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RossoCorallo

Post n°1796 pubblicato il 22 Giugno 2009 da MioDestino
 
Tag: ., Corallo

Il corallo rosso (Corallium rubrum ) è un octocorallo della famiglia delle Coralliidae.

Secondo Ovidio (Metamorfosi, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò.

 Le Gorgoni avevano la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il sangue di questa, al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse.

Il Vasari, nella descrizione del quadro Perseo e Andromeda, scrisse nel 1570:

 "... dov’è Perseo, che sciogliendo Andromeda, nuda allo scoglio marino, et havendo posato in terra la testa di Medusa, che uscendo sangue dal collo tagliato, et imbrattando l’acqua del mare, ne nascieva i coralli..."

Si pensa che la parola corallo derivi dal greco koraillon, cioè "scheletro duro", per altri invece deriverebbe sempre dal greco kura-halos, cioè "forma umana" ed altri ancora, infine, fanno derivare il termine dall'ebraico goral, nome usato per le pietre utilizzate per gli oracoli in Palestina, Asia Minore e Mediterraneo, tra le quali ruolo preponderante era svolto appunto dai coralli.

Forma colonie ramificate, che possono superare i 20-30 cm di altezza, di colore generalmente rosso brillante, ma a volte rosa, bianco, marrone ed eccezionalmente nero.

I polipi sono bianchi e trasparenti, lunghi solo pochi millimetri, con otto tentacoli bordati di appendici pinnate, visibili quando questi sono estroflessi per la cattura del cibo.

Lo scheletro calcareo, durissimo e ricercato come materiale per la costruzione di gioielli, è ricoperto da uno strato di tessuto molle chiamato cenosarco, che viene rimosso per la lavorazione e lucidatura per la realizzazione di monili e sculture artistiche.

Si riproduce, per via sia asessuata che sessuata, rilasciando larve che, dopo una fase di embrione della durata di circa un mese, si fissano al substrato.

Ha una crescita molto lenta (3-4 cm l’anno in altezza, 0,62 mm l'anno in diametro) e questo lo rende particolarmente vulnerabile all’azione di raccolta dell’uomo, un tempo operata con metodi distruttivi; oggi in Italia si ha una pesca di tipo selettivo, effettuata in acqua direttamente da sub, che permette, se effettuata con criterio, di massimizzare la resa della pesca con la scelta solo dei rami più grandi permettendo nel contempo la salvaguardia della specie.

Il corallo rosso viene pescato e commercializzato principalmente per essere lavorato per ottenere gioielli ed opere d'arte. Prevalentemente viene montato su oro e argento, o infilato per ottenere collane e bracciali.

La lavorazione si suddivide in varie fasi a partire dalla eliminazione del rivestimento, il cenosarco, dalla pulizia, dal taglio e/o intaglio, dalla lavorazione ed infine dalla lucidatura.

La storia di Torre del Greco è talmente intrecciata con quella del corallo tanto da costituire un binomio inscindibile, ed è documentata fin dal XV secolo.

 Nel 1790 fu costituita nella città di Torre del Greco la Reale Compagnia del Corallo, con l'idea di lavorare e vendere il corallo pescato.

 (Ciò dimostra che la pesca del corallo era fiorente già da tanti anni nella città campana...)

Inoltre fu promulgato il 22 dicembre 1789 da Ferdinando IV di Borbone il Codice corallino (preparato dal giurista napoletano Michele Jorio), con l'intento di regolamentare la pesca del corallo che in quegli anni vedeva impegnati, oltre ai marinai torresi, anche i genovesi, i livornesi e quelli di Trapani.

Tale regolamentazione non ebbe però... il successo sperato

Dal 1805, anno in cui fu fondata la prima fabbrica per la lavorazione del corallo a Torre del Greco (da Paolo Bartolomeo Martin, francese ma con origini genovesi), iniziò il periodo d'oro per la lavorazione del corallo nella città sita alle pendici del Vesuvio, anche perché insieme alla lavorazione la pesca del corallo era sempre più sotto il dominio dei pescatori torresi.

Dal 1875 i torresi iniziarono a lavorare con il corallo di Sciacca e nel 1878 sorse in città addirittura una Scuola per la lavorazione del corallo (che chiuse nel 1885 per riaprire nel 1887), presso la quale nel 1933 fu istituito un Museo del corallo (dalla famiglia Ascione)

In seguito venne il momento della lavorazione del corallo giapponese scoperto sui mercati di Madras e Calcutta.

Oggi a Torre del Greco non viene più praticata la pesca del corallo (l'ultima corallina risulta in disarmo nel 1989) ma la città resta comunque il più importante centro al mondo per la lavorazione del corallo, con oltre 2000 addetti al settore

Ruolo importante nella pesca del corallo è anche il Giappone, sin dal 1889. Nel paese nipponico si pescano varietà di corallo differenti per pregio e valore:

 il cosiddetto "Corallo pelle d'angelo", dal colore bianco sfumato in rosa, il "Corallo Moro", il cerasuolo, di colore rosso rubino, ecc.

La grandezza dei rami è di un certo rilievo dato che i cespi raggiungono una grandezza di 30-40 centimetri con rami di diametro di 160 millimetri.

. . .

- Piero della Francesca -

Il corallo è un antichissimo amuleto di valore apotropaico per i neonati, ancora oggi diffuso.

 ...Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, infatti veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce.

- Masaccio -

Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Piero della Francesca.

- Piero della Francesca -

.

Questo è per dire cosa è il Corallo, la sua storia, il suo percorso, il suo mondo.

E aggiungere che ci son stata alla Mostra del Corallo.  Pochi giorni fa. Magnifica. Bellissima oasi di cultura e sapienza, data anche dal fatto che chi ha presentato tali Opere artistiche e tali sono, (certo Giancarlo Ascione - un nome una garanzia, giuro...), ha avuto la maniera giusta di porsi col pubblico presente, piuttosto semplice seppur accurata, sostando tra i vari box di cristallo e spiegando con minuzia, ogni singolo dettaglio, ogni singola lavorazione, non tralasciando nulla, anzi, arricchendo cio' che di ricco, era gia'. Non dimentico i cammei, vera delizia.

Insomma, se capita di andar per Napoli, si pensi di passar per questo Museo. Proprio davanti il Teatro san Carlo.

L'amica, cara, per esempio, che m'ha accompagnata, pur essendo del luogo, non c'è mai stata (!). Quale occasione migliore per ...lucidarsi gl'occhi, dinanzi simile meraviglie.

 
 
 
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