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Un sogno dall'archivio dei sogni

Post n°28 pubblicato il 25 Luglio 2005 da Nannim

Il sogno, nonostante la presenza di creature mitologiche, ha piuttosto le caratteristiche di una storia di fantascienza. Sono, in compagnia di un paio di persone, in un posto aperto, ondulato, non si cedono ne edifici ne alberi, una prateria. Arrivano tre centauri, due sono maschi e la terza, molto più piccola, è un femmina. I tre centauri sono proccupati, di recente sono stati liberati da un qualche tipo di condizionamento ed ora potrebbero far del male o persino torturare degli uomini e la cosa non gli piace affatto. Ma potrebbe essere necessario perché c’è un conflitto in corso, legato a qualcosa che si trova, o sta succedendo, su di un’alta collina distante di fronte a noi. Uno dei centauri mi solleva le palpebre come farebbe un medico e guarda nel mio occhio. Dice che sono ammalato. In effetti non mi sento bene, ma ora sono in uno stato di semiveglia. Mi rendo conto che sono sdraiato a pancia in giù sul mio letto, qualcosa mi grava sulla schiena ma non in modo troppo sgradevole, penso che sia mia moglie, ma mia moglie dorme in un’altra stanza. Sento nitrire due volte, nitriti che riecchegiano stranamente nella mia testa e poi qualcosa mi stringe la nuca e la lascia andare. A questo punto mi sveglio del tutto. Ho molto freddo, mi alzo, mi bevo un po’ di succo d’ananas e poi prendo una coperta di lana e la sistemo sul letto. Ma comunque fatico ad addormentarmi, così accendo il computer e scrivo il sogno. Sono le quattro di una notte di inizio autunno.

 
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