Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Tempi e costumi.

Post n°2144 pubblicato il 02 Luglio 2022 da fedechiara
 

Tempi e costumi.
Se c'è una storia che ci rivela la trista coazione a ripetere della folta schiera dei guerrafondai filo Nato a favore di ogni cosa che odori di ucraino è la storia della zuppa diventata 'patrimonio dell'umanità' (sic). Che se fosse avvenuto prima della presente guerra, diciamo un decennio prima, avremmo potuto prendere in considerazione, curiosi, l'assaggio e sentirne il forte sapore (c'è dentro carne di porco, mi dicono, il che esclude una larga parte di 'umanità' dal ritenerla suo 'patrimonio') e discutere se il premio e la gratifica erano pertinenti e pienamente giustificati – considerato che molti altri primi piatti potevano farle concorrenza, che so, la zuppa d'orzo grigionese (dei Grigioni), calda e cremosa per i dopo sci, o i canederli agli spinaci con burro fuso, per dirne due, o la nostra carbonara con le bizzarre varianti in amatriciana e puttanesca; si nomini una giuria internazionale e si indica la gara dei gustibus.
Ma no. Ucraina dovunque, quantunque e sebbene e purchessia, ad onta di ogni senso del limite e del sensato. Aspettiamoci che uno speciale mestolo ucraino, rivisitato e con una sua speciale arcuazione funzionale, vinca il premio annuale del design o una qualche sedia del nonno (ucraino) quella della fiera mondiale dell'antiquariato, dopo che agli europei di canto abbiamo avuto dimostrazione di quella speciale predilezione dei media e dei giudici partigiani e di un pubblico addomesticato per ogni rimbalzo di ucraino e obbligato seguito sui tiggi delle dichiarazioni belliche di Zelensky - attor giovane di grande talento e abilità nell'allestimento dei 'sets' televisivi di guerra.
Il tutto mentre viviamo un tempo sospeso delle nostre vite in attesa degli annunci in televisione delle prime esplosioni termonucleari. Londra la prima, pare, si dice, a causa del suo bellicismo sfrenato e più realista del re Nato americano.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, cibo e spazio al chiuso

 
 
 

La nave dei folli.

Post n°2143 pubblicato il 02 Luglio 2022 da fedechiara
 

02 luglio 2019
«Perché si vede sorgere d'un tratto la sagoma della nave dei folli, e il suo equipaggio insensato che invade i paesaggi più familiari? Perché, dalla vecchia alleanza dell'acqua con la follia, è nata un giorno, e proprio quel giorno, questa barca?
[…]
La follia e il folle diventano personaggi importanti nella loro ambiguità: minaccia e derisione, vertiginosa irragionevolezza del mondo, e meschino ridicolo degli uomini.»
(Michel Foucault, 'Storia della follia nell'età classica[1]) 

La nave dei folli (Das Narrenschiff) è un'opera satirica in tedesco alsaziano di Sebastian Brant, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1494 a Basilea.
Finiremo per auto convincerci che siamo tutti relativamente ricchi o benestanti e che tutte le disgrazie che capitano all'interno del Belpaese siano fake news o bazzecole di cui non mette conto di parlare perché dobbiamo 'essere umani' e misericordiosi e concentrarci come un sol uomo sulle terribili emergenze umanitarie dei profughi di ogni genere e latitudine e delle masse di clandestini che hanno deciso di concorrere, a mucchi, a sciami, alla lotteria dei naufragi organizzati e di farci pagare lo scotto economico di una assistenza indebita e di un disordine sociale conseguente - in gran parte ascrivibile alle leggi di conio U.E.
Vedi il gruviera di Schengen dei clandestini sciamanti per ogni dove e il trattato di Dublino che consente alla Germania di rimandarceli sedati (i soli rimpatri autorizzati, ahinoi) e quel fumoso 'diritto internazionale' che, secondo alcuni iper generosi e accoglienti a prescindere (pd, Vaticano e dintorni) vanificherebbe ogni altra legge e disposizione e regolamento nazionali.
Mai, a memoria d'uomo, si era vista una tale sparizione in prima pagina di ogni e qualsivoglia tematica relativa ai problemi indigeni e nazionali (brevemente l'esplosione del Ponte Morandi e qualche spruzzata di scioperi e di fabbriche chiuse o che chiuderanno a breve) e, in parallelo, l'ascesa in cronaca e immediata santificazione di Carola Razzo (Rackete) patrona di migranti e clandestini – da portare a forza e con smaccata violazione delle leggi e con violenza di attracco drammatico nel molo di Lampedusa e lo schiacciamento di una imbarcazione della Finanza che, inutilmente, ha provato a ostacolarla.
Ma i santi, si sa, sempre si mandano assolti – e ne seguono le benedizioni e le processioni dei molti fedeli e le donazioni e gli oboli e gli ex voto dei migranti beneficati – che si sentono in dovere di dirci, nelle interviste, che le loro migrazioni sono 'cosa buona e giusta' e diritto internazionale dei popoli di ogni paese diverso di andare dove gli pare a piacimento.
Siamo 'No borders', il mondo è nostro, cicca, cicca, cicca, e chi la pensa diversamente è un fascista dichiarato e un Hitler redivivo da espungere dal civile consesso globale a forza di insulti sanguinosi e invettive e 'Bella ciao' cantata a squarciagola (sic).
La nave dei folli Italia va, col codazzo dei barconi festanti dei 'no borders' felici dei molti taxi delle o.n.g. a loro disposizione che si apprestano a bissare il successo di Carola e a sfidare Salvini - certi della impunità dovuta ai santi e ai martiri in pectore che il Vaticano presto celebrerà in un suo speciale Giubileo dell'Accoglienza.
Orate fratres. Questo è quel mondo. Sursum corda. Alleluia.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Gli afosi giorni dei luglio.

Post n°2142 pubblicato il 01 Luglio 2022 da fedechiara
 

Se in un afoso giorno di inizio luglio...01 luglio 2015

...il distratto tele-ascoltatore ascolta la storia di una famiglia campana convertita in blocco al più ottuso oscurantismo islamista e vede in video il viso solare di una ridente fanciulla 'nostrana' che di nome faceva Maria Giulia e, una volta insaccata dentro il nero, spaventoso niqab dei malintesi precetti coranici decide per Fatima – e il nostro ministero degli Interni e i funzionari dell'intelligence ci informano che quei tali sono spariti dentro il buco nero dell'odierna crociata islamista lanciata contro di noi, 'infedeli' occidentali – da sterminarsi a mucchi sui lettini delle spiagge o nelle redazioni di 'charlie' o (speriamo di no) nelle piazze estive fitte di popolo festante e ignaro del mostro che andrà ad inghiottirli: di un qualche 'kamikaze' pronto ad immolarsi per chissà quale 'causa' e 'paradiso' conquistato in premio per l'atto di maledetta barbarie.
Se in un afoso giorno di luglio il distratto tele-ascoltatore si chiede dentro quale culo di sacco e foiba della storia evolutiva siamo finiti e ci dibattiamo impazziti l'uno sopra l'altro, che cosa gli risponderebbe un accogliente 'buonista' della sinistra di s-governo? Che così va il mondo, - mettersela via e farsene una ragione di questo girone infernale che abitiamo all'inizio del terzo millennio delle 'magnifiche sorti e progressive'?

 
 
 

I libri di Storia e le fake news.

Post n°2141 pubblicato il 29 Giugno 2022 da fedechiara
 

I libri di Storia e le fake news.
Si sente il bisogno di una parola chiara, in questa temperie culturale del terzo millennio in cui gli spudorati produttori di fake news e i propugnatori del pensiero unico globalista e occidentalista della stampa e delle televisioni mainstream denunciano in tivù i loro opposti di distrazione e falsificazione su internet e sui social media, la loro bestia nera.
Della serie: 'Ma da che pulpito ci viene la predica!'
Una parola chiara che ci dicesse, con l'autorevolezza dei testi scolastici d'antan, quelli di Storia in particolare, come davvero si è svolta la 'guerra di Ucraina' (correva l'anno...) e quali effettivi misfatti vi sono stati commessi da ambe le parti - perché le narrazioni di guerra che ci vengono dai presenti reporters televisivi sono largamente inaffidabili e talmente partigiane da muovere i sorrisi di compatimento.
Leggere, finalmente, qualcosa come, sul Bignami: 'Napoleone perse la battaglia di Waterloo e fu l'inizio della sua fine.' 'Ei fu siccome immobile'.
E passi che, a ben leggere e studiare, la famosa battaglia fu combattuta nei pressi del villaggio di Mont saint Jean e Waterloo si trova a chilometri di distanza. https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Waterloo
Una certa dose di 'fake news' d'annata e/o approssimazioni dobbiamo accreditarla anche sui testi scolastici e 'Dio salvi i professori di Storia' e il professor Barbero perché le inesattezze sono sempre dietro l'angolo - e su quelle fondano le loro narrazioni colpevoli i cosiddetti 'negazionisti'.
Viva, viva Wikipedia (e contribuite alla sua sopravvivenza con le doverose donazioni).
Ecco, un giorno, speriamo non lontano, la presente cronaca della 'guerra di Ucraina' si farà Storia, inappellabile e indiscutibile, e sui testi scolastici leggeremo, (forse, chissà): 'La Nato fu pesantemente sconfitta nella sua guerra per procura in Ucraina e l'ordine occidentale e l'impero economico Europa-America conobbe il declino che è sotto i nostri occhi.'
Nella segreta speranza di non dovervi leggere oltre: 'La guerra della Nato contro la Russia si combatté, per la prima volta, con l'uso devastante delle testate termonucleari che distrussero le principali metropoli europee e americane e le principali città russe e cinesi.'
('...quel giorno più non vi leggemmo avante.' Dante - Inferno)
Correva l'anno...

 
 
 

Lenzuola strappate.

Post n°2140 pubblicato il 29 Giugno 2022 da fedechiara
 

Il lenzuolo liso e gli strappi annunciati - 29giugno 2016

Non ho personali problemi con la globalizzazione. In questa città è esplosa da parecchi decenni sotto asfittica e, per certi aspetti, miserevole veste turistica e, noi veneziani, conviviamo imprecando con gli sciami, le greggi e la Babele delle lingue rassegnati alle cifre del numeratore che – nella farmacia di campo san Bortolo – mostra il quotidiano esodo di chi scappa dalla città e chissà dove si rifugia, - dato che Mestre ha l'aspetto di un'altra Babele, ma più cupa e simile alla Sarajevo di prima della deflagrazione del conflitto etnico e tribale della ex Jugoslavia.
Ho ('avevo' e vi spiegherò più avanti perché il verbo è, di recente, andato al passato) dei problemi, invece, ad accettare che tutti gli appartenenti alla schiera dei 'buonisti' - di ogni genere e tipo: dai pii e mistici seguaci di Francesco ai tragici seguaci di Renzi e dell'imbelle Juncker per finire cogli sventati e incurabili 'no borders' – tutti i 'buonisti', dicevo, ci facessero la morale e si impancassero a Soloni del solo ed unico verbo coniugabile ed accettabile (a loro modestissimo avviso) in questi tristi anni di tempesta terroristica globale, di quartieri islamici delle grandi metropoli europee che sono grembo e sicuro rifugio di 'radicalizzati sul web' e 'foreign fighters' - e sono le 'Londonstan' e le 'Belgistan' e le 'Parigistan' (ma anche Chies d'Alpago - Bl) che hanno, infine, causato il terremoto della 'Brexit' e, forse, chissà, l'inizio del tracollo di quest'Europa malissimo governata e che non sa più a che santo votarsi per 'tirare a campare'.
E tocca a noi cattivisti/realisti, oggi che la Brexit li scompiglia, li terrorizza, li affanna ed angoscia (e hanno torto ancora una volta sul merito), chiedere ai 'buonisti' di ogni categoria ed appartenenza di 'cambiare registro' e rivedere i meccanismi neuronici dei loro pensieri sbagliati e così gravidi delle tragedie europee legate ai troppi migranti che abbiamo accolto - senza troppo preoccuparci di sapere se potevamo integrarli, se c'era lavoro per tutti (le famigerate 'banlieues' sono sacche di disoccupazione e 'disagio sociale' da decenni) – e la sola litania stolida che ascoltavamo erano i dati disaggregati, e perciò menzogneri, sui migranti che riempiono i buchi demografici della vecchia Europa e quelli dell'Inps, perché, tanto, recita le leggenda metropolitana buonista, poi se ne ritornano al paese e ci lasciano il gruzzoletto. Non sarebbe male se qualche serio ricercatore universitario facesse una puntuale ricerca sul merito di quest'ultima cosa e riaggregasse i dati e rivedesse le proiezioni che, sono facile profeta, porterebbero a conclusioni diversissime.
Ecco, vi ho spiegato il perché di quel verbo al passato, oggi che uno squarcio drammatico sul liso lenzuolo di un'Europa - che, da decenni, traccheggiava e boccheggiava in cronaca, mostrandoci le visioni oscene della 'giungla di Calais' e quelle di Ventimiglia, e le stazioni europee e i treni presi d'assalto dai nuovi barbari, e tutti quei morti sulle strade di Parigi e Bruxelles e la libertà di stampa e di pensiero assassinata nella redazione di 'Charlie Hebdo – quel lenzuolo liso, e che continuerà a strapparsi, ha rivelato che nessun governo della questione immigratoria c'è stato e ci sarà a breve e sarà un compito immane di coloro che sostituiranno i presenti s-governanti riuscire a dare un senso ai numeri degli ingressi futuri e alla loro compatibilità sociale ed economica e ai conflitti annunciati.
Ma il futuro ricomincia sempre e 'ne vedremo delle belle' e di tragiche, ahinoi, perché i guasti e i nefasti futuri mostrano la loro maledetta nemesi proprio su quegli strappi al lenzuolo liso di cui sopra.
E c'è ancora chi si sorprende del cambiamento di sponda politica di gente che 'votava a sinistra da una vita' e che ha pazientato per decenni come Giobbe e le sue piaghe immedicabili, sperando in un ravvedimento operoso di quegli inutili deputati europei che oggi si provano a riempire i vuoti lasciati dagli inglesi negli scranni dell'europarlamento. Sipario.

 
 
 
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