Creato da Nannim il 17/07/2005
un blog di appunti

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FORUM FREQUENTATI

FACEBOOK

 
 

Ultime visite al Blog

merolli.andreafreddycrugyjppiwild42pimaxpdavid75gallinellibatmizioliberati.umbertoultramotardhrubesch1985bernardo.gabrielloilarita1974czrockaigor69mfoxy
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« Il Primo GiornoCAVALLI STANCHI »

All'origine dello spreco

Post n°4 pubblicato il 18 Luglio 2005 da Nannim

Ci si lamenta della quantità di energia che consumiamo. E' vero, uno scialo continuo, spesso del tutto inutile, sempre costoso e destinato a diventare sempre più costoso man mano che le risorse si esauriscono o diventano inadeguate. Che razza di specie siamo - si dice in giro - che riescer a far terra bruciata del suo ambiente in modo così insensato? Ebbene è nel nostro albero genealogico che dobbiamo cercare le origini di questo comportamento. Non è proprio esatto dire che i mammiferi discendano dai rettili, diciamo piuttosto che abbiamo un origine comune, Certo che i rettili di energia ne consumano di meno. I rettili sono eterotermi, almeno quelli viventi oggi, sembra che i dinosauri qualche forma di omotermia ce l'avessero, anche se probabilmente non così dispendiosa come quella dei mammiferi. In particolare i rettili volanti credo che avessero necessità di mantenere caldo il proprio corpo ben al di sopra della temperatura ambientale. Volare è costoso, come ben sanno le attuali compagnie areonautiche commerciali, in perenne crisi di liquidità. Ma i mammiferi scelsero di mantenere alta la loro temperatura corporea senza averne una necessità così stringente, come pterodattili o uccelli, vivevano e vivono, per la maggior parte, a terra, una buona parte abita regioni calde, dove gli animali a sangue freddo prosperano e raggiungono dimensioni notevoli. Eppure tengono sempre il riscaldamento acceso. Non è uno scherzo o un trucco contabile: questi sprechi si pagano. O, per meglio dire, li si fanno pagare agli altri. Perché per scaldarsi ci vuole il combustibile, e il combustibile è il cibo. I rettili mangiano pochissimo, i grandi rettili, come i coccodrilli o i pitoni, si accontentano di una preda una volta alla settimana o al mese, se necessario possono restare mesi senza cibarsi. Magari muovendosi poco eppure conservando una riserva di energia sufficente ad attaccare il primo disgraziato che capita a tiro. Un comportamento saggio, rapportato a quello insensato dei mammiferi ed a quello addirittura folle degli uccelli. Al contrario che fra gli aereoplani tra gli uccelli più si è piccoli più si consuma. Un colibrì non può stare più di qualche minuto senza mangiare. Una volta, ero in Brasile, un colibrì entrò in casa, svolazzò qualche minuto senza trovare la finestra. Poi le sue ali rallentarono e non riuscì più a sostenersi. Lo raccolsi e lo portai all'esterno vicino ad uno di quei distributori di acqua zuccherata con un'apertura a forma di fiore che sono concepiti appositamente per sfamarli, infilai il suo becco nell'apertura e lui ciucciò un po' e subito volò via. Altrimenti sarebbe morto. E' finché si tratta di erbivori, beh, pazienza, certo che gli erbivori passano la maggior parte del loro tempo a mangiare, non c'è spazio quasi per nient'altro, nella loro vita. A parte le attività connesse alla procreazione. Anche queste a volte con uno spreco di risorse impressionante. Ma i carnivori devono uccidere, se vogliono mantenere il loro tenore di vita da omotermi. Immaginiamo il mondo dei dinosauri come una sorta di incubo pieno di zanne laceranti, corna trafiggenti, mazze caudali percuotenti, ma doveva essere un mondo assai più tranquillo di quello di oggi. Non mangiavano certamente tutti i giorni, i dinosauri. Noi e i nostri cugini invece uccidiamo continuamente, costringendo le prede ad impegnare sempre nuove risorse per difendersi, a consumare sempre più energia sottraendola all'ambiente in una spirale folle e distruttiva. Ecco da dove veniamo, forse dovremmo riflettere... Affrontare il problema alla radice. Andare in letargo l'inverno potrebbe essere una buona soluzione, abbassare il nostro metabolismo quando non c'è la necessità di correre. Magari vivremmo di più...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963