Creato da NEMICOBLU il 20/01/2008

Rischio amianto

è dedicato a tutti i lavoratori che nel mondo, a causa dell’inconsapevolezza del pericolo che correvano, sono stati sottoposti ad agenti di rischio per la propria salute, senza averne avuto adeguata informazione.

 

 

AD UN AMICO APPENA TROVATO...

Post n°50 pubblicato il 01 Marzo 2012 da NEMICOBLU

Sono ancora qui, sempre convinto che il silenzio non sia giusto, che la triste ribalta alle cronache di questi ultimi mesi non abbia fatto altro che rinnovare il dolore di tutti e le paure di chi ancora resta...

All'amico ASBESTOS dico, sono qui e andremo avanti, INSIEME.

Grazie per tutto quanto, ti scrivo in privato.

Ciao, GG

 
 
 

DOPO DUE ANNI

Post n°49 pubblicato il 05 Agosto 2010 da NEMICOBLU

NEMICO BLU E' ANDATO IN STAMPA.

CARI AMICI SI', FINALMENTE, SONO CONTENTO DI POTERVI DIRE CHE OGGI NEMICO BLU NON E' PIU' SOLTANTO IN FORMATO ELETTRONICO MA E' STATO PUUBLICATO.

UN PICCOLO SOGNO CHE SI REALIZZA, CHE SPERO MI PERMETTERA' INFINE DI APPORTARE IL MIO MODESTO CONTRIBUTO.

Per informazioni potete contattarmi alla mia mail  vaira1@libero.it

GRAZIE A TUTTI, IN PARTICOLAR MODO AD ANNA ED A LAURA,  PER IL VOSTRO SUPPORTO DI QUESTI ANNI.

A PRESTO, GIGI.

 
 
 

Amianto - nuova direttiva europea sulla protezione dei lavoratori

Post n°48 pubblicato il 10 Marzo 2010 da NEMICOBLU

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee del 16 dicembre u.s. la Direttiva 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro La nuova direttiva nasce dall'esigenza, di chiarezza e razionalizzazione a seguito delle diverse e sostanziali modificazioni subite dalla direttiva 83/477/CEE del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto La nuova direttiva ha per oggetto la protezione dei lavoratori contro i rischi che derivano o possono derivare per la loro salute dall'esposizione all'amianto, durante il lavoro, nonché la prevenzione di tali rischi e fissa i valori limite di tale esposizione. L'amianto è un agente particolarmente pericoloso che può causare malattie gravi e che è presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute. A tal fine sono importati le misure preventive ai fini della protezione della salute dei lavoratori esposti all'amianto. Altrettanto importante è l'impegno previsto per gli Stati membri in materia di sorveglianza della salute dei lavoratori. La direttiva lascia impregiudicata la facoltà degli Stati membri di applicare o introdurre disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che garantiscono una maggiore protezione dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda la sostituzione dell'amianto con prodotti sostitutivi meno pericolosi. DIRETTIVA 2009/148/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 30 novembre 2009 (.pdf) Sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (g.d.) • NORMATIVA AMIANTOLegislazione e guida alla prevenzione dei rischi • AMIANTOManuale di bonifica - Analisi del rischio - Metodi di intervento • INQUINAMENTO INDOOR OUTDOOR Diagnosi e bonifica di edifici e ambienti esterni http://www.professionearchitetto.it/news/prog/notizie/581/Amianto-nuova-direttiva-europea-sulla-protezione-dei-lavoratori

 
 
 

Se una voce imporante parla la nostra lingua...

Post n°46 pubblicato il 11 Marzo 2009 da NEMICOBLU

Ho scritto un commento a questo articolo, invitando il Sig. Pansa a visitare

il nostro blog.

Mi piacerebbe che una voce così forte si unisse a tutte le nostre voci,

che pur flebili e sconosciute, sono in grado di formare

un unico grande grido d'allarme. 

Riporto qui di seguito il testo dell'articolo, link a fondo pagina per visualizzare la fonte.

IL BESTIARIO di Giampaolo Pansa
Un mostro chiamato Eternit

Chiamarla fabbrica della morte è poco. A Casale l’Eternit ha già ucciso 1.649 persone. E altre ne ucciderà, perché la gente continua a morire. Ad andarsene c’è pure chi non aveva mai lavorato all’Eternit. La malattia che li ammazza è il mesotelioma pleurico. Dicono che abbia un’incubazione lunga, può durare quarant’anni.

Forse io l’ho scampata. Ma a stabilirlo sarà soltanto il Padreterno.

Adesso i giornali si occuperanno di questa strage. Il 6 aprile comincerà a Torino il processo all’Eternit e sarà uno scontro duro. Il pubblico ministero che ha condotto l’inchiesta è un magistrato famoso per l’abilità e il coraggio: Raffaele Guariniello. Bisognerà seguirlo con attenzione. Anche perché riporterà sulla scena una città che è stata importante nella vicenda industriale italiana.

Nel passaggio fra l’Ottocento e il Novecento, nel Monferrato casalese, i ragazzi poveri avevano tre possibilità. La prima era di lavorare nelle cave di marna. Lo facevano in condizioni bestiali. Consumavano la vita sottoterra, senza protezioni, rischiando di morire bruciati dal grisou. Le paghe erano misere. I cavatori rientravano a casa di notte, disfatti, terrei, senza altro orizzonte che ridiscendere nel buio il giorno dopo. “I sepolti vivi” li avrebbe chiamati nel 1913 “La Fiaccola”, il settimanale socialista di Casale.
L’abbondanza di ottime marne calcaree, la materia prima della calce e del cemento, regalò alla città il boom dei cementifici. Ecco la seconda occasione di lavoro. All’inizio del 1900 quelle fabbriche erano più di cento. Vista dall’alto della salita di Sant’Anna, Casale offriva un profilo infernale. Una sterminata batteria di ciminiere, affilate come missili, sparava un fumo sempre più denso e acre. I tetti delle case erano bianchi. Nella calura estiva l’aria diventava irrespirabile. Non oso immaginare quale fosse l’ambiente interno ai cementifici.

Nel 1906 spuntò una terza possibilità. Dei genovesi impiantarono a Casale una fabbrica d’avanguardia. Produceva tegole piane fatte di cemento e di amianto, secondo il brevetto di un austriaco. L’invenzione venne chiamata Eternit perché garantiva una durata eterna del prodotto. Dalle tegole si passò alle lastre, poi ai tubi per gli acquedotti e le fognature. E lo sviluppo dell’azienda fu trionfale.

L’Eternit arrivò a occupare 2.400 uomini, ma quelli che ci sono passati pare siano quasi cinquemila. Fu la nostra Fiat. Lavorare all’Eternit era un privilegio. Il posto risultava garantito. Ci lavorò anche il fratello più giovane di mio padre, Francesco Pansa, classe 1901. Operaio a quindici anni. Poi montatore dei grandi tubi, soprattutto in Bassa Italia. Stufo dell’Eternit, emigrò in Argentina, ma dopo due anni ritornò a Casale, sempre all’Eternit. La sua fortuna fu di sposare la tredicesima figlia di un pescatore del Po. Che portò in dote la licenza per aprire un’osteria. Quando lo zio Francesco morì, nessuno si pose il problema se l’avesse ucciso o no l’amianto.

Il mostro dell’Eternit chiuse i battenti nel 1986, per fallimento. Si estendeva su 94 mila metri quadrati, metà dei quali coperti con quel prodotto maledetto. Una bomba nucleare sul fianco destro del Po. Si è poi scoperto che la lavorazione dell’amianto aveva creato una nuova spiaggia lungo il fiume. Aveva un colore bianco brillante. Un grande velo di sposa che nascondeva un numero spaventoso di morti.

Le cifre conosciute dicono che l’Eternit ha ammazzato a Casale 1.649 persone. Suddivise così: 1.020 sono operai e impiegati che avevano lavorato in quella fabbrica, 375 sono le vittime di patologie legate all’amianto e 254 sono donne e uomini che non hanno mai messo piede all’Eternit. È la terza cifra che rende la strage ancora più terribile. Il mesotelioma pleurico ha ucciso a caso gente che si riteneva al sicuro, mai vissuta vicino alla fabbrica e impegnata in altri lavori. Tra i morti c’è pure chi aveva lasciato Casale da giovane, senza più tornarci.

Se la strage è emersa lo si deve soprattutto a un sindacalista e a un giornale. Il primo è Bruno Pesce, dirigente della Cgil e già segretario della Camera del lavoro cittadina, che oggi guida il comitato dei superstiti. Il giornale è “Il Monferrato”, storico bisettimanale di Casale. Diretto da Marco Giorcelli, alla fine del gennaio 2009 ha cominciato a pubblicare gli elenchi di tutte le vittime dell’Eternit. Sono rimasto sconvolto nel leggere, numero dopo numero, quella spaventosa Spoon River. L’anagrafe del cimitero dell’amianto: cognome, nome, data di nascita, data di morte.

È un elenco che andrà aggiornato. A Casale l’Eternit continua a uccidere, al ritmo di venti, venticinque persone all’anno. L’ultima vittima è di qualche settimana fa. Si chiamava Alberto Sartor, 70 anni, un imprenditore che da geometra aveva lavorato all’Eternit. La malattia gli era stata diagnosticata quindici mesi prima. Immagino che anche lui sia morto fra molte sofferenze. Per dirla in soldoni, il mesotelioma ti soffoca. È il cappio di un boia che si stringe attorno al collo, giorno dopo giorno.

Al processo ci saranno più di cinquemila parti civili. Non vorrei essere nei panni dei due signori sul banco degli imputati. Un barone belga e un riccone svizzero.

Il mostro dell’Eternit non gli costerà come il ponte di Messina, ma siamo lì.

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/55872/

 

 
 
 

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Post n°45 pubblicato il 09 Marzo 2009 da NEMICOBLU

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Da una segnalazione di Lorenzo...TG 5 del 05 03 09

Post n°44 pubblicato il 05 Marzo 2009 da NEMICOBLU

Eternit, indennizzi anche agli abitanti

Ora è ufficiale e non sono più semplici intenzioni. Gli abitanti del comune piemontese di Casale Monferrato saranno risarciti per i danni subiti dall'esposizione all'amianto. È stata la Becon, una delle società del magnate svizzero Stephan Schmidheiny proprietario della Eternit, a formalizzare l'offerta di risarcimento per le migliaia di persone tra morti e ammalati riconducibili a trent'anni di attività delle aziende che trattavano l'amianto. Il risarcimento di decine di milioni di euro riguarderà più di tremila persone di cui la società ha deciso di farsi carico non solo per via dell'azione della magistratura. Nel comunicato la Bacon spiega che si è decisa per ragioni di solidarietà in considerazione dell'alto numero di vittime da esposizione dell'amianto di quella comunità. In sostanza negli anni in cui gli svizzeri hanno sempre sostenuto che quando rilevarono gli impianti eternit in provincia di Alessandria era cessata la produzione del polverino di amianto. Sembrerebbe quindi un gesto finalizzato a riparare danni di cui non erano responsabili, ma di cui si sono assunti comunque la responsabilità. Restano nella storia di Casale Monferrato e zone limitrofe 700 morti in 30 anni su 2619 ex dipendenti ammalati. Una vera strage.

 
 
 

FINALMENTE CI SIAMO

Post n°43 pubblicato il 04 Marzo 2009 da NEMICOBLU

GRAZIE A TUTTI VOI E AL VOSTO SOSTEGNO, ANDIAMO AVANTI?

 
 
 

La domanda del giorno:

Post n°42 pubblicato il 04 Gennaio 2009 da NEMICOBLU

Quante volte ci chiediamo con non poca preoccupazione ma...una volta individuato e rimosso questo nemico dove va a finire? Ecco la risposta che tutti conosciamo purtroppo..un nuovo caso passato alla cronaca prima delle feste. Riporto qui di seguito l'articolo relativo:

La Procura conferma: amianto a Chiaiano

«Magistratura pensaci tu». Comitati ricevuti in Procura dopo il ritrovamento dell’amianto nella cava destinata a ospitare la discarica contestata da cittadini, comitati civici e amministrazione comunale. Una scoperta che ha riacceso la protesta dopo gli scontri del «Jatevenne day»: prima il corteo dei mille partito dalla Rotonda Titanìc sabato scorso, poi stamattina l’atteso incontro napoletano con il Procuratore Lepore dopo l’invio di un dossier sulla presenza delle lastre di amianto nella cava di Cinque Cercole.

Il caso è finito anche al Parlamento europeo grazie all’interrogazione della deputata dei verdi Monica Frassoni che invoca la dichiarazione di disastro ambientale e chiede dei provvedimenti contro il governo che insiste con l’attivazione di un sito in cui sarebbero stati fatti anche dei carotaggi per attestarne l’idoneità, ma nel quale sono stati ritrovati «ben diecimila tonnellate di amianto in fibre libere e altri rifiuti tossici contenuti in sacchi di plastica, alcuni recanti anche marchio Enel». Materiale ritrovato per il quale – secondo le immagini filmate dagli attivisti dei comitati – ci sarebbe stato anche un tentativo di occultamento. Le foto ritrarrebbero i militari con maschere antigas che interrano i rifiuti speciali. «Se come dicono hanno intenzione di rimuoverle, ci chiediamo – dice l’ex sindaco Mauro Bertini – perché le hanno spostate e poi ricoperte di terreno vegetale. Così facendo hanno solo liberato nell’aria le particelle dell’amianto con gravissimo danno per la salute dei residenti. Per questo Bertolaso, Berlusconi e Giannini andrebbero perseguiti per danno ambientale».

L’impegno del sottosegretariato di rimuovere l’amianto – che secondo documenti dell’Asl Napoli due mostrati dai comitati civici sarebbe di un quantitativo di 1200 tonnellate, cioè ben oltre le diecimila accertate dalla struttura governativa – impedirebbe ai magistrati di sequestrare l’area. Almeno questo è stato detto nell’incontro di ieri con il procuratore Lepore, anche se – dicono i rappresentanti dei comitati civici – hanno avuto promesse che l’inchiesta andrà comunque avanti. «Contiamo su eventuali e nuovi sviluppi», dicono a Marano. Insomma, si ammette la presenza delle lastre cancerogene, ma i lavori vanno avanti. Dell’emergenza si è discusso anche nel corso del convegno promosso da Sinistra democratica al quale hanno partecipato anche Tonino Scala e Arturo Scotto.
Mentre i magistrati lavorano e si attende la risposta della Commissione europea – che si esprimerà entro sei settimane – oggi è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza un’area di 200mila metri quadri soggetta a vincolo paesistico, all’interno della quale si trova anche un’ex cava di tufo trasformata in discarica abusiva per inerti di costruzioni, a due passi dalla cava dell’ex Poligono. L’impianto si trova vicino a un’isola ecologica, in un vallone che confina con il Policlinico Nuovo. A questo punto, si conta sulla contiguità territoriale per dimostrare che anche la cava dell’ex Poligono va sequestrata. «Un’iniziativa della procura in tutela nella direzione del diritto alla salute sul nostro territorio – dicono al presidio dal quale si chiede ai magistrati – l’accertamento dei responsabili che hanno consentito lo sversamento di amianto e rifiuti pericolosi nell’area della Cava, chiediamo l’incriminazione del Generale Franco Giannini e Bertolaso per disastro ambientale per aver occultato i rifiuti pericolosi in una vasca costruita apposta e poi spianata». Si va avanti anche col ricorso al Tar Lazio per la sospensiva dei lavori per danno alle proprietà, anche se sull’iniziativa i comitati civici si sono divisi. Solo in diciassette, infatti, hanno firmato l’istanza che verrà discussa dai giudici amministrativi il prossimo 20 gennaio. «Quella giudiziaria in sede civile è l’unica arma che abbiamo in mano per opporci», si dice convinto l’avvocato Andrea Faiello, membro della commissione ambiente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Al presidio del Poggio Vallesana non si fermano: già da stasera si ritorna a pensare alle nuove forme di protesta che coincideranno con la nuova visita del premier Silvio Berlusconi a Napoli. Visita che avrà lo scopo di fare il punto sulla questione emergenza.

http://www.carta.org/campagne/ambiente/15752

 
 
 

sabato 13 dicembre 2008

Post n°41 pubblicato il 04 Gennaio 2009 da NEMICOBLU

LA LEGGE PIEMONTESE SULL'AMIANTO SARA' PRESENTATA IN UN IMPORTANTE CONVEGNO EUROPEO A STRASBURGO
"Il prossimo martedì 16 dicembre – dice Alberto Deambrogio, cons. reg. PRC-SE uno dei relatori dell'incontro di Savigliano, si terrà a Strasburgo un importante convegno intitolato 'l'Amianto un dramma senza frontiere'."

"L'incontro europeo –continua Deambrogio - è organizzato dall'agenzia di stampa 'Viva' in collaborazione con la mutua 'Santé Plus' e con il GUE (Gruppo della Sinistra Unita e Verde nordica di cui fa parte il PRC-SE). La giornata è suddivisa in due parti, con una sessione mattutina dedicata ad interventi di tipo scientifico e tecnico a cui parteciperanno anche Nicola Pondrano, Bruno Pesce e Sergio Bonetto, i quali descriveranno tutti gli avanzamenti e le novità relative alle lotte ambientali, sindacali e legali maturate in Italia e a Casale Monferrato in particolare".

"Nella sessione pomeridiana – continua ancora Deambrogio – ci sarà spazio invece per interventi di tipo più politico. Sarà dunque il momento in cui Vittorio Agnoletto (Europarlamentare PRC-SE) potrà, insieme ad altri esponenti di associazioni e sindacati, fare il punto sulla costruzione di movimenti sociali in grado di definire nuovi e più efficaci interventi a livello europeo".

"Sempre in questa sessione di lavori – conclude Deambrogio – avrò l'occasione di presentare il lavoro fatto in Piemonte con la nuova legge quadro sull'amianto. E' davvero un'opportunità rilevante per dimostrare, anche in sede internazionale, che alcuni passi in avanti dal punto di vista normativo possono derivare dall'attenzione di singole regioni. Nonostante i limiti oggettivi di azione, queste ultime sono capaci infatti di indicare strade percorribili per tutti".

 
 
 

TORNANDO AI MALATI DI SERIE A E D SERIE B....

Post n°40 pubblicato il 02 Dicembre 2008 da NEMICOBLU

http://laprovinciapavese.repubblica.it/multimedia/home/1791540/1/1

Negli ultimi tempi sono stato assente, ma questo non significa che l'attenzione da parte mia al problema AMIANTO sia diminuita. Ieri ho sentito al TG nominare il paese di  Broni,  in Lombardia, sede della Ex Fibroint, qui i lavoratori pare siano stati dimenticati...

E ho deciso di andare a "ficcare il naso" anche lì, perchè come ho imparato ormai da molto tempo, che si tratti di nord o sud, di privati o di enti statali, il problema è talmente diffuso e le sue vittime così numerose che disinteressarsi anche di un solo caso che ci venga all'orecchio sarebbe per quanto mi riguarda riprovevole.

Dunque sono andato a cercare BRONI sul web ed ho trovato tantissimo materiale, il più interessante l'ho postato nel titolo, cliccate sul link qui sopra, guardate il filmato...potete commentare da soli...non ci sono parole. Io non ne ho, ma ho smesso di cercarle tanto tempo fa le parole...vorrei invece avere FATTI

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

Sempre parlando di Broni...

L'ECO DI PAVIA...18 / 10 / 2008

BRONI - Braga: "Il caso amianto di Broni sempre dimenticata dai media. E' scandaloso!"

BRONI. “Ancora una volta Broni viene dimenticata dai notiziari nazionali dimostrando di nuovo quanto poco interessi la nostra situazione a livello nazionale. E’ scandaloso questo comportamento da parte del mondo dell’informazione”. Vittorio Braga neopresidente della Commissione Comunale Speciale Amianto é davvero su tutte le furie dopo che nei giorni scorsi, alla notizia del rinvio a giudizio dei titolari dell’Eternit di Casale Monferrato da parte del procuratore di Torino Guariniello, si sia dato spazio al problema amianto sui media facendo sentire la voce di tanti testimoni da ogni parte d’Italia ma nessuno abbia parlato o fatto riferimento alla vicenda Fibronit di Broni”.
“E’ come se ci volessero uccidere tutti un’altra volta, perché questo é l’effetto del silenzio sotto la cui cappa vorrebbero mettere tutti noi – commenta Braga -. Mi chiedo se sia giusto trattare le vittime dell’amianto come se ce ne fossero di serie A e di serie B. Davanti al problema amianto siamo tutti sulla stessa barca. E ad aumentare la vergogna per noi bronesi resta il fatto che mentre il titolare dell’Eternit tenta di salvarsi la faccia con un presunto solidarismo da ultima spiaggia offrendo un tardivo risarcimento nei confronti delle due vittime, gli ex dipendenti della Fibronit e i cittadini di Broni siano abbandonati alla loro sorte infausta senza che nessuno si premuri di tutelarne l’immagine e la dignità. Allora ho ragione a pensare che esistano due velocità, o anche tre, nel giudicare chi compie reati di omicidio colposo come é stata accusata l’Eternit!”.
E allora Braga accetta e rilancia la proposta del Codancons: “Visto che siamo figli di nessuno, persone dimenticate e lasciate senza speranza al nostro destino alla deriva, allora va bene anche la proposta del Codacons che suggerire la possibilità di richiedere un risarcimento con i fondi americani messi a disposizione negli Usa dalle aziende che hanno prodotto l’amianto”.
In effetti la procedura é innovativa per due aspetti: anzitutto da un punto di vista economico perché di fatto stabilisce la corresponsabilità della colpa alle società che cavavano amianto e non più solo alle aziende che lo lavoravano, e in secondo luogo apre una via alternativa alla richeista di danni laddove le aziende italiane hanno dichiarato fallimento sostenendo quindi l’impossibilità di pagare i risarcimenti. “Questo conferma quello che abbiamo sempre sostenuto – conclude Braga- tutti sapevano bene come stavano le cose, tranne i lavoratori e le loro famiglie. Chiedo quindi al sindaco di verificare le soluzioni possibili per organizzare una raccolta di nominativi intenzionati ad aderire a questa iniziativa. Meglio questo, del silenzio in cui tutti vorrebbero rispedirci ancora oggi!”.

Leggi anche www.agipapress.it con il caso Fibronit nel Dossier-Speciale

 
 
 
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DIO E' MORTO

 

STASERA TORNO PRIMA

 
Stasera torno prima
Testo e musica di Mariella Nava

Ho messo qualche spicciolo qui in tasca
faccio in silenzio piano quando esco
mentre tu dormi e ancora troppo presto
tra il pane caldo ed il mattino fresco.
Che bello il viso tuo che insegue i sogni
potessi dare linea ai tuoi disegni
portarti chissà dove pure a rate
privarti più di niente
anche d'estate.
Amore mio non essere nervosa
lo so la fine di ogni mese pesa
ma guarda quanto siamo poca cosa…
Ho mani ruvide se ti accarezzo
e forse odoro anch'io come ogni attrezzo
nel ferro trappola del mio cantiere
solo l'attesa tua mi sa tenere.
La nostra vita stenta suda chiede
certo sto attento a dove metto il piede
che in tanta insicurezza Dio provvede…
Stasera torno prima
rumore e scintille
calore di fucina.
Stasera torno prima
tue braccia roventi
questa cabina.
Nell'aria acre la mia bocca asciutta
perfino questa bianca calce scotta
e intorno già la Primavera butta
non fa sentire la mia schiena rotta.
L'altezza non mi ha fatto mai paura
volo alla vetta dell'impalcatura
tanto lo sai quanto ho la pelle dura!
Stasera torno prima
nel battito a ritmo
tu ballerina.
Stasera torno prima
nella luce buona
di te in cucina…
Il metallo riflette il tramonto
lentamente si bagna d'argento
tra un minuto smonto contento
vedi amore…
Neanche uno spavento…
Stasera torno prima
ho visto qualcosa per te
in vetrina.
Stasera torno prima
e un bacio alla bambina
Stasera torno…
prima.

In Italia l'anno scorso 1341 persone sono uscite di casa…
…e non sono mai più tornate…
…erano solo andati a lavorare.

 

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LUCIANO

tratto da "NEMICO BLU"

1992....<< Devi sapere, caro collega che una grande concentrazione ed una lunga esposizione,  sono  necessarie per  contrarre l’asbestosi, malattia grave ma non sempre mortale; diverso è invece purtroppo quanto accade per l’insorgere del mesotelioma pleurico.  Bastano una piccola esposizione, ed una buona dose di scarogna, per essere “fregati”.  Non è possibile stabilire una soglia entro la quale  il livello di esposizione  sia tanto basso  da poter  essere definito innocuo. Luciano,  diventato ormai un luminare circa questo triste argomento, continua ad elencare ai colleghi tutti i danni causati dall’asbesto, auspicando inoltre una legge che ne vieti addirittura l’estrazione su tutto il territorio nazionale .Quello che il signor Moroni ancora non sa, è che la legge è stata già varata da circa due mesi. Il 27 Marzo 1992, infatti, è stata approvata la nuova normativa che vieterà in Italia, tra un anno esatto, l’estrazione, l’importazione e la commercializzazione dell’amianto.  Per i manutentori Carlo e Franco questa è la conferma di quanto hanno appreso dalle parole di Luciano. Ora anche loro fanno solo dei mezzi respiri… e pensare che l’asbestosi non è nemmeno contagiosa!

 

Io mi chiedo spesso se è davvero l’informazione ad essere in difetto
oppure se, semplicemente, la gente non abbia voglia di andare a cercarsela
per non conoscere certe verità.

Si certo, lo sappiamo tutti, l’Amianto fa male!
Questa notizia è stata lo spauracchio degli anni 90 e ha fatto sì che
venissero adottate le prime misure di sicurezza, poi gradualmente
focalizzate e mirate ad una totale rimozione delle lastre già esistenti.

Ma quello che io mi chiedo: quanta gente è a conoscenza del fatto
che di amianto sono le condutture dell’acqua che beviamo?
Che di amianto sono stati lastricati interi paesi,
ricoperti i tetti di scuole e ospedali e case?

E’ stato tutto rimosso davvero?
NO, credo davvero che la risposta sia NO.

Questo intendo quando dico che la guerra deve continuare
e che non devono esserci più soldati mandati a combattere
perché, anche le armi più sofisticate, non servirebbero a preservarli
dal nemico.

Il nemico va rimosso, divelto, annientato
o continueremo a contare le croci negli anni a venire…

Gigi

 

JAPIGIA

http://bari.repubblica.it/stampa-articolo/1400113

Japigia, altri otto malati di amianto

L´incubo della Fibronit: i contaminati sono abitanti del rione

di Mara Chiarelli

Hanno giocato ignari nelle stradine vicine, spiando dai cancelli della fabbrica dove operai in tuta, altrettanto inconsapevoli, lavoravano l´amianto. Sono trascorsi quasi 50 anni e oggi otto di quei bambini, a loro volta padri e nonni di altri bambini, rischiano di morire.

Sono i nuovi casi di malati di amianto, altre otto potenziali vittime della Fibronit, che ha già ucciso 250 persone. Gli ultimi malati sono tutti uomini, di età compresa fra i 55 e i 65 anni, che hanno contratto il mesotelioma pleurico, la patologia respiratoria strettamente connessa all´inalazione di fibre di amianto. Vivono i più punti di Bari, alcuni di loro anche in provincia, ma negli anni ´60 risiedevano all´interno della cosiddetta "zona rossa": un cerchio con diametro di un chilometro, che parte dalla ex fabbrica di cemento amianto, chiusa negli anni ´80, per allargarsi nei quartieri Japigia e San Pasquale.

 

FA PENSARE

Inviato da flaviaegiu il 28/01/08 @ 21:48 via WEB
Carissimo Gigi, il problema amianto è un problema serio, che ha origini antiche (anni 50, intendo). L'ethernit sembrava il materiale del futuro, indistruttibile, ma poi . . . si è scoperto che rilasciava fibre di amianto. Il pericolo per i lavoratori, anche se con troppo ritardo è stato orami provato, ma tutto quel materiale che ha in quinato case, strutture pubbliche, magazzini . . . cosa può aver causato? Ho conosciuto una signora che possedeva una imporatne masseria in campagna. L'acqua era fornita dai pozzi, in cui veniva convogliata da . . . tubi in ethernit! Quando lo scoprii inorridii, la signora aveva bevuto quell'acqua per anni, anch'io per qualche mese ho bevuto quell'acqua. La signora si ammalò di polipi vescicali, benigni, ma continuamente recidivanti. Dopo nove interventi sembrava che il male fosse stato debellato . . .l'urologo disse che il suo lavoro era terminato, che tutto era a posto . . . dopo due mesi la signora ci lasciò, a causa di un sarcoma del peritoneo. Ora, il peritoneo è per l'intestino ciò che la pleura è per il polmone . . . a chi legge lascio trarre le conclusioni. La bonifica dei manufatti in amianto è ben lungi dall'essere attuata, tutto il territorio, per chi sa guardare, ne è silenziosamente invaso. Il problema riguarda sopratutto i lavoratori, ma a ben vedere può diventare un problema sociale . . . A presto. GIU