo che non va... non va per niente. Mi sento sola e triste. Il tempo passa e non so come vivere.

Alla mia età tengo ancora un diario, trascrivo i messaggi della persona che amo, credo nel Principe Azzurro e piango su me stessa. Non sono mai cresciuta...

Credo ancora che i miei figli devono essere sempre i migliori, credo che il mio uomo sia perfetto, credo di essere amata e non lo sono...

Sono una non moglie, una non madre, una non figlia...

Mi piace la vita ma la sto odiando...

Lui mi ha fatto respirare la vita ma ora me la sta togliendo e questo mi fa morire... i miei figli mi hanno fatto credere in una speranza ma la speranza sta per crollare... ho creduto ai miei genitori e mi hanno lasciata sulla strada...

La vita è vigliacca... ti illude e ti sbatte fuori... come un giocattolo rotto!

Mara

 
 
 

Ho quasi paura...

Post n°4 pubblicato il 02 Aprile 2008 da marasolomara

Non è normale ma ho quasi paura ora a scrivere nuovamente qua dentro. Ho paura che le mie parole vengano buttate al vento, ho paura di riperdere tutto e dover nuovamente ricominciare.
Ho ricominciato tante volte nella mia vita e non sarà certo un blog a spaventarmi però arrivati ad un certo punto non si ha più la volontà di ricominciare.

Scatta come una sorta di rifiuto mentale.
Qualcosa che ti dice: "E no cavolo! Basta!".
E ti ritrovi in mezzo ad una strada, di fronte ad un bivio, con le valige nuovamente in  mano.

Chi mi conosce però mi definisce testarda, molto testarda... e io ci riprovo :)

Ho deciso ci riprovo... anche perchè questo pazzo mondo mi manca...

Bacio a tutti,

 
 
 

La guerriera

Post n°3 pubblicato il 25 Marzo 2008 da marasolomara
Foto di marasolomara

-
Chi la drogata?
Come
la drogata? Ricorda solo questo di quella ragazza? Sono basita, non posso
credere che mio figlio possa averlo detto.Lui
che per anni ha frequentato il seminario, che ancora sta frequentando
l'università con la speranza di accedere alle comunità di tossicodipendenti...
proprio lui. Michela,
cosi si chiamava, era una ragazza che viveva con la sua famiglia vicino alla
nostra villetta. All'inizio era solo una ragazzina che stava crescendo, con i
problemi e le fantasie proprie dell'età.
Arrivava
a casa nostra, suonava il campanello e mi chiedeva se poteva portare Ale, allora
poco più che lattante, a fare un giretto con il passeggino e quando io
acconsentivo tutta felice trotterellava in casa e faceva la vice mamma.
Di
andare a scuola non se ne parlava proprio. Lei amava la libertà e aveva una
voglia sfrenata d’indipendenza. Era curiosa e intelligente, buona al punto da
passare per credulona, altruista al punto di non considerare mai i suoi limiti.
Per lei bere era un modo per stare con gli amici. Per lei lo spinello era la
maniera di sentirsi grande, di essere accettata da quelli che sono "in
gamba".
Cresceva
e con lei cresceva la sua voglia di trasgressione, di dare un taglio a tutto ciò
che rappresentava il suo passato. Un padre troppo rigido e nello stesso tempo
assente, una madre troppo apprensiva ma poco disponibile all'amore di cui era
affamata, una sorella troppo precisa, puntigliosa, perfetta.
Tutto
gli andava stretto.

- Per fortuna che beve, pensa se si
drogava?

Soleva
ripeteva il padre a chi lo rincuorava sul destino di quella figlia, senza
pensare che dal bere alla droga il passo per un'adolescente è breve, e senza
pensare che comunque era un segnale dall'allarme che Michela gli stava mandando.
Gli
ultimi mesi prima di entrare in comunità era diventata l'ombra di se stessa,
consumata e vuota. Tanta voglia di morire al punto che non riusciva più a
nutrirsi ed alzarsi da sola dal letto.

Poi
il silenzio, per anni.

Anni
in cui la famiglia si era chiusa nel loro dolore, anni in cui il suo nome era
scomparso dalle labbra di tutti.

Poi
è riapparsa.

Bella
come può esserlo solo chi è stato forgiato nel dolore, dentro e fuori. Accanto
a lei c'era un ragazzo.

Si
seppe che aveva finito il liceo artistico e cominciava ad esporre le sue opere
nelle gallerie d'arte.

Non
aveva lasciato la comunità dove viveva ma ora era lei che accoglieva e regalava
il suo sorriso ai suoi compagni meno fortunati.

Il
lieto fine durò poco... piano, piano le luci si spensero nuovamente.

Ora
lei doveva combattere contro qualcosa di diverso, qualcosa che non aveva cercato
e che ora le stava nuovamente portando via la vita.

Un
tumore.

Per
anni la sua lotta è stata dura, per anni non ha ceduto. Anni in cui è
scomparso il padre, anni in cui la sorella è uscita di casa per andare a
convivere, anni in cui la madre si è fatta in quattro per non lasciarla sola e
l’ha sommersa di tutto quell’amore che forse non era stata capace di fargli
vedere prima di quel momento. Il tutto nuovamente nel silenzio e nell'abbandono.

E
poi la fine, l'annuncio mortuario sui muri di una città che non era più la sua
e in cui era ricordata ancora solo ed unicamente come la ragazza che si bucava.

Nel
mio cuore lei non sarà mai la ragazza che si bucava ma la ragazza con gli
occhioni e i capelli neri che con il suo sorriso splendente veniva a prendere
Ale per giocare a fare la grande.

Sarà
sempre la guerriera che si è battuta contro il mondo perché non era del mondo.

Mara

 
 
 
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Un blog di: marasolomara
Data di creazione: 21/03/2008
 

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