Pensierando

pensieri in versi e riflessioni

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

 

« Messaggio #28Messaggio #30 »

Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 26 Agosto 2008 da mimmo.ck

Il mito di Prometeo

                                              

Prometeo era figlio della Ninfa Climene e del Titano Eurimedonte, oppure di Climene e Giapeto, ed i suoi fratelli erano Epimeteo, Atlante e Menezio. Il fratello maggiore era Atlante, conosceva tutto quello che si cela negli abissi del mare, il suo regno era più vasto dell’Asia e dell’Africa messe assieme. Gli egiziani dicono che Atlante fosse figlio di Poseidone, e che le sue cinque coppie di fratelli gemelli giurassero lealtà sul sangue di un toro sacrificato. All’inizio i fratelli erano molto virtuosi e saggi, ma un giorno si lasciarono vincere dall’avidità e dalla crudeltà, per punirli gli dei scatenarono un diluvio che distrusse il  loro regno. Atlante e Menezio, che sopravvissero al diluvio, si unirono a Crono e ad altri Titani per combattere gli dei dell’Olimpo. Zeus, però, uccise Menezio con una folgore e condannò Atlante a portare sulle spalle il Cielo per l’eternità.

Atlante era il padre delle Pleiadi, delle Iadi e delle Esperidi e sostenne sempre il Cielo sulle spalle, ad eccezione di quando Eracle lo alleviò, anche per poco, di quel peso.

Alcuni dicono che Perseo pietrificò Atlante mostrandogli la testa della Medusa, ma scordano che Perseo era un lontano antenato di Eracle.

Prometeo, che previde la sconfitta dei Titani, preferì schierarsi dalla parte di Zeus.

Egli, che era il più intelligente dei Titani, aveva assistito alla nascita di Atena dalla testa di Zeus e la dea stessa gli insegnò l’architettura, l’astronomia, la matematica, la medicina, l’arte di lavorare i metalli, l’arte della navigazione e altro ancora, che egli poi a sua volta insegnò ai mortali. Zeus che era intento a distruggere il genere umano s’irritò nel vedere gli uomini diventare sempre più esperti e potenti.

Un giorno, nella piazza di Sicione, si accese una discussione a proposito delle parti di un toro sacrificato che si dovevano offrire agli dei. Prometeo fu invitato a fare da arbitro, egli scuoiò il toro facendo due sacche con la sua pelle, e li riempì una con la carne nascosta sotto lo stomaco, che non è molto appetitoso, e l’altra con le ossa coperte da uno strato di grasso. Quando le presentò a Zeus affinché scegliesse, il dio si fece trarre in inganno e scelse la sacca che conteneva le ossa.

Irato, punì Prometeo privando il genere umano dal fuoco.

Egli, dunque, si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell’Olimpo, appena giunto accese una torcia dal carro del Sole e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Infuriato Zeus fece costruire da Efesto una donna, ordinò ai quattro Venti di soffiarle la vita, e alle dee di adornarla. La chiamò Pandora, fu la più bella donna del mondo e Zeus decise di donarla ad Epimeteo. Quest’ultimo, già avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò, quindi Zeus fece incatenare Prometeo, nudo, in cima al Caucaso, dove un avvoltoio gli divorava il fegato tutto il giorno, questo tormento non aveva fine poiché la notte il fegato gli ricresceva.

Epimeteo angosciato per la sorte del fratello, si affrettò a sposare Pandora, che per volontà di Zeus era stupida, malvagia e pigra, quanto bella. Una volta sposati, la donna, aprì il vaso che Prometeo aveva affidato al fratello raccomandandogli di tenerlo sempre chiuso. Il vaso conteneva tutte le Pene che possono affliggere l’umanità quali: la Vecchiaia, la Fatica, la Malattia, la Pazzia, il Vizio e la Passione.

Oltre alle Pene, Prometeo, aveva rinchiuso anche la Speranza, che con le sue bugie evitò che tutti gli umani commettessero suicidio.

                                                                                                                                   

Come Prometeo, chiodato alla rupe

ed il corpo esposto dell’aquila ai morsi,

ai piedi sorgente di sangue che bolle:

l’uomo, la luce nel volto, domina il gesto,

sfodera l’anima e sfida

l’eterno infinito.

Nel pugno é stretta la face possente,

che illumina e vince la vita.

L’unica luce nel buio è quel volto,

pieno di ombre e terrori,

dolori e delitti,

le mani rigate che rampano, rosse di sangue.   

Folli d’eserciti in armi

e infinite teorie di croci di legno,

bagliori falsi di ori,

nascosti desii e piaceri

e grida strazianti,

che cercano un dio.

Corsa mai piena, potenza d’azione,

acume e saggezza e sforzi mai domi,

per vincere sempre se stessi.

Ma dietro al macigno: un baratro nero

che ingoia l’ardire:

oscura potenza la morte,

che tutto livella e polvere rende.

L’eterna, ma falsa fuga dell’onda,

ritorna, sommerge il passato,

cancella il ricordo

e ridona la vita. 

Riprende la corsa, senza respiro,

tra luci che creano vani miraggi.

In questa atmosfera di buio,

lotta e sanguina l’uomo,

cercando la luce.

La vita é buia palude da cui,

unica face,

é il braccio dell’uomo che emerge,

salvando la speme di luce.

Guazzano gli altri nel fondo,

nel loro elemento di fango:

gli ignavi,sognanti o incoscienti,

non lasciano tracce,

così come goccia nel mare.

Ma il genio e l’artista,

il santo e l’eroe,

il mistico ed il pensatore,

corrono primi fra tutti,

lasciando

greggi di nulla:

titanico fine, ideale da dei,

alla ricerca del dio sconosciuto.

La fiamma del genio solleva ,

dal letto di pianti segreti,

la forza e,

senza tremare, rimira

il centro dell’infinito:

e piomba nel cuore dei neri misteri,

squarciandone i veli,

per dare la via alla vita.

E masse di uomini

sembrano ascendere insieme,

dietro il carisma del genio.

La vita é lenta

conquista verso la luce.

Come ritorno

alla casa natia.

La scienza mette confini di pietra,

negando ciò che non vede e non sente.

Son ciechi che guidano

altri ciechi nel buio.

Monte, cui vetta  in cielo si perde,

é la vita.

Nel sasso é compreso il segreto:

Scolpiscilo, Uomo !

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: mimmo.ck
Data di creazione: 23/08/2008
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

betulla37max_6_66bal_zacpoeta.72caracolahelixrespirodivita26Saturniuspsicologiaforensemeridallonasiradnottealta78cirilo10per_letterapoetessanaifgratiasalavida
 

ULTIMI COMMENTI

Buon Natale...
Inviato da: gratiasalavida
il 24/12/2009 alle 16:33
 
Piacere di conoscere te e le tue liriche.
Inviato da: anonimo.sabino
il 20/08/2009 alle 19:21
 
CAro Mimmo dalla poesia che mi hai scritto in MP sono...
Inviato da: rofilippi
il 27/06/2009 alle 11:30
 
le radici...richiamano sempre le radici
Inviato da: freya2008
il 25/06/2009 alle 20:44
 
:-((Tristezza e dolore in questa profonda poesia!Ciao...
Inviato da: ranacuriosa
il 15/06/2009 alle 02:21
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963