Creato da MyPeanuts il 14/04/2008

My Peanuts

La vita se ne va troppo in fretta. L'unica speranza e' che si possano fare gli straordinari

 

 

« GADGET DAL MONDOCHIEDEREMO AL BAR... »

CARA ELSA TI SCRIVO...

Post n°393 pubblicato il 22 Marzo 2012 da MyPeanuts

Aderisco anch'io all'iniziativa proposta da un gruppo di giovani ingegneri e architetti (ma supportato da tante altre categorie) alla luce della nuova proposta per contrastare il fenomeno delle finte partite iva.

Ancora una volta si vuole che i giovani restino invisibili.

---o0O0o---

 

Cara Elsa ti scrivo

Abbiamo inviato al Ministro Elsa Fornero, ai presidenti dei Consigli Nazionali di Architetti e Ingegneri, alle istituzioni rappresentanti i giornalisti (grazie all'adesione e sottoscrizione del comitato Errori di Stampa) e alla stampa questa lettera di sensibilizzazione sul problema delle finte partite iva anche fra gli iscritti a un Ordine professionale. Diamogli maggiore diffusione possibile. Se volete, potete inviare lo stesso testo dalla vostra casella di posta ai seguenti indirizzi:

segreteriaministrofornero@lavoro.gov.it,
segreteriaministro@mailcert.lavoro.gov.it
direzione.cnappc@archiworld.it,


direzione.cnappc@archiworldpec.it,
segreteria@ingpec.eu,
segreteria@cni-online.it,
Al di là di quali saranno le misure intraprese per contrastare le
finte partite iva, negare che il problema riguardi anche gli iscritti
all'ordine significa solo, ancora una volta, dirci che siamo invisibili 


Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità prof.ssa Elsa Fornero

Per conoscenza:
Al presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano
Al presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Leopoldo Freyrie
Al presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino
Al direttore dell'Associazione Stampa Romana Paolo Butturini
Al presidente Fnsi Roberto Natale


Oggetto: Ordini Professionali e finta partita iva? Nessun problema!


Gentile Ministro Elsa Fornero,

In questi mesi abbiamo seguito con estremo interesse e attenzione l’impegno del Suo Dicastero per porre fine a questo fenomeno, non degno di un Paese civile: IL FENOMENO DELLE FINTE PARTITE IVA, che celano forme di lavoro subordinato.

Dalle Sue dichiarazioni è emersa la ferma volontà di restituire dignità a una larga fetta di giovani e non che sono obbligati ad accettare questo illecito pur di lavorare: persone che percepiscono redditi bassissimi, senza nessun potere contrattuale, senza nessuna forma di tutela né garanzia di continuità lavorativa.

Gentile Ministro Elsa Fornero,

ciò che ci desta perplessità nelle ipotesi fin qui avanzate per estendere le tutele e smascherare gli illeciti è che queste escludono tutti quei lavoratori autonomi iscritti agli Ordini professionali che svolgono «attività riconducibili in misura prevalente all'attività professionale contemplata dall'albo in discorso».

Non capiamo su quale principio si basa questa discriminante. Eppure è di pubblico dominio come questo fenomeno sia dilagato anche tra le professioni che hanno un Ordine di appartenenza, che i contratti, laddove esistano, siano sostituiti dalla richiesta di apertura della partita iva, estremamente più conveniente per il datore di lavoro rispetto a un’assunzione regolare: le finte partite iva di giornalisti, avvocati, medici, ingegneri, architetti etc. sono forse meno finte quando si scrivono articoli, si elaborano pareri, si curano i pazienti e si progetta, senza diritto alla malattia, al riposo, alla maternità e senza alcuna autonomia decisionale?

Gentile Ministro Elsa Fornero,

per combattere le finte partite iva è necessario tutelare la parte più debole della contrattazione, che nel nostro caso non è il cliente/committente/datore di lavoro, ma il lavoratore. E’ necessario prevedere l’obbligo di contrattazione scritta tra le parti per agganciare la contrattazione individuale a quella collettiva nazionale, e smascherare con facilità gli illeciti, fissando compensi equi e diritti minimi. E’ necessario svolgere controlli rigorosi e incrociati, perché il datore di lavoro che non assume è un evasore, mentre il sistema attuale, tramite gli studi di settore, presume che sia evasore il professionista che emette 12 fatture all’anno da 1000 euro sempre allo stesso “committente”. E invece è una finta partita iva, anche se è iscritto all’Ordine.

Cordialmente,

Il collettivo Iva sei partita
info@ivaseipartita.it

Errori di Stampa
http://erroridistamparm.blogspot.it/
erroridistamparm@gmail.com

 

 

 
Commenta il Post:
* Tuo nome
Utente Libero? Effettua il Login
* Tua e-mail
La tua mail non verrà pubblicata
Tuo sito
Es. http://www.tuosito.it
 
* Testo
 
Sono consentiti i tag html: <a href="">, <b>, <i>, <p>, <br>
Il testo del messaggio non può superare i 30000 caratteri.
Ricorda che puoi inviare i commenti ai messaggi anche via SMS.
Invia al numero 3202023203 scrivendo prima del messaggio:
#numero_messaggio#nome_moblog

*campo obbligatorio

Copia qui:
 

   

 

AREA PERSONALE

 
 

CORROMPETEMI...
E NON DIRO' A NESSUNO CHE SIETE QUI!

 

counter

 

 

 

 

 

ULTIME VISITE AL BLOG

pagiocalakiarairenemarzialuglio_2016silla131makemilyjfl.veneziadcrracingscotlandvaleria.massaroMyPeanutsgingetta1lorenzaghionnaALDABRA72lenagVulcanic0abbiatifrancesco
 

ULTIMI COMMENTI

Grazie!
Inviato da: nono
il 26/01/2014 alle 11:07
 
Grazie!
Inviato da: Gill
il 26/01/2014 alle 11:06
 
Grazie!
Inviato da: Caro
il 26/01/2014 alle 11:06
 
Grazie!
Inviato da: anna
il 26/01/2014 alle 11:05
 
Grazie!
Inviato da: claire
il 26/01/2014 alle 11:05