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BIOGRAFIA DI CHICO XAVIER - Il più grande medium di tutti i tempi
 

 

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CAPITOLO 49- RITORNANDO VERSO CASA

Post n°153 pubblicato il 03 Gennaio 2010 da brasilianissima
 

 

 

Capitolo 49 – RITORNANDO VERSO CASA

Imitando un bimbo che segue i passi dei suoi benefattori, io arrivai nella mia città, con la sensazione

indescrivibile di quel viaggiatore che ritorna alla sua culla natale dopo una lunga assenza.

Sì, il paesaggio non si era modificato in modo avvertibile. I vecchi alberi del rione, il mare, lo stesso

cielo, lo stesso profumo vagante. Ubriaco di gioia non notai più quella espressione del viso della signora

Laura, che dimostrava una particolare preoccupazione, e mi congedai dalla piccola carovana che mi

avrebbe preceduto.

Clarêncio mi abbracciò e mi parlò:

- Hai una settimana a tua disposizione. Passerò qui tutti i giorni per rivederti, visto che devo ritornare

regolarmente per prendermi cura di alcuni problemi relativi alla reincarnazione di nostra sorella. Se

vorrai andare a Nosso Lar, potrai profittare della mia compagnia. Che tu stia bene, André!

Dopo un ultimo addio alla devota madre di Lísias, mi ritrovai solo, respirando a lunghe boccate

quell’aria di altri tempi.

Non mi ritardai nell’esaminare i dettagli. Attraversai celermente alcune vie, e mi incamminai verso

casa. Il mio cuore batteva smisuratamente, mentre mi avvicinavo al gran cancello dell’entrata. Come

nel passato, il vento sussurrava carezzevole attraverso gli alberi del piccolo parco. Vi sbocciavano

azalee e rose, in saluto alla luce primaverile. Davanti al portico, si ergeva la graziosa palma che Zélia

ed io avevamo piantato nel primo anniversario di matrimonio.

Ebbro di felicità, avanzai all’interno. Però in tutto si notavano differenze enormi. Dove erano situati i

vecchi mobili di “jacarandá”? [

 

 

jacarandá = un tipo di legno brasiliano con cui si fanno mobili raffinati]

.

E dove era quella grande fotografia, ove con la sposa e i figlioli formavamo quel gruppo grazioso?

Qualche cosa mi opprimeva con forza. Che cosa era successo? Cominciai a vacillare dalla emozione. Mi

recai nella sala da pranzo, dove vidi la mia figliola più giovane, trasformata in giovane signorina. E

quasi nello stesso istante, vidi Zélia che usciva dalla camera, accompagnando un uomo che a prima

vista mi sembrava un medico.

Gridai la mia grande gioia con tutte le forze dei miei polmoni, ma le mie parole sembravano risuonare

per la casa senza arrivare agli orecchi dei circostanti. Compresi la situazione e tacqui deluso. Mi

abbracciai alla compagna, con quell’affetto e quella mia immensa nostalgia, ma Zélia sembrava

totalmente insensibile al mio gesto d’amore. Molto attenta, domandò all’uomo qualche cosa che non

potei comprendere subito. L’interlocutore abbassando la voce, rispose rispettoso:

- Solamente domani potrò diagnosticare con sicurezza, perché la polmonite si presenta molto

complicata a causa dell’ipertensione. La cura è ben poco, il Dott. Ernesto richiede assoluto riposo.

Chi sarebbe quel Dott. Ernesto? Mi ero perso in un mare di interrogativi, quando ascoltai la mia sposa

supplicare, ansiosa:

- Ma dottore salvatelo per carità! Vi supplico! Oh! Non sopporterei una seconda vedovanza.

Zélia piangeva e si torceva le mani, dimostrando un immenso nervosismo.

Un fulmine non avrebbe potuto colpirmi con maggiore violenza. Un altro uomo si era impadronito del

mio focolare. La mia sposa si era scordata di me. La casa non mi apparteneva più. Valeva la pena

avere atteso così a lungo per raccogliere poi simili delusioni? Corsi nella mia camera, e trovai che nella

spaziosa alcova l’arredamento era completamente cambiato. Sul letto c’era un uomo di età matura, che

dimostrava il suo grave stato di salute. Al suo fianco tre figure nere andavano e venivano, mostrandosi

interessate nell’aggravare i suoi patimenti.

Il mio primo istinto fu di odiare quell’intruso con tutte le mie forze, ma io non ero più l’uomo di altri

tempi. Il Signore mi aveva chiamato agli insegnamenti dell’amore, della fraternità e del perdono. Anche

se sapevo che era circondato da entità inferiori, devote al male, non ero in grado di portagli un

soccorso immediato. Mi assentai deluso e avvilito; vedendo che Zélia entrava ed usciva dalla camera

diverse volte, accarezzando l’infermo con la tenerezza che mi apparteneva in altri tempi, e dopo alcune

ore di amara osservazione e meditazione, tornai barcollante nella sala da pranzo, dove trovai le figlie in

conversazione. Seguirono nuove sorprese. La più grande si era sposata e aveva al grembo il figliolo. E

mio figlio? Dove potrebbe essere?

Zélia dopo aver istruito adeguatamente una vecchia infermiera, più calma, venne a dialogare con le figlie.

 

Mamma, sono venuta a farti visita – esclamò la primogenita -, non solo per avere notizie del Dott.

Ernesto, ma anche perché oggi sono stata tormentata nel cuore da intense nostalgie per il papà. Non

so perché, ma è dalle prime ore del giorno che penso tanto a lui. E’ una cosa che non so definire

bene...

Non finì. Abbondanti lacrime le sgorgavano dagli occhi.

Con mia immensa sorpresa, Zélia si rivolse alla figlia autoritariamente:

- Ora! Era proprio ciò che ci mancava! Afflitta come sono, devo tollerare queste tue preoccupazioni.

Che ricordi antichi, figlia mia? Già vi proibii imperativamente qualsiasi riferimento, in questa casa, a tuo

padre. Non sai che questo fa dispiacere ad Ernesto? Già vendetti tutto ciò che mi ricordava il passato

morto; modificai anche l’aspetto delle stesse pareti, e tu non mi puoi aiutare in questo?

La figlia più giovane intervenne, aggiungendo:

- Fin da quando questa povera sorella cominciò ad interessarsi di quel maledetto Spiritismo, vive con

queste sciocchezze in testa. Dove si è già visto un tale sproposito? Questa storia dei morti che

ritornano è troppo assurda.

L’altra, benché continuasse piangendo, parlò con difficoltà:

- Non sto esprimendo dei convincimenti religiosi. Allora è un crimine il sentire nostalgia del proprio

papà? Non amate anche voi, non avete dei sentimenti? Se papà fosse con noi il suo unico figlio maschio

non starebbe fuori agendo come un pazzo.

- Ora, ora,- tornò Zélia, nervosa e infastidita -, ognuno ha il destino che Dio gli offre. Non ti scordare

che André è morto. Ricordati di questo, e per favore trattieni questi tuoi lamenti e lacrime per un

passato irrimediabile.

Mi avvicinai alla figlia piangente e gli asciugai il pianto, mormorandole parole di incoraggiamento e di

consolazione, che lei non avvertì con l’orecchio ma in modo intuitivo sotto forma di pensieri confortanti.

Infine, mi vedevo davanti ad una situazione inattesa! Adesso potevo comprendere la ragione per cui i

miei veri amici avevano tanto procrastinato il mio ritorno presso il focolare terreno.

Le angosce e le delusioni si seguivano in rapida successione. In quel momento, la mia casa mi sembrò

un patrimonio che i ladri e i vermi avevano trasformato. Né averi, né titoli, né affetti! Solamente una

figlia era lì come sentinella del mio vecchio e sincero amore.

Né i lunghi anni di sofferenza, né i primi giorni di dopo morte, mi avevano procurato lacrime così

amare.

Arrivò la notte e ritornò il giorno, mi ritrovai nella stessa situazione di perplessità, nell’ascoltare

concetti e comportamenti sorprendenti che mai averi potuto sospettare.

Clarêncio passò nel pomeriggio, offrendomi la cordialità della sua parola amica e saggia. Percependo il

mio abbattimento, disse sollecito:

- Comprendo i tuoi dispiaceri, e mi rallegro per l’ottima opportunità di questa testimonianza. Non ho

nuove istruzioni per te. Pertanto, qualsiasi consiglio da parte mia sarebbe intempestivo. Soltanto, caro

mio, non scordarti di quella raccomandazione di Gesù di amare Dio al di sopra di tutte le cose e il

prossimo come noi stessi, quando perseguita, questa opera sempre veri miracoli di felicità e di

comprensione sul nostro cammino.

Ringraziai emozionato, e gli chiesi che non mi abbandonasse con il suo aiuto indispensabile.

Clarêncio sorrise e si congedò.

Allora, davanti alla realtà ed assolutamente solo nella testimonianza, cominciai a meditare

sull’importanza della raccomandazione evangelica e di riflesso con maggior serenità. Perché

condannare il comportamento di Zélia? E se fossi stato io il vedovo sulla Terra? Per caso, avrei

sopportato la prolungata solitudine? Non sarei ricorso a mille scuse pur di giustificare il mio nuovo

matrimonio? E il povero infermo? Come e perché odiarlo? Non era anche lui un mio fratello nella Casa

del Nostro Padre? Il mio focolare domestico non si sarebbe forse trovato in peggiori condizioni, se Zélia

non ne avesse accettato l’aiuto affettivo? Dunque, era necessario lottare contro il mio feroce egoismo.

Gesù mi aveva condotto verso altre fonti. Non potevo continuare così come uomo sulla Terra. La mia

famiglia terrena non era più soltanto una sposa e tre figli. Ma bensì era costituita da centinaia di

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Nosso Lar [medium Francisco Cândido Xavier]

ammalati nelle Camere di Rettificazione ed ora si estendeva nella comunità universale. Portato da

questi nuovi pensieri, sentii che la linfa del vero amore cominciava a germinare dalle ferite benefiche

che la realtà mi aveva aperto nel cuore.

 

 
 
 
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FARE ATTENZIONE

Molto interessante questo che è successo con Chico:

Quando il caso Humberto de Campos viveva sua fase acuta, Chico veniva provato per tutti i mezzi. Nemici occulti, che ci combattono la credenza, cercavano prenderlo in un errore, in un scivolamento, in una mistificazione, in qualcosa che ferisse la legge di Cesare e potesse servire di motivo per suo imprigonamento e discredito di sua famosa medianità.

...

In un pomeriggio, riposando delle lotte giornaliere, leggeva a un canto della sua umile camera, quando qualcuno gli bussa alla porta e chiede:

-Signor Chico, ho un parente che stà molto malato e vengo chiederLe, per carità, un ricetta...

Chico ha risposto. Era un signore idoso sconosciuto a Pedro Leopoldo. Prendigli la carta con il nome, l’età e l’indirizzo dell’infermo a dice:

-Aspetta un attimo, vado vedere cosa posso fare.

Al sedersi, concentrarsi e lo spirito Emmanuel viene e gli dice:

-Attenzione, Chico, con le richieste di ricette e le apparenze di coloro che gli bussano alla porta. Scrivi: “questo malato non bisogna più di medicine, ma di orazioni, poiché è già disincarnato”...

Il medium spalanca gli occhi e ringrazia la sua guida. Comprende tutto e promette a sé stesso avere più cautela. E consegna la ricetta al portatore, che la riceve frettoloso, si sorprende con quello che legge e esce in corsa...

Avanti, in un angolo, altri amici lo aspettavano ansiosi.

Leggono il rimedio ricettato dagli spiriti e escono frettolosi, verificando che lo spiritismo non è uma bugia come supponevano, ma una verità trionfante in marcia per suoi destini consolatori tracciati da Gesù.

E hanno capito più: che i morti stano in piede e più vivi che mai!

RAMIRO GAMA

Libro: Chico Xavier nell’Intimità.

Quando un medium è serio, quando non riceve denaro per quello che fa, quando cerca di migliorarsi ogni giorno, la spiritualitá Superiore lo accompagna e protegge. L'anziano ha tentato ingannare Chico, ma non è riuscito a farlo.Ciò perché Chico esercitava la medianità di forma corretta, senza farsi pagare, cercando la carità e la ristrutturazione interiore.

Chi si fa pagare per quello che fa non c'è buone compagnie spirituali. Tutto che si fa con la medianitá deve essere fatto grátis.

 

CULTO DEL VANGELO A CASA

Di grande aiuto è praticare il culto del Vangelo a casa, perché attira fluidi positivi e gli Spiriti del bene hanno la possibilitá di aiutarci. Ciò non significa che gli Spiriti finiranno con nostri problemi perché solamente Dio può farlo, ma ci porterà forze, speranze e buone idee per superarli.

Il culto del Vangelo non è seduta medianica e non deve mai avere manifestazione di Spiriti. È una pregniera in famiglia.

Per farlo si deve scegliere un giorno e un'ora in cui tutte le persone della casa siano presente. Esempio: tutto sabato alle ore 18:30,  ma si può anche farlo da solo.

Si comincia con una preghiera semplice. Esempio: Gesù amato, siamo qui riuniti in Tuo nome e chiediamo Tua presenza e Tua assistenza per nostro culto del Vangelo.

Poi si apre il libro "Il Vangelo Secondo lo Spiritismo" di Allan Kardec e si legge un piccolo tratto. Meglio cominciare del primo capitolo per non ripettere sempre la stessa lettura e lasciare altre senza leggere.

Una o più persone potranno spiegare cosa hanno capito del tratto letto. Se avranno bambini anche loro potranno dire cosa hanno capito senza permettere che il culto divente un gioco di bambini.

Poi si fa le vibrazioni. Vibrare significa inviare pensieri positivi. Vibrare per la pace mondiale, per l'attuazione e pratica del Vangelo in ogni dimora e vibrare per nostra casa mentalizzando pace e armonia.

Poi si fa una preghiera  ringraziando a Gesú per Sua presenza e Sua assistenza.

Tutto ciò si fa in venti a trenta minuti.

Se appariranno visite si deve invitarle a partecipare del culto del Vangelo e MAI lasciare di farlo per causa delle visite. Se non vorranno partecipare, non lasciare di fare il culto del Vangelo e chiederle di aspettare. Si deve avere perseveranza nel fare il culto del Vangelo perché appariranno ostacoli per non farlo siccome porterà benefici a tutta la famiglia.

Per acquistare il libro "Il Vangelo Secondo lo Spiritismo: www.casadelnazareno.it oppure scaricarlo gratis a www.vitaoltrelavita.it

Qualsiasi dubbio lasciatemi un messaggio: innamorataditalia@gmail.com

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

MANIFESTO ALLE FORMICHE

In casa sua a Uberaba aveva un cortile dove Chico, nelle ore liberi aveva fatto un orto con l'aiuto di un suo ausiliare. Tutto indicava che lui aveva "mano buona" per la piantagione, e suo orto andava di vento in poppa. Tutto bene fino a che ha sorto un serio problema: le formiche. Aveva un gigantesco formicaio.Tutte le notti osservava quello esercito interminabile che, in fila indiana, distruggeva tutto che lui aveva fatto durante il giorno.Amici della casa hanno deciso acquistare veleno per versare sopra il formicaio.
Chico rimasi pensieroso in cerca di una soluzione e decisi scrivere un manifesto alle formiche. per 3 giorni lui ha letto vicino al formicaio il suo manifesto:
"Comunico alle  mie sorelle formiche chje nonostante ammirare molto il vostro lavoro, è bisogno che lascino questa casa, poiché una tempesta cadrà sopra voi. Ci vuole essere più pietose, più comprensibili.State mancando con la carità al vostro simile.State a togliere l'alimento di chi bisogna e non ha giustificazione per tale procedimento, come vado provare.:vedete che al fianco di questo modesto orto ha un enorme terreno tutto piantato delle più svariate graminace, un grande bosco che la natura collocò alla disposizione di tutte che necessitano di alcuna cosa.Vi trasferite e ci lascino in pace, se no entro 3 giorni prenderò energiche provvidenze".
Non furono necessari 3 giorni.Nella notte seguente non si vedeva più l'esercito invasore, restando soltanto qualche soldato. Quando domandiamo la causa di avere quelle formiche restato dopo la dispersione generale, Chico disse:
Ho permesso di versare il veleno.Quelle che sono rimaste erano sovversive.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

IL LAVORATORE E LA ZAPPA

Certa mattina Chico camminava al lavoro, attraversando largo tratto di campo verso all'ufficio, mediatando sopra i lavori medianici a cui si dedicava.
Le esigenze erano sempre molte. Come agire per equilibrarsi nel compito. Sorgevano malati, chiedendo soccorso...afflitti supplicavano consolazione...curiosi reclamavano schiarimenti...atei insistevano per l'ottenimento di fede... I problemi erano tanti!
Quando curvava la testa, scoraggiato, gli appare Emmanuel e gli mostra un quadro a piccola distanza.Era un agricoltore attivo, maneggiando una zappa al sole nascente.
-Hai visto? disse lui al medium - guidata dallo coltivatore, la zappa soltanto cerca servire. Non domanda se il terreno è secco o pantanoso, se va toccare il fango o ferirsi tra le pietre...Non indaga se andrà cooperare in semina di fiori, patate, mais o fagioli...Obbedisce all'agricoltore e aiuta sempre...
Poco dopo fede una pausa e disse:
-Noi siamo la zappa nelle mani di Gesù, il Divino Seminatore.Impariamo a servire senza indagare.
Chico toccato dall'insegnamento, esperimentò illuminato rinnovamento interiore e disse:
-È vero! lo scoraggiamento è un veleno...
-Sì- conclude la guida - la zappa che fogge alla gloria del lavoro, cade nella tragedia della ruggine.Questa è la Legge.
Il benefattore si licenziò e il medium abbracciò il lavoro in quel giorno, di cuore felice e l'anima nuova.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

IL PRESTIGIO DI CHICO

Tre amici sono andati a Pedro Leopoldo. In un pomeriggio, giorno di seduta, accompagnati da Chico, furono al centro spiritico Luiz Gonzaga.
Nella via principale, angolo del centro della città, incontrarono un ragazzo ubriaco. Il Chico, al vedrelo:
-Come stai, amico mio?Rimane con Dio!
-Vai anche tu con Dio, Chico, che io non lo so con chi vado...
Finita la seduta, i tre amici, adesso senza Chico, camminavano verso l'albergo dove si trovavano ospitati, quando vedono il ragazzo, adesso abbastanza peggiore, maledicendo a tutti coloro che gli passavano vicino.
Impauriti di essere molestati sono passati alla chetichella,affinché non fossero visti. Ma furono visti e riconosciuti. E davanti la sorpresa di coloro che lo circondavano, il ragazzo ubriaco fece un grande gesto per aprire cammino e esclamò ben alto:
-Fate ala, compagni.Lasciate questi passare.Loro sono gente di Chico!

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

IL LADRO

Una notte un ladro è entrato in casa sua e ha rubato alcuni abiti che erano nel cortile ad asciugare. Ha fatto rumore nelle porte e ha spaventato le sorelle di Chico.Anche lui è rimasto preoccupato per causa delle sorelle.
Nel giorno immediato, tutti hanno visto Chico in grande movimentazione. ha aperto un lenzuolo e in esso ha collocato gli abiti che trovava, abiti vecchi, alcuni nuovi, scarpe, ecc.
Nella fine pomeriggio il suo fardello era fatto. nessuno disse niente, ma tutti si ammiravano. Andrebbe Chico via? Starebbe annoiato? Non aveva successo niente.
Di notte il grande amico ha preso il fardello, l'ha allacciato e l'ha appeso nel balcone con un messaggio più o meno in questi termini:
"Amico mio, questi sono gli abiti che ho potuto ottenere.Gli chiedo il favore di non fare rumore per non spaventare mie sorelle."
Al mattino il fardello di abiti aveva sparito..`.
Così era Chico.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

IL SERPENTE

Un giorno Chico stava andando al lavoro e trovò un serpendte nel percorso che faceva. Tentò di sviare, ma il rettile strisciava, circondandolo. La prima cosa che qualsiasi persona avrebbe fatto era cercare una pieta, un pezzo di legno per schiacciare il serpente. Ma Chico, no. Il dialogo con esso è qualcosa che ci commuove.
-Guarda, mia sorella, stò andando al lavoro ed è necessario che tu mi lasci passare.
Il serpente lo guardò con meno aggressività, ma non uscì dal cammino.
-Guarda, mia sorella, ha ripetuto lui, stò andando più presto perché se io andassi in autobus il denaro mi mancherebbe alla fine del mese, poiché ho una famiglia numerosa che ha bisogno di aiuto. Presto l'autobus uscirà da Pedro Leopoldo e io starò ancora qui perché il coraggio di ucciderti non ce l'ho. Dunque, tu sarai certamente schiacciato ed io non vorrei che ciò ti succedesse.
IL serpente lo guardò per un po' di tempo e se ne andò nella boscaglia.
Chico ha potuto allora passare e arrivare a tempo al lavoro.

 

STORIE INTERESSANTI DI CHICO

E CONTINUÒ ACCUDENDO

Diciasette agosto 1985. Sono più o meno due ore del mattino e la fila di persona sembra interminabile.Un signore passa davanti a Chico, dice alcune parole nelle sue orecchie,dopo esce dicendo:
-Perdonami, Chico, perdonami, perdonami....
Alcune persone passano e non resisto alla curiosità e domando:
-Perché quell'uomo ti chiedeva perdono tante volte?
Chico ha abbassato il tono di voce e mi ha sussurrato:
-Lui ha detto che è venuto per uccidermi, ma non ha avuto il coraggio.Portava un revolver dentro la camicia.
Lo spavento e la sorpresa furono così grandi per me che a malapena ho potuto domandargli:
-E cosa tu hai detto a lui?
-Sia fatta la volontà di Dio.
E continuò accudendo la moltitudine come se niente fosse successo.

 

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STORIE INTERESSANTI SU CHICO

PRESENTE E FUTURO

Il Natale era ad arrivare.Le file erano immense.Qualcuno si avvicinò di Chico e gli disse:
-Chico, quella donna è in fila per ricevere alimenti e lei non bisogna.
E l'apostolo di nostri giorni, di cuore segnalato dalle esperienze del mondo rispose:
-Non preoccuparti, mia sorella, lei stà si preparando...possibilmente in questa stessa incarnazione lei bisognerà di ausilio...e nelle prossime vite, chi lo sa?Forse noi veniamo ad essere clienti che si iscriveranno, nelle file, al soccorso fraterno.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

DEBITO E TEMPO

Chico ha visitato per molti anni un ragazzo che aveva il corpo totalmente sformato e che abitava in una stanza vicina ad un boscaglio.Lo stato di alienato mentale era completo.La madre di questo ragazzo era anche molto malata e Chico l'aiutava a bagnarlo, alimentarlo e a fare la pulizia della stanza in cui abitava.Il quadro era così pauroso che, in una delle sue visite in cui un gruppo di persone l'accompagnava, un medico domandò a Chico:
-Neppure in questo caso l'eutanasia sarebbe perdonabile?
-Non credo, dottore, rispose Chico.Questo nostro fratello, in sua ultima incarnazione, aveva molto potere.Perseguitò, pregiudicò e con torture disumane ha tolto la vita di molte persone.Alcune l'hanno perdonato, altre no e lo perseguitano durante tutta la sua vita.Aspettarono la sua morte e, appena lui ha lasciato il corpo, loro lo afferrarono e torturarono di tutte le forme per molti anni.Questo corpo disforme e mutilato rappresenta una benedizione per lui.Fu l'unica forma che la Provvidenza Divina ha trovato per nasconderlo di suoi nemici.Quanto tempo supporterà, meglio, sarà. Con il passare degli anni, molti di suoi nemici l'avranno perdonato.Altri avranno reincarnato.Applicare l'eutanasia sarebbe restituirlo alle mani di suoi nemici affinché continuassero a torturarlo.
-E come riscatterà lui suoi crimini? domandò il medico.
iIl Fratello X dice che Dio usa il tempo e non la violenza.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO

LA LEZIONE DELL'EDIFICIO CHE AVEVA INCLINATO

La stampa di Belo Horizonte aveva pubblicato che un edificio di 10 piani dopo di finito e con il permesso di essere abitato, si aveva inclinato visibilmente. Intorno si avevano agglomerato molte persone curiose, commentando  l'errore di calcolo dell'ingegnere costruttore.
Il Chico passò lì e vide l'edificio interdetto e ascoltava diverse critiche.
Emmanuel, il suo Spirito Guida, al suo fianco, gli dice:
Vedi e medita.Per un errore di calcolo si perde un edificio di 10 piani: anche in nostra esistenza, per un errore, conseguenza della mancanza di orazione e vigilanza, incliniamo, stramazziamo, inutilizzando molti secoli di nostro edificio spirituale.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO XAVIER

IL CULTO DEL VANGELO NEL FOCOLARE

Una coppia amica di Chico comincerebbe a fare il culto del Vangelo nel focolare e furono informati che se perseverassino con fede, quando facesse sei anni, Gesù gli invierebbe un regalo. Quando completò il sesto anno, erano ansiosi aspettando il regalo. Finirono il culto e rimasero ad aspettare fino alla mezzanotte. Ma niente succedeva. Nel giorno seguente, quando si svegliarono, scoprirono che i ladri avevano entrato in loro casa, portando, tra le cose rubate, un valiosissimo e storico diamante. Un po' increduli e dellusi furono cercare Chico. La risposta non poteva essere più lucida:
-Ma il regalo era esattamente questo. Il valore di quello diamante era incalcolabile ed ebbero tanti crimini e tanti suicidi per causa di esso, che voi stavate con quasi una centinaia di spiriti cattivi dentro del focolare. Molti furono addottrinati e schiariti con il culto, ma ventotto stavano induriti e l'unica forma di ritirarli della vostra casa, fu quella di fare che il diamante fosse via e loro furono accompagnando il goiello.

 

STORIE INTERESSANTI SU CHICO XAVIER

SUICIDIO

Una signora cercò Chico con un bambino in braccio e gli disse:
Chico, mio figlio è nato sordo, muto, cieco e senza le due braccia. Adesso ha una malattia nelle gambe e i medici vogliono amputarle entambe per slavare la sua vita. C'è una risposta per me nello spiritismo?
Emmanuel, lo Spirito Guida di Chico ha risposto:
Chico, spiega alla nostra sorella che questo nostro fratello nelle sue braccia si è ucciso nelle dieci ultime incarnazioni, e ha chiesto, prima di nascere, che gli fossero tolte tutte le possibilità di uccidersi nuovamente. Ma, adesso che ha più o meno cinque anni, cerca un fiume, un precipizio per gettarsi.Avvisas  nostra sorella che i medici amici hanno ragione.Le sue due gambe saranno amputate, per il suo beneficio, affinché rimanga più tempo sulla Terra, per diminuire l'idea del suicidio.

 

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