Creato da gratiasalavida il 09/09/2007

Rubra domus

Paole parole parole

 

 

In dispari

Post n°2379 pubblicato il 13 Aprile 2018 da gratiasalavida

In dispari...

 
 
 

Le parole.

Post n°2378 pubblicato il 13 Aprile 2018 da gratiasalavida
 
Tag: La Pace

Per me le parole sono importanti.

Ci credo, nelle parole.

Proprio perché le parole sono importanti, tuttavia, scelgo sempre con grande attenzione le parole in cui credere.

E quelle di cui diffidare.

A leggere i quotidiani, a sentire le notizie diffuse dai telegiornali, pare che il mondo sia pieno di esseri malvagi, ma ancor più di benefattori.

Si preoccupano, i benefattori, della sorte di uomini, donne e bambini la cui vita è in pericolo.

Si preoccupano anche, i benefattori, degli uomini. delle donne e dei bambini che l'hanno già persa, la vita, a causa delle bombe "farcite" di gas nervino che sono state recentemente sganciate, in Siria, su quello che era rimasto ancora in piedi delle loro case (ben poco).

Si preoccupano così tanto, i benefattori, da giurare che mai più altri uomini, donne e bambini dovranno morire a causa di bombe come quelle, farcite di gas nervino, che sono state utilizzate in Siria

E proprio perché si preoccupano, i benefattori hanno promesso che  a breve le sganceranno loro, delle bombe, contro chi ha utilizzato le armi chimiche.

Delle belle bombe di quelle tradizionali, di quelle che quando cadono non rilasciano gas nervino, ma solo esplosivo, schegge, fuoco, fiamme.

Ci voleva proprio un po' di autentico spirito umanitario in tempi così pervasi da una cieca volontà di distruzione!

Mai più uomini, donne e bambini condannati a morire attraverso un chimico effluvio che paralizza il sistema nervoso.

Mai più.

Solo uomini, donne e bambini dilaniati, maciullati, mutilati e sfregiati.

Perché nel mondo, lo si sappia, i benefattori esistono!

Che poi... vai a capire, in quel caos di macerie e di forze contrapposte e laceranti che è diventata la Siria, vai a capire chi veramente ha lanciato che cosa...

Vai a capire chi è morto ad opera di chi.

Muoiono. Questo è certo. In tanti. A grappoli.

A decine. A centinaia. A migliaia.

Muoiono. Uomini. Donne.

E bambini.

E quando non muoiono, e magari riescono persino a scappare dall'inferno in cui sono relegati da anni, quando chiedono asilo alle nazioni popolate di benefattori, urlando tutta la loro disperazione, c'è il caso che quegli stessi benefattori li respingano.

 

Quei medesimi benefattori che hanno tanto a cuore la sorte di quegli uomini, di quelle donne e di quei bambini, nel momento in cui quegli uomini, quelle donne e quei bambini si affacciano alle loro frontiere, li respingono.

A volte capita.

Perché sono benefattori.

A parole.

Dunque... dicevo?

Le parole sono importanti, ma bisogna scegliere attentamente quelle nelle quali credere.

E quelle delle quali diffidare.

Soprattutto quando si accompagnano a una manifesta tentazione di aggiungere guerra alla guerra.

Ecco. Le parole, quando sono mosse dalla tentazione della guerra, sono sempre parole di cui diffidare.

A queste, di parole, se ne possono contrapporre altre.

Ad esempio: la PACE.

Suona male?

Basterebbe crederci: la pronuncia non risulterebbe stonata.

Basterebbe crederci.

Perché?

Perché alcune parole sono "davvero", autenticamente importanti.

E la parola "PACE" è la più importante di tutte.

 
 
 

Buffalo teacher

Post n°2377 pubblicato il 23 Febbraio 2018 da gratiasalavida
 

E ora un post breve.

Siccome mi pare evidente (ma se sbaglio, chiedo venia) che i ministri della Pubblica Istruzione che si sono succeduti in Italia negli ultimi decenni stiano cercando di riformare la scuola italiana sulla base dei parametri di quella statunitense, mi sembra doveroso invitare tutti i docenti nostrani a prepararsi per tempo al conseguimento del loro futuro status di "insegnanti sceriffi". 
Propongo, a tale scopo, di dotarsi preventivamente di un kit ben organizzato e munito di tutto l'occorrente; ogni insegnante che voglia mantenersi al passo con i tempi e con le urgenze di una didattica rinnovata dovrà pertanto procurarsi il kit, contenente, nell'ordine:

1- cinturone provvisto di numero 2 maneggevoli custodie per pistole;

2- numero 2 pistole automatiche, di modello liberamente scelto perché non si smarrisca la libertà d'insegnamento, da inserire nelle predette custodie;

3- una stella con l'effigie di Trump che faccia pendant con il nuovo stile di docenza da applicare in classe e nel perimetro del complesso scolastico: molto glamour;

4- una mitraglietta portatile per i casi in cui si debba agire con rapida efficienza;

5- un fucile di precisione;

6- numero 3 bombe a mano a corredo;

7- un cappello da texano, che non guasta mai.

Allora, siete pronti?

Ovviamente, all'ingresso di ogni edificio scolastico sarà cura della Dirigenza affiggere un cartello con la seguente scritta:

"QUESTA, SAPPIATELO, E' UNA SCUOLA: TENERLA FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI".

 
 
 

Non dimentico

Post n°2376 pubblicato il 23 Febbraio 2018 da gratiasalavida

Era novembre.

Il Belpaese era squassato a fondo dall'eco di ripetuti scandali coinvolgenti alte istituzioni dello Stato, molti di essi pescavano nel torbido retroterra del "qui pro quo" sessuale, e stavano minando alla base la credibilità dell'Italia agli occhi dell'estero.
Le cronache italiane ponevano ossessivamente l'attenzione sullo spread (se ho ben compreso il significato dell'arcano, si trattava del differenziale tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi), salito a quota 576 punti. 
Era novembre.
Le agenzie di rating si affrettarono a collocare l'Italia tra gli Stati "poco affidabili" per gli investimenti, dopo aver declassato il debito pubblico nazionale.
Si facevano sempre più insistenti le voci allarmanti secondo le quali l'Italia era ormai uno stato sull'orlo della bancarotta.
Sembrava fosse inevitabile il commissariamento dell'Italia da parte della Troika, il che, tradotto in parole povere, avrebbe significato per il paese la somministrazione di una cura da cavallo, come quella che stava toccando alla Grecia, i cui pesanti effetti collaterali stavano mettendo sul lastrico il ceto medio.
Al tramonto del 2011 la BCE aveva fatto pervenire al capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, una lettera che elencava ben trentanove punti, corrispondenti ad altrettante aree dell'amministrazione dello Stato sulle quali intervenire con tagli pesantissimi.
Fu Monti, dopo le dimissioni del governo Berlusconi, a occuparsi della realizzazione degli interventi "lacrime e sangue" che la BCE aveva richiesto all'Italia per evitare il commissariamento.
Una delle riforme più pesanti fu quella delle pensioni, a tutti ben nota con il nome, ripetutamente rievocato dai più con il corredo di una nutrita serie di imprecazioni, come Legge Fornero, che ancora incombe, come una ferale spada di Damocle, sul destino dei lavoratori italiani, di quelli presenti e di quelli futuri, ammorbati, anche in relazione alla precarietà ormai dominante nel mercato del lavoro italiano, da previsioni sull'età pensionistica che hanno il sapore del paradosso. Molti dei giovani che entreranno oggi nel mercato del lavoro, ammesso che riescano a ottenere dai loro datori  il versamento dei contributi che gli spettano, nella più rosea delle previsioni raggiungeranno l'età pensionabile a settant'anni. Nella peggiore delle previsioni la raggiungeranno a settantacinque anni. Come dire: dal posto di lavoro al loculo cimiteriale.
L'eco della situazione politica ed economica che si venne a creare in Italia nel 2011, dunque, si propaga ancora oggi.
Perché ho scritto questo post?
Perché non dimentico.
Non ho ancora deciso per quale forza politica voterò.
Ho tuttavia ben chiari in me gli ideali che coltivo da una vita.
E sono una che non dimentica.
Pertanto non ho ancora deciso per chi voterò.
Certamente ho ben chiaro per chi non voterò.

 
 
 

In dispari

Post n°2375 pubblicato il 11 Febbraio 2018 da gratiasalavida

Verità e giustizia per Giulio Regeni.

 
 
 
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NOTA DELL'AUTRICE DEL BLOG

Tutti i testi qui pubblicati

sono esclusivo frutto della mia creatività. Cinzia M.

Tutti i diritti sono riservati.

Ho scorto su You Tube un canale intitolato Rubra Domus.

Non ha a che fare con me, che sono unicamente l'autrice

di questo blog e dei testi che vi sono quotidianamente

inseriti.

Cinzia M.

 

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