Creato da siamo_vivi il 19/12/2008

SIAMOVIVI

BLOG DI AGGREGAZIONE POPOLARE

 

 

UN SOGNO CHE DIVENTA REALTA

Post n°6 pubblicato il 25 Marzo 2009 da siamo_vivi

MARTEDI 24/032009 SI COSTITUISCE UFFICIALMENTE IL MOVIMENTO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SIAMOVIVI. APPROVANDO LO STATUTO E PROVVEDENDO ALLA NOMINA DEL PRESIDENTE DEL MOVIMENTO E DELLE ALTRE NOMINE.

IL “MOVIMENTO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SIAMOVIVI”:

- è una libera associazione di persone che vogliono contribuire all’unità delle classi svantaggiate e private dei propri diritti, per trasformare radicalmente l’attuale società;


- è un’organizzazione autonoma, multietnica, antirazzista, laica, antifascista, antisessista, che si riconosce nei fondamenti della Costituzione Italiana, mediante una riaffermazione dei valori della Resistenza;

- si prefigge di creare una fondata sulla pace sulla libertà, sulla salvaguardia della biosfera e sulla collaborazione di tutti gli individui che mettano  al centro gli interessi delle classi svantaggiati , il valore e la funzione sociale del lavoro, i diritti umani, la difesa delle libertà individuali e collettive, perché non si debba dipendere dalla benevola concessione di nessuno per ottenere ciò di cui si ha diritto;

 

- vuole essere riferimento e nucleo di ricomposizione di un soggetto politico che superi la diaspora e il degrado degli attuali partiti e la polverizzazione degli attuali movimenti, favorendo l’aggregazione e il confronto tra le diverse realtà sociali del Paese.

- è contro ogni forma di esclusione e di illegalità per suscitare speranza e impegno politico in chi si sente deluso abbandonato e tradito dalle esperienze politiche passate;

 

- si prefigge come scopo l’abolizione della povertà, la difesa del lavoro e della sua dignità, l’impegno e la ricerca sulle problematiche legate al nuovo proletariato e all’immigrazione;

 

-mira alla conservazione e al risanamento dell’ambiente, che richiede una vera e propria rivoluzione ecologica nel modo di produrre e di consumare.

 

-intende proporre  un incremento degli investimenti nella scuola pubblica, destinati alla ricerca, al miglioramento culturale e a garantire a tutti pari opportunità e lo stesso diritto all’istruzione, abbassando i costi di accesso all’ Università.

 

 

L’Associazione perseguirà le sue finalità attraverso:

 

- l’organizzazione di comitati locali per perseguire gli obiettivi e le finalità statutarie;

 

- l’organizzazione, diretta o partecipata, di iniziative culturali e politiche come referendum, raccolta di firme, manifestazioni, ecc.;

 

- l’istituzione e la gestione di blog su tutta la rete, di forum, di radio web, di un sito Internet aperto a tutti: fulcro principale della sua attività di discussione, di confronto e di decisione;

 

- la collaborazione con altre organizzazioni ed enti allo scopo di potenziare le attività istituzionali;

 

- l'ideazione, l'allestimento e la circuitazione anche telematica, diretta o partecipata, di mostre e similari;

 

- organizzare, incontri, convegni, dibattiti, chat, videoconferenze e simili, stampare, distribuire, porre in vendita libri e pubblicazioni, produrre, acquistare, distribuire, proiettare filmati, registrazioni ed ogni altro tipo di riproduzione visiva o sonora; organizzare od offrire il patrocinio a gare, incontri, tornei sportivi e in generale esplicare ogni attività che possa contribuire al perseguimento degli scopi che si prefigge, mettendo in atto tutte le iniziative idonee ai fini enunciati;

 

- attività di formazione: corsi di aggiornamento, corsi di perfezionamento, istituzione di gruppi di studio e di ricerca;

 

L'Associazione ricercherà, per il conseguimento delle finalità sociali, contatti e collegamenti con altre organizzazioni sia nazionali che europee.

 

 
 
 

siamovivi

Post n°5 pubblicato il 11 Marzo 2009 da siamo_vivi
 

NEI NOSTRI BOG  TROVATE UN PO LA NOSTRA POSIZIONE RIGUARDO TEMATICHE DIVERSE
IL NOSTRO PROGETTO E' CREARE UNA FORZA FUORI DAI PARTITI, DALLA LOGICA CHE HA ALLONTANATO LA GENTE DALLA POLITICA INTESA COME DIBATTITO PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA GENTE, UN MODO DI FARE POLITICA CHE NON ESISTE.
INTENDIAMO UTILIZZARE COME STRUMENTO DI LOTTA I REFERENDUM, REGIONALI E NAZIONALI.
A QUESTO SCOPO STIAMO COSTRUENDO UNA RETE SUL TERRITORIO COMPOSTA DA BLOG/GRUPPI REGIONALI CHE OLTRE AD AVVICINARE GENTE AL MOVIMENTO SI OCCUPA DI PROBLEMATICHE LOCALI, E SARANNO I COMITATI PER LA RACCOLTA DI FIRME.
SE CREIAMO UNA FORZA FUORI DAL PARTITISMO, AUTOMATICAMENTE LA TOGLIAMO ALL'ATTUALE SISTEMA.
MA NON SOLO REFERENDUM,INFORMAZIONE RISPETTO ALLA ATTUALE CONTROINFORMAZIONE DEL POTERE.
INOLTRE NON ABBIAMO UN PROGRAMMMA RIGIDO, NOI ABBIAMO SOLO INTENZIONE DI CREARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO DINAMICO ,VIVO , PER TUTTI QUELLI COME NOI...E SIAMO TANTI...DISGREGATI , INUTILI, VITTIME NON SOLO DELLA FORZA DEL POTERE, MA DELLA NOSTRA DEBOLEZZA, DOVUTA ALLA FRAMMENTAZIONE, ED ANCHE DEL NOSTRO DISINTERESSE...DEL NOSTRO PENOSO INDIVIDUALISMO.
NON ABBIAMO ANCORA CAPITO CHE SOLO NOI E LA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA POSSONO CAMBIARE LE COSE.
BISOGNA ESSERE UN'UNICA VOCE COINVOLGENTE CHE GENERI PARTECIPAZIONE ATTIVA SUI NOSTRI PROBLEMI QUOTIDIANI, SUI PROBLEMI DELLA GENTE, DEL POPOLO, SULLE VIOLENZE, SULL'INDIGENZA, SU TUTTO IL TRAGICO QUOTIDIANO CHE CI COINVOLGE, LONTANO ANNI LUCE
DALLE SEGRETERIE DEI PARTITI, DALLA PROSTITUZIONE PARLAMENTARE E DI INFORMAZIONE DEI PENNIVENDOLI DI REGIME, VOGLIONO FARCI APPARIRE NERO IL ROSSO!!!

MA NOI SIAMOVIVI.

UN PUNTO DI RIFERIMENTO,E' QUESTO CHE CI MANCA!!!!

TUTTI I PARTITI PARLAMENTARI RAPPRESENTANO SOLO SE STESSI E I PROPRI INTERESSI, SONO COME MERCENARI CHE SI ASSERVANO AL SOLDO DEL POTERE ECONOMICO CHE DI FATTO GESTISCE E MANOVRA QUELLO POLITICO.
SIAMO QUESTO ED ALTRO, SIAMOVIVI E LO SAREMMO ANCORA DI PIU CON IL CONTRIBUTO E LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI.

PROPONETEVI  VERSO QUESTO BLOG, INSIEME POSSIAMO ESSERE DETERMINANTI

SOLI SIAMO IL NULLA!

 
 
 

MEGLIO VIVI CHE RADIOATTIVI

Post n°4 pubblicato il 04 Marzo 2009 da siamo_vivi
 

 

Il governo Berlusconi – a vent’anni dal referendum  che, dopo il grave incidente di Cernobyl del 26 aprile 1986,  ha decretato la rinuncia dell’Italia alla produzione di energia nucleare 

 

ha annunciato in pompa magna che entro il 2013 partiranno i lavori per le nuove centrali nucleari italiane.  Il ministro Scajola ha detto che quelle italiane saranno “centrali di terza generazione avanzata” – espressione tanto rassicurante quanto priva di significato scientifico – ma si è ben guardato dallo specificare quante saranno queste centrali, quale potenza avranno e  – soprattutto – dove saranno localizzate. Il ministro Bossi ha dichiarato che i Padani sono pronti ad accettare le centrali nucleari perché sono persone civili e non vogliono rinunciare al frigorifero e al condizionatore.  Berlusconi  ha detto che il nucleare ci libererà dalla dipendenza petrolifera, dimenticando che l’Italia non produce uranio,  minerale che peraltro inizierà a scarseggiare già nel 2025. Gli impianti nucleari in funzione nel mondo sono oggi 439, molti dei quali, ormai obsoleti,   quando saranno chiusi non verranno rimpiazzati.  I nuovi impianti in costruzione sono solo 36, localizzati soprattutto in Russia e in Cina, mentre alcuni paesi europei (Belgio, Germania, Olanda, Spagna e Svezia) hanno già deciso di abbandonare questo tipo di energia.  E come pensano Berlusconi,  Bossi e Scajola di affrontare la questione, mai risolta, delle scorie radioattive?

 
 
 

SIAMO VIVI!

Post n°3 pubblicato il 03 Marzo 2009 da siamo_vivi
 

Dal gennaio 2009 SIAMOVIVI ha il suo profilo ed il suo blog su LIBERO.

L’inizio ufficiale di un sogno, desiderato da tanti. Nasce da un’idea lanciata da un nik su libero e subito colta da altre persone che immediatamente ha generato un effetto calamita. Tutto è scaturito dalla “fede” di chi ha iniziato, lavorando come se fosse una ragione di vita, ma subito trovando un terreno molto fertile intorno, il vero motivo del successo: l’idea di far confluire il dissenso sotto un'unica voce. Nasce cosi il progetto SIAMOVIVI, ponendosi due obiettivi primari:

1-sviluppare il processo di aggregazione con la creazione del MOVIMENTO DI AGGREGAZIONE POPOLARE,

2-INDIRRE UN REFERENDUM per eliminare i privilegi della casta, e a questo proposito sviluppare una rete di blog regionali che diverranno i comitati per la raccolta delle firme.

In pochi mesi si è creato un vero e proprio movimento di aggregazione, dinamico, VIVO.

Oggi siamo presenti con 11 BLOG su Libero, si è creato un FORUM, siamo presenti su tutte le altre maggiori community: BLOGSPOT, FACEBOOK, MY SPACE; SPLINDLER, NETLOG.

Abbiamo avuto diversi incontri sul reale, partecipato a manifestazioni, aderito e coinvolto movimenti singoli gruppi ed associazioni sul territorio: il DESIDERIO di essere partecipi e protagonisti delle scelte che condizionano la nostra vita è grande ed è di tanti, di tutti quelli che giorno dopo giorno confluiscono nel Movimento, perché si sentono VIVI!!!!

Ed altre iniziative sono in cantiere, così come momenti di “PRATICA”, dei quali vi informeremo dettagliatamente. Non pensiamo a chi ci ostacola o denigra, indirizziamo le nostre energie verso chi vuole ESSERCI.

Siamo in fase di costituzione legalmente riconosciuta. Non siamo più un desiderio, ma la piccola parte di un sogno che diventa realtà, è questo accade quando non è una sola voce a farsi sentire, ma mille unite all’unisono, la voce del POPOLO, la voce della gente!

Raggiungeremo degli obiettivi, ma già aver riunito tanti cuori è già una grande cosa.

L’aspetto più positivo è che stiamo “applicando” nel gruppo l’idea che noi abbiamo di SOCIETA, non c’è nessun capo, nessuno schiavo, siamo padroni di noi stessi, autonomi, stiamo cercando di autogestirci, ma non limitato da qualcuno ma dal tener presente di essere un gruppo, siamo solo autolimitati dal rispetto e dalla considerazione che abbiamo per gli altri, c’è confronto costruttivo, voglia di crescere…se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cambiare anche un po’ noi.

Ed accade perché abbiamo un cuore “diverso”, che batte anche per gli altri, che è veramente libero e felice se lo sono tutti. Si, stiamo realizzando un sogno che sarebbe più bello se ci fossi anche TU.

 
 
 

SOCIAL CARD OVVERO LA NUOVA CARITA'

Post n°2 pubblicato il 29 Gennaio 2009 da siamo_vivi


La social card che il governo Berlusconi ha proposto per venire incontro ai poveri, con 40 euro al mese, ossia 1 euro e venti al giorno, a ben pensarci non è altro che una forma di elemosina, pure sfacciata. In pratica, non puoi comprarci nemmeno un mezzo litro di latte…


A ottobre 2008 ha fatto ingresso nelle case degli italiani questa come meglio ama definirla il ministro Tremonti, carta acquisti. Ma cosa è la social card? Beh, l’aspetto è carino, una bella carta di credito di colore azzurro, con il logo giallo e rosso della Mastercard, e in mezzo delle frecce tricolori (fa tanto patriottico).


Una carta di pagamento elettronica, uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse in Italia, ma la principale differenza è che le spese effettuate con la social card, invece di essere addebitate al titolare della carta, vengono addebitate e saldate direttamente dallo Stato. Ha validità di un anno, si può usare per spese alimentari e pagare bollette di enti pubblici; è ancora in fase di valutazione da parte di alcuni organismi come Andi (Associazione dentisti), Federfarma  e Assofarm, se è possibile allargare la possibilità di agevolazioni anche in questi settori. Le domande per ottenerla si ritirano all’ufficio postale o si scaricano dal sito www.mef.gov.it/carta acquisti del Ministero dell’Economia.


La social card spetta ai cittadini ultra-sessantacinquenni e alle famiglie con figli piccoli (fino a tre anni) che abbiano un reddito fino a 6.000 euro; per chi ha più di 70 anni la soglia di reddito che dà accesso alla carta acquisti è fino a 8.000 euro. Queste categorie devono provare, tramite modello Isee (indicatore di stato economico equivalente o riccometro), le proprie condizioni reddituali, di possedere una sola automobile e una sola casa, di avere intestata una sola utenza di elettricità e gas, di non avere a proprio nome oltre il 25% di un secondo immobile e un patrimonio mobiliare non superiore a 15 mila euro. Naturalmente occorre farsi fare il calcolo Isee da un CAF competente con il quale si presenterà la domanda in questione.


Tremonti ha spiegato quanto la social card, a regime, costerà allo Stato: 450 milioni di euro. Quindi i requisiti per avere accesso ai benefici della social card non solo sono troppo restrittivi, ma generano costi non indifferenti per lo Stato al punto che sarebbe stato meglio, al posto dell’emissione della tessera magnetica, effettuare nei confronti dei beneficiari un trasferimento diretto dei 40 euro al mese in busta paga o con la pensione. Non potevano mandargli 40 euro al mese direttamente a casa sua invece che mandargli la tessera? Costa pure meno, e lasci decidere a lui cosa vuole farne, se comprare medicine o il pane piuttosto che il burro. Avremmo avuto costi di gestione inferiori e la possibilità da parte di tutti gli aventi diritto di usufruirne, ma forse è proprio questo che si è voluto evitare.


Le cifre però parlano chiaro. L’esordio della social card è stato abbastanza deludente, stando ai bilanci dei patronati presi d’assalto a dicembre e anche nei primi giorni dell’anno. Finora di tessere destinate alle persone con basso reddito per fare la spesa ai supermercati o pagare le bollette, ne sono state erogate poche. Sono circa 330 mila, su un milione e trecentomila italiani aventi diritto. In realtà risulta che le Poste abbiano ricevuto a oggi circa 600 mila domande e che ben un terzo di queste, 180mila, siano state respinte perché, pur disponendo dei requisiti fiscali di partenza, l’Inps ha successivamente accertato la presenza di altre rendite fiscalmente esenti come una pensione da orfano di guerra o un assegno di accompagnamento.


Alla fine abbiamo pure scoperto che le social card non sono sempre cariche. Perché non ce lo dicono? State certi che Berlusconi nella prossima campagna elettorale affermerà qualcosa del tipo «noi aiutiamo anche le classi più disagiate» e molti, non avendo sentito riscontri negativi, gli crederanno pure.


Invece, in realtà, l’erogazione è stata finora problematica: circa un terzo delle tessere era a credito zero nonostante la scheda fosse stata attivata, per non parlare delle difficoltà dovute alla burocrazia, all’assistenza inesistente affidata ad alcuni call center sovraccarichi di richieste, all’inefficienza assoluta delle Poste italiane e dell’Inps. Anche se il Ministero ha pubblicizzato l'iniziativa, alcune tessere sono state bloccate perché le domande per ottenerle erano incomplete.


Purtroppo nell'impossibilità di sapere l'ammontare a disposizione, si rischia di sentirsi rifiutata la transazione anche solo per pochi spiccioli. Alla Unicoop Tirreno (Toscana, Lazio, Campania) su un numero di 16.858 transazioni, solo 9.125 sono andate a buon fine. Questo vuol dire umiliazioni per chi la usa e aspettative disilluse per chi non ha più soldi per mangiare.


Si è pensato alla sostituzione della card con ticket, i quali avranno una commissione dell'8% contro quella attuale del 1,2%, perdendo anche lo sconto del 5% sui prodotti concordati con la grande distribuzione… Un affare da non perdere: ma per chi? e perché il circuito Mastercard, scelto senza gara pubblica?


Il paradosso è che non tutte le famiglie povere ottengono la social card. L’incidenza della povertà è altrettanto grave, se non maggiore, tra le famiglie con un solo genitore o con molti figli. Perché è il numero, non l’età dei bambini a esporre i nuclei familiari al rischio povertà. Così il requisito finisce per escludere dalla misura la maggior parte delle famiglie con redditi nulli o molto bassi.


Quante famiglie superano la soglia di povertà grazie alla social card? Poche. Dal momento che il trasferimento è esiguo e a cifra fissa, soltanto un limitato numero di famiglie – peraltro già in prossimità della soglia di povertà – la superano grazie al trasferimento. Per i nuclei familiari con un Isee nullo o inferiore a 5mila euro, il tasso di permanenza in situazione di povertà è del 100 per cento. Risulta così evidente l’inadeguatezza dello strumento nell’alleviare situazioni di grave disagio economico.


Qualcuno in tempi non sospetti disse che era una perfetta bufala. Una delle tante fatte per buttare fumo negli occhi degli italiani da usare poi come slogan.


 


BONUS FAMILIARE


Per aiutare le famiglie si è pensato anche a un bonus sulla base del reddito percepito, ottenibile compilando un apposito modulo messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.


Gli aventi diritto saranno in riferimento al reddito del 2007 per la somma di:




  • 200 euro per pensionati soli con reddito non superiore ai 15.000 euro.

  • 300 euro per due componenti il cui reddito non sia superiore ai 17.000 euro.

  • 450 euro   per tre componenti il cui reddito non sia superiore ai 17.000 euro.

  • 500 euro   per quattro componenti il cui reddito non sia superiore ai 20.000 euro.

  • 600 euro   per cinque componenti il cui reddito non sia superiore ai 20.000 euro.

  • 1.000 euro per più di cinque componenti il cui reddito non sia superiore ai  22.000 euro.

  • 1.000 euro se ci sono portatori di handicap con reddito complessivo non superiore ai 35.000 euro.



È un beneficio dato a un solo componente della famiglia e non costituisce reddito ai fini fiscali, né contributivi, né assistenziali, né per il rilascio della carta acquisti.


La richiesta deve essere presentata entro il 31/01/2009 sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare, per il periodo d'imposta relativo al 2007, ed entro il 28/02/2009 sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare, per il periodo d'imposta relativo al 2008. Il modello e le istruzioni sono disponibili presso il sito internet dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it o dal sito del Ministro dell’Economia delle Finanze  www.finanze.gov.it 


La domanda viene presentata ai sostituti d'imposta presso cui il richiedente lavora o all'ente pensionistico di cui si fa parte o all'Agenzia delle Entrate.


Pare evidente che il bonus non andrà alla maggior parte delle famiglie essendo i limiti di reddito troppo bassi per potervi accedere. È l’ennesima presa in giro, L’ennesima occasione per farsi pubblicità, l’ennesima volontà di mantenere i ceti sempre più ben distinti.

 
 
 
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