Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Il nesso mancante di Alfano, i naufragi organizzati e il grimaldello della pietas che scardina la legalità repubblicana

Post n°1154 pubblicato il 17 Febbraio 2020 da fedechiara
 

E le 'menti raffinitassime' dei dirigenti dell'Isis nel corso delle loro riunioni hanno deciso di scatenarci contro le orde dei 'migranti' (500.000, dicono le cronache) perché sanno che su tanta questione il popolo italiano è profondamente buono e andiamo in affanno, respiriamo a fatica - e andiamo a raccoglierli pietosi perfino a cinquanta miglia nautiche dalle coste libiche, anche se non sappiamo più dove stiparli e i prefetti litigano quotidianamente coi sindaci per appiopparne un centinaio in più ai vari comuni ogni giorno che Dio manda in terra.

E sanno, quelli dell'Isis, che le eventuali tragedie che conseguiranno a questa spedizione punitiva biblica, e il Mediterraneo che si fa si fa fossa comune per chi non ce la fa, ci causeranno le atroci sofferenze che si leggono sui giornali: il tormentone-grimaldello della 'pietas' che si deve ai 'rifugiati' - che, in stra grande maggioranza tali non sono bensì migranti economici che pagano fior di dollaroni ai mercanti di schiavi per violare le nostre frontiere; si leggano a questo proposito le statistiche e le risultanze dei lavori delle apposite commissioni.

E ieri, l'Alfano Furioso perdeva il lume dei nessi logici in pubblica intervista e diceva che, si, il rischio di importare terroristi in sonno e in pectore c'è, ma 'non vedo il nesso coi migranti'. Sottoponiamogli i titoli dei giornali di ieri e di oggi e chiediamogli che cosa ne pensa dei terroristi di seconda generazione che uccidono a Parigi e Copenhagen e degli adolescenti che, in Francia, hanno profanato le tombe in un cimitero ebraico. 
Magari un qualche 'nesso' c'è e la maggioranza dei lettori ed elettori lo vede e lo coglie e gliene chiederà, prima o poi, il conto politico.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, natura e acqua

A proposito di chi blatera di integrazioni possibili.

«L’Occidente dimentica che il rifugiato proviene da una trappola culturale che si riassume soprattutto nel suo rapporto con Dio e la donna. (...) Non basta accoglierlo dandogli dei documenti e un dormitorio. Bisogna offrire asilo al corpo ma anche convincere l’anima che deve cambiare. L’Altro arriva da questo vasto universo doloroso e spaventoso che sono la miseria sessuale nel mondo arabo-musulmano, il rapporto malato con la donna, il corpo e il desiderio. Accogliere l’Altro non significa guarirlo». Daoud ha avuto il coraggio di denunciare una realtà che conosce bene, provenendo lui da quel mondo, e vivendo ancora ad Orano, in Algeria. (...)

 
 
 

Mali comuni nessun gaudio

Post n°1153 pubblicato il 16 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Mali comuni nessun gaudio.

La primavera è già tra noi, sappiatelo, e chi è uscito a passeggiare tra le 12 e le 15 non può che confermare che l'aria era dolce, il sole forte, e gli alberi, molti alberi, sono già pronti con le gemme di fuori a vestirsi di tenui colori e del verde tenero delle foglioline. D'altronde ce lo aveva annunciato già la Candelora che 'dall'inverno semo fora'. E la primavera, si sa, cancella anche le notizie tristi degli infettati e dei morti della pandemia cinese, sempre loro, mannaggia, leggetevi la pagina di wikipedia più sotto.
E dopo questo incoraggiante incipit sulla stagione nuova che ci conforta e ci fa sperare in un anno ancora di vita (e forse più), pur se il 20-20 è bisesto e catastrofico, vi invito (ubi maior minor cessat) a immaginare i nostri telegiornali in viaggio nel tempo, con i presenti e garrulli conduttori televisivi che ci danno conto puntuale e dettagliato dell'epidemia di 'spagnola' - iniziata in sordina nei campi militari e nelle trincee nel 1917 e che fece milioni di morti. Le cifre esatte si fatica a rintracciarle a causa della guerra in corso e del silenzio dei 'media' - allora in fasce e pochi i giornalisti al fronte e quei pochi invitati perentoriamente a tacere perché 'il nemico ci ascolta' e guai a spargere notizie che distruggessero vieppiù il morale dei soldati e delle popolazioni.

E il confronto non può che confortarci e relega il famigerato, presente 'coronavirus' a sottospecie pandemica di categoria inferiorissima di soli 1700 e passa morti (al momento); una bazzecola rispetto alla 'spagnola' che spagnola non era, bensì 'cinese' anch'essa, - leggete sempre più sotto con attenzione.
E considerate le 'condizioni al contorno' degli ospedali da campo militari e le strutture ospedaliere ridotte a poco più che lazzaretti in quegli anni di guerra e pochi antibiotici e anti virali a disposizione e avrete conforto dalle presenti notizie che ci impaurano: di un 'coronavirus' novella peste bubbonica pretesa del terzo millennio globale. 

Ma occhio all'espansione del virus in Africa, continente fragile e poco attrezzato a far fronte a una pandemia aggressiva - e forse i 'barconi' in partenza dalle coste libiche verranno tenuti a freno più da questa nuova catastrofe globale in espansione che dalle cattive politiche immigratorie del governo giallo-rosso che flirta con le o.n.g. taxi del mare. Chi vivrà vedrà.

Estrapolazione da Wikipedia alla voce 'Spagnola'.

Vi sono, tuttavia, varie ipotesi precedenti sull'origine dell'epidemia. Alcuni hanno ipotizzato che l'influenza abbia avuto origine in Asia orientale.[29] Claude Hannoun, il principale esperto dell'epidemia per l'Istituto Pasteur, affermò che probabilmente fosse un virus proveniente dalla Cina e che fosse mutato negli Stati Uniti vicino a Boston per poi diffondersi a Brest, in Francia, nei campi di battaglia dell'Europa, utilizzando i soldati alleati e marinai come principali diffusori.[30] Inoltre egli prese in considerazione altre possibili ipotesi di origine, come la Spagna, il Kansas e Brest, ma non le ritenne verosimili. (..) Nel 2014, lo storico Mark Humphries del Memorial University of Newfoundland in Canada, ha evidenziato che lo studio di alcuni documenti da poco rinvenuti ha confermato che uno degli eventi collaterali della guerra, la mobilitazione di 96 000 lavoratori cinesi chiamati a prestare servizio dietro le linee britanniche e francesi sul fronte occidentale della prima guerra mondiale, potrebbe essere stata la fonte della pandemia. Nel rapporto, Humphries dimostra di aver trovato prove archivistiche di una malattia respiratoria che colpì la Cina settentrionale nel novembre del 1917 e che fu identificata un anno dopo dai funzionari della sanità cinesi come identica a quella "spagnola".[32][33] Un rapporto pubblicato nel 2016 sul Journal of the Chinese Medical Association non ha, tuttavia, riscontrato prove sufficienti del fatto che il virus del 1918 sia stato trasmesso in Europa attraverso soldati e operai cinesi provenienti dal sud-est asiatico. Invece, vennero evidenziate prove che il virus circolasse negli eserciti europei già da mesi, e forse da anni, prima dello scoppio della pandemia del 1918.[34]

IT.WIKIPEDIA.ORG
L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la grande influenza o epidemia spagnola, fu una pandemia influenzale, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, la prima delle due pandemie che coinvolgono il virus dell'influenza H1N1.[2] Essa arr...

 
 
 

Riflessioni mancate

Post n°1152 pubblicato il 15 Febbraio 2020 da fedechiara
 

 

 

 

Qualche millennio di ulteriore riflessione avrebbe giovato, credo.

L'immagine può contenere: 1 persona, barba, il seguente testo

Ma c'è anche chi vi è ritornato, sugli alberi. https://it.wikipedia.org/wiki/Il_barone_rampante

 

 

 

 

 
 
 

Menti raffinatissime e carnevali medievali

Post n°1151 pubblicato il 15 Febbraio 2020 da fedechiara
 

Crociate e carnevali

Devono avere delle 'menti raffinatissime' dalle parti del califfato e dell'esercito dei combattenti fanatici dell'Is. Perchè sanno usare bene e meglio di noi l'eco assordante dei 'media' e trovare la parole che più colpiscono la nostra fragile (e un filo psicolabile) 'opinione pubblica'.

Ed ecco che quel moderato e pacificissimo ministro degli esteri italiano che risponde al nome di Gentiloni, nei comunicati dei responsabili della comunicazione dell'Is diventa un 'crociato' e, per proprietà transitiva, lo diventiamo tutti noi, genti dell'Occidente evoluto e alfieri delle libertà totali che ci diciamo coralmente e rabbiosamente 'Charlie'.

Ma lo siamo davvero 'Charlie'? Quanto saremmo disposti a 'dare la vita' per questo valore secolare che abbiamo coltivato e svogliatamente difeso lungo la nostra storia recente, se davvero le armate dell'Is varcassero il mare nostrum e mettessero piede sul suolo europeo, precedute da uno stillicidio di attentati e assassinii - come quelli avvenuti ieri in Danimarca e che avranno un sicuro seguito, a detta delle 'intelligences' dei diversi stati nazionali?

Forse i Carnevali che impazzano per ogni dove in questa nostra Europa che 'folleggia in allegria' non sono il momento migliore per avere una risposta. Dovremo aspettare i percorsi filosofici della prossima Quaresima per rispondere adeguatamente a questa sfida all'ultimo Medioevo di ritorno che ci lancia l'esercito del califfato. 
E sarà una 'guerra dei trent'anni', una 'crociata' dietro l'altra fino a che non verrà dimostrato ai bis nipoti che trionferà la morale oscurantista dei califfi o che una nuova Lepanto ce li toglierà dai coglioni. 'La seconda che hai detto.' mi dice compiaciuto un caro amico con cui parlo di queste strane e orrende cose del terzo millennio. 
Però lui è uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, ahinoi.

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Il mondo rotto ci racconta che una persona perbene, un moderato fatto e finito come Gentiloni, si dice 'pronto a combattere' in Libia contro lo strapotere delle fazioni legate all'Isis del nuovo califfo.
'Naturalmente sotto l'ombrello dell'Onu.', precisa Gentiloni.
E ci piacerebbe vedere all'opera i nostri militari in questa strana riedizione di 'Faccetta nera, bella abissina...' purgata dell'impero e pensata quale 'operazione chirurgica' finalizzata ad estirpare il bubbone terrorista - e capire se ci saranno anche 'azioni di terra' e come reagirà l'opinione pubblica italica, fitta di buonisti e pacifisti e anime belle, alle notizie dei primi morti o di ostaggi 'decollati' in tuta arancione.
E chissà se e come, una volta attestati sulla sponda africana, sapremo ostacolare e governare il flusso dei 'migranti' e separare il grano dal loglio dei veri 'rifugiati' aventi titolo di accoglienza e la stragrande maggioranza, invece, di 'migranti economici' che affollano i nostri centri di accoglienza e vengono rispediti al mittente col gontagocce. Chi vivrà vedrà. Mala tempora currunt.
L'immagine può contenere: una o più persone, spazio all'aperto e natura

 
 
 

Vanitas vanitatum

Post n°1150 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da fedechiara
 

14 febbraio 2014


C'è un tempo per amare e un tempo per festeggiare san Valentino. 

 

Facebook ha fatto anche cose buone, ammettiamolo. Ha riunito il mondo in un libro delle facce che possiamo sfogliare pigramente con dei 'click' - e possiamo riempirci di 'amici' che mai avremmo conosciuto e 'seguito' in altri tempi e che mai conosceremo di persona, mannaggia. A me, ad esempio, ha chiesto l'amicizia una coppia di famosissimi ballerini di tango, nientemeno, - ma sospetto che abbiano usato un algoritmo che ha evidenziato un potenziale allievo dei corsi di tango che patrocinano in zona.
Per tacere il fatto che ci ricorda i genetliaci di tutti coloro che adorano festeggiarli - e le ricette della nonna Angelina di Taranto o dell'amica tunisina che balla la danza del ventre e ha sperimentato con successo, in una riunione condominiale, un suo cous-cous anatra e mandorle e uvette che ha messo tutti d'accordo.
E pazienza se, passato un mese o un anno, di tutte quelle amicizie voracemente collezionate d'impulso resta la cenere di un fuoco che si è spento perché, lo dice l'Ecclesiaste sulla sua 'pagina facebook' (punto com): 'C'è un tempo per collezionare e un tempo per cancellare.', gli amici che in tanti si sono affollati sui nostri profili, defilandosi poi, una volta capito chi siamo e di quale zampa andiamo zoppi.
E Zuckenberg ha, oggi, le sue belle gatte da pelare con tutti gli s-governi mondiali, di destra e di sinistra, che gli chiedono di cancellare le famigerate 'fake news' – e non è facile evidenziare le fonti di ogni notizia e la loro credibilità e affidabilità – e gli chiedono di bannare gli 'odiatori', mantenendo, nel contempo, l'apparenza di un portale che rispetta le libertà di pensiero e di scritto di ognuno e tutti.
Ma è il tempo, il nemico di Zuckenberg e della sua prodigiosa creatura, che così tanti soldini ha infilato nel suo salvadanaio virtuale. Il tempo che tutto ossida e neglige e, sopra tutto, stende la sua fastidiosa patina di oblio. C'è un tempo per gli entusiasmi e le passioni e un tempo per le ricorrenze. Visitate la pagina facebook dell'Ecclesiaste.com. e chiedetegli l'amicizia. 

IT.WIKIPEDIA.ORG
Vanitas vanitatum et omnia vanitas (in italiano, "vanità delle vanità, tutto è vanità") è una locuzione latina. Come Nihil sub sole novum, la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana - in cui ricorre per due volt...

 
 
 
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