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L'affanno di ieri e di sempre.

Post n°2624 pubblicato il 10 Giugno 2023 da fedechiara
 

Due notizie si confrontano nelle cronache di oggi relative ai 'migranti' e alle modalità del loro 'migrare'. Ma, prima, è necessario sottolineare la scelta giornalistica e televisiva del soavissimo verbo 'buonista' e il sostantivo che ne derivano. Si 'migra' come fanno gli uccelli: a stormi, belli a vedersi stagliati contro il cielo - e 'migrare', per proprietà transitiva, è in linea con il dettato di Natura; chi siamo noi per ostacolarlo.
Niente a che fare con quella brutta cosa che si fa, scientemente e colpevolmente, per mare ogni santo e maledetto giorno da trenta e più anni a questa parte: di pagare cifre folli a maledetti scafisti e all'organizzazione criminale che sta a monte del commercio di vite umane nei porti libici e tunisini che organizzano quotidiani naufragi pre confezionati su richiesta dei pretesi 'migranti'.
E i taxi delle ong al largo, pronti a completare il trasbordo e a violare le leggi e i regolamenti relativi all'immigrazione clandestina sotto mentite spoglie.
Ma torniamo alle due notizie in cronaca oggi. La prima è l'arrembaggio a mano armata ad una nave commerciale da parte di alcuni di quei pretesi 'migranti'. Non più soavissimi uccelli in pacifica 'migrazione' stagionale, quindi, bensì avvoltoi predatori lanciati all'assalto della carcassa Europa.
Un 'commando' di genti intese ad imporre manu militari il loro diritto ad emigrare e ad occupare gli Stati costieri preposti all'accoglienza 'dovuta'. Azione temeraria conclusa dalle nostre forze armate – e ci auguriamo che ne conseguano i provvedimenti di giustizia relativa a quel genere di crimini.
Nessuna relazione con il siriano 'richiedente asilo' che, l'altro ieri, accoltellava soavemente dei bambini in un parco ad Annecy, però l'uso ripetuto in cronaca dei coltelli tribali da parte di alcuni nostri ospiti immigrati un qualche maledetto apparentamento ce lo propone e indispone gli ospiti europei relativamente alla facile accoglienza 'dovuta' – per sottolineare il Verbo evangelico di alcuni, troppi buonisti da tre palle un soldo.
E l'altra notizia è su 'la Repubblica' di oggi, e ci dà conto dello sfregio dei cadaveri di alcuni 'migranti' recuperati nel mare di Tunisia e lasciati a terra nell'obitorio – dove, supponiamo, non c'è un quotidiano affollamento di cadaveri se non nel ricorrere di una qualche 'catastrofe umanitaria' quali ci propongono, un giorno si e l'altro pure, i famigerati 'naufragi organizzati' dai criminali notori del commercio di vite umane.
Ma per la redazione di 'la Repubblica' ecco l'occasione ghiotta per attaccare pretestuosamente la politica del presente governo - che ben poco fa di suo, in effetti, per arginare l'onda di tsunami immigratoria se non il favorire i necessari accordi politici (onerosi) con gli s-governi di Tunisia e Libia al fine di arginare il maledetto commercio di vite umane e i naufragi organizzati e gli annegamenti annunciati.
Ed è tutto un lamentoso sottolineare, nel 'fondo' della Murgia l'implicita responsabilità morale della 'fortezza Europa' che non accetta di buon grado di tutti accogliere, tutti, tutti, i migranti di ieri, di oggi e di domani a schiere e a sciami - venite parvulus, svuotate i paesi e le città dell'Asia e dell'Africa e riempite l'invaso Europa dove c'è ricchezza da spartire per l'intero mondo migrante.
Correva l'anno...

 
 
 

Le piazze del terzo millennio.

Post n°2623 pubblicato il 10 Giugno 2023 da fedechiara
 

Di quando i giornali erano leggibili, ahinoi. - 10 giugno 2022
Mi piaceva leggere i giornali. E, quando ho fatto trasloco, a malincuore presi atto che le pile delle annate di 'la Repubblica' che contenevano i fatti e gli eventi che più mi avevano appassionato e scandivano i passaggi cruciali tra la prima e la seconda repubblica debordavano dagli scatoloni e le pagine erano irrimediabilmente ingiallite e impolverate e 'acqua passata non macina più'.
Poi venne il tempo delle 'fake news' che i giornali imputano ai socials , ma che abbondano, ahinoi, anche sulle pagine un tempo autorevoli delle storiche testate e le schierano tra i miliziani armati delle tesi governative dei partiti di s-governo.
E Repubblica è oggi un 'giornale di partito' (preso), dopo che tutti gli organi di stampa dei partiti della prima repubblica hanno chiuso i battenti per troppo pochi lettori e anche lei 'non si sente troppo bene', insieme a 'la Stampa' e al Corriere - tutti ammalati di faziosità grave e di totale noncuranza delle varie e diverse opinioni che animano i socials.
E se è vero che un po' di 'mestiere' è rimasto impigliato nelle tastiere delle redazioni e gli riesce di fare titoli suggestivi ed efficaci campagne di stampa contro gli odiatori (quasi tutti coloro che li avversano politicamente sui socials) è vero anche che 'il re è nudo' e si combatte a carte scoperte - e quei giornalisti storici più non nascondono le divise che indossano e le bandiere politiche che sventolano e sono schierati come un sol uomo a lato dei maggiorenti pd e ne sostengono le tesi e le ragioni con pervicacia e dedizione degna di miglior causa.
E la mitica 'liberta di stampa' è ormai una questione di schieramenti politici in guerra ed io milito, obtorto collo, nella fazione dei pretesi 'odiatori' - che altri non sono che i vecchi oppositori delle cattive politiche dei malefici partiti incollati alle cadreghe. Oppositori oggi migrati sui socials e armati di tastiera e fortemente risonanti nelle 'camere dell'eco' di Facebook e di Twitter.
Benvenuti nelle nuove agorà del terzo millennio.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Che shock! Ma allora non sono tutti filo Ucraina! 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Affanni epocali.

Post n°2622 pubblicato il 10 Giugno 2023 da fedechiara
 

Qui Radio Londra - 10 giugno 2014
Forse il Caos contiene in sé tutto il possibile, una polla di acqua di mare che contiene 'in nuce' tutta la vita possibile futura, ma è certo che quel suo sviluppo potenziale e affascinante brulichio lo propone in forme a volte spaventose, al punto che l'umanità, in certe svolte della sua Storia, teme di non poterlo governare e presente la Fine ormai prossima – com'è accaduto nei lunghi anni di guerra contro il nazifascismo: che niente di sicuro era prevedibile e predicibile fino al congiungimento delle armate alleate coi soldati russi a Berlino e la morte nel bunker del Mostro, la personificazione del Male assoluto: il caporale Hitler.
E oggi non sappiamo che accadrà di questo mondo rotto: un big bang sociale che proietta le sue schegge impazzite per ogni dove - e a farla da padrone in cronaca sono i numeri altissimi dei migranti che andiamo a raccogliere nel Mare Lorum e li stipiamo dove possiamo. E i sindaci siciliani si mettono le mani sui capelli e lamentano che le strutture di accoglienza scoppiano e non bastano i soldi - e gli uomini del presente s-governo ripropongono il mantra e la geremiade che 'Ci lasciano soli e l'Europa non fa la sua parte.'
E non è chiaro che parte dovrebbe fare l'Europa: se accogliere tutti i profughi e i rifugiati che si affollano a migliaia sulle coste libiche o patteggiare coi governi africani un vallo di contenimento, una politica della dissuasione che pare cosa lunare, considerato che le notizie che arrivano a chi resta in Africa e nel Medio Oriente da parte di coloro che 'ce l'hanno fatta' sono il detonatore di altre migliaia di arrivi di un esodo incontenibile e 'biblico', come lo definiscono gli stessi telegiornali.
'Si sta / come d'autunno / sugli alberi le foglie.' scriveva un nostro poeta dal fronte di guerra e, invero, non pare che la presente guerra delle migrazioni pacifiche e invasioni consegni sensazioni più leggere e armoniche note di speranza. E resta la curiosità, davvero massima, di sapere come evolverà questa nostra Europa i cui connotati vanno cambiando di anno in anno sotto la spinta di una migrazione epocale che somiglia, nel suo travaso incontenibile, alla crisi globale del lavoro e della produzione che si sposta dove minori sono i costi.
Un travaso che non cesserà se non quando i vasi comunicanti avranno pareggiato i volumi e sarà allora, davvero, un altro mondo da questo che ci affanna e ci sgomenta.
Rerum Romanarum: Radio Londra

 
 
 

Serpi in seno.

Post n°2621 pubblicato il 09 Giugno 2023 da fedechiara
 

I rinnegati e le serpi in seno di Europa.

'Non è islamico bensì cristiano.' Il 'chi è' del riferimento religioso dell'assassino di bambini (alcuni di famiglia islamica, dicono le cronache) cambia qualcosa del quadro di maledetti 'richiedenti asilo' rinnegati, velenose serpi in seno della Unione europea iper accogliente, che escono un bel mattino di casa con in tasca un coltello o un'ascia o un kalashnikov ( i meglio organizzati e ideologicamente schierati) e stecchiscono a caso o sparano nel mucchio o schiacciano coi tir i passanti nel massacro appagante del 'chi cojo cojo' - Allah u akbar o chi per Lui?
Dura dal 2015 la sindrome del 'natural born killer' ospite coatto di Europa: del rifugiato e/o cittadino di seconda e terza generazione di immigrati apparentemente integrato, ma, invece, 'radicalizzato sul web' e/o nelle 'ore d'aria' delle carceri – secondo luogo di elezione per un numero cospicuo dei nostri ospiti immigrati ivi relegati dal 'disagio sociale' di chi non trova lavoro e vivacchia mendico, ospite permanente di parenti e amici o sodali religiosi nelle enclaves delle periferie urbane delle maggiori città europee.
Città e metropoli di Europa in affanno permanente di immigrazione coatta e impossibile da controllare e respingere – in barba all'ultimo accordicchio inutile siglato giusto ieri dai ministri degli interni dell'Unione europea con l'eccezione scontata del 'gruppo di Visegrad'.
E l'unico paese che dimostra di saperci fare con il necessario contenimento dell'onda di tsunami immigratoria è l'Australia, ma il Verbo buonista imperante nella stampa mainstream di Europa e benedetto dal Vaticano e sostenuto a tamburo battente dal pd e dai 'no borders' (i responsabili primi di una pretesa accoglienza che si fa visibile e intollerabile degrado sociale - e interi quartieri delle città italiche devastati da spacciatori e magnaccia e le stazioni divenute luoghi di paura e fuga dei viaggiatori in transito), il Verbo buonista tonitruante in cronaca dice crudele e impraticabile la politica australiana di forte dissuasione e rapidi respingimenti e detenzioni - e tocca accontentarsi del poco e nulla di fatto che l'Unione europea ci mostrerà, da qui a un decennio in avanti
- ad onta di una Meloni che prometteva fuoco e fiamme in campagna elettorale su questo aspetto esiziale del nostro vivere associati.
Alla via così e occhio ai coltelli e alle asce dei marrani assassini e guardatevi le spalle e munitevi di spray al peperoncino, mala tempora currunt.
  • Se, una mattina di giugno, un richiedente asilo siriano... (L'ospitalità facile dell'Europa ultra accogliente e le serpi in seno).
    Siriano e richiedente asilo: chi è Abdalmasih H., l’immigrato che ha accoltellato i bimbi
    Siriano e richiedente asilo: chi è Abdalmasih H., l’immigrato che ha accoltellato i bimbi
    MSN.COM
    Siriano e richiedente asilo: chi è Abdalmasih H., l’immigrato che ha accoltellato i bimbi
    Siriano e richiedente asilo: chi è Abdalmasih H., l’immigrato che ha accoltellato i bimbi


    • (...) “i primi respingimenti hanno funzionato come un deterrente potentissimo, amplificato da passaparola e media. Queste persone tornavano alle coste da cui erano partite, o finivano a Nauru e in Papua Nuova Guinea, infuriate con gli scafisti che gli avevano mentito promettendogli l’Australia. Inoltre, da quando questo governo è in carica, non c’è stato più un immigrato morto nelle acque del nostro paese. Penso sia l’obiettivo umanitario più importante che abbiamo raggiunto. Oggi si può dire che il governo australiano non lavora più su commissione degli scafisti, offrendo un ‘servizio taxi’ a criminali cui prima bastava lanciare un Sos a qualche chilometro dalla costa per incassare diecimila dollari da ogni singolo malcapitato passeggero. Gli scafisti, invece, sono ancora i principali autori delle politiche migratorie europee”.
    • https://www.publicpolicy.it/respingimenti-integrazione...
    • Tra respingimenti e integrazione: come funziona davvero il “modello australiano” sull’immigrazione - PublicPolicy
      PUBLICPOLICY.IT
      Tra respingimenti e integrazione: come funziona davvero il “modello australiano” sull’immigrazione - PublicPolicy

 
 
 

Dibattiti e fazioni.

Post n°2620 pubblicato il 08 Giugno 2023 da fedechiara
 

Dibattiti e fazioni. - 08 giugno 2020

Seguo con interesse la serie di telefilm 'Blue bloods' che, sospetto, verrà presto tolta dai palinsesti perché additata dalla stampa filo democratica (quasi tutta, ahinoi) come 'fascista' e filo poliziotti americani. Il peggior crimine che si possa commettere dai tempi della guerra civile nordisti-sudisti, a leggere quei fogli a firma di esaltati buonisti.
E' la storia di una famiglia, come ben sanno coloro che la seguono, in polizia da tre o quattro generazioni, che si trovano a cena ogni domenica - e nei loro dialoghi echeggia spesso il dibattito presente e il 'j'accuse' delle genti sinistre: se i poliziotti in servizio fanno per intero il loro dovere di repressione del crimine e l'arresto dei criminali e se agiscono secondo i regolamenti e si attengono a tutto quanto viene loro insegnato all'accademia, oppure se sono dei maledetti violenti, e alcuni di loro veri e propri 'natural born killers', come affermano i più esagitati tra i manifestanti che li accusano all over the world delle peggiori nefandezze nelle piazze sedicenti 'antirazziste'.
E in quei telefilm ben si rappresenta il sindaco nero e i suoi consiglieri civici di maggioranza che premono e insistono perché il capo della polizia si esponga in prima persona e bolli con la necessaria severità i comportamenti dei suoi sottoposti - definiti 'violenti' e unidirezionali nei confronti, vedi caso, dei neri capibanda nei quartieri poveri dove alligna la microcriminalità degli spacciatori e gli ignobili sfruttatori della prostituzione.
Tutto secondo copione in cronaca, come vedete e leggete. Il copione della realtà quotidiana dei nostri quotidiani conflitti che confluiscono nelle cronache di nera. Ed è maggiore, oggi, il baccano e le denunce, giustissime, che si fanno intorno al dramma di un nero ucciso da un poliziotto violento rispetto ai drammi quotidiani che si svolgono nel corso delle azioni di repressione del crimine che espongono i poliziotti al rischio della vita, come ben si mostra in quei telefilm iperrealistici.
E davvero 'non se ne va fuori' nell'accertamento della verità di chi ha ragione e chi torto degli opposti schieramenti – e gli effetti negativi della presente demonizzazione dei comportamenti dei poliziotti li vedremo e li denunceremo assieme più avanti: quando quei poliziotti si volteranno dall'altra parte e faranno 'orecchie da mercante' pur se presenti sulla scena di un crimine.
E il dibattito politico si sposterà allora su: '...cosa fa la polizia per difendere i bravi e buoni cittadini alla mercé degli spacciatori e dei papponi nei quartieri periferici più degradati?'
Ai posteri le ardue risposte. E sarà interessante vedere, alle prossime elezioni, cosa risponderanno gli elettori, in barba al presente clamore delle piazze che sembrano dirci che il mondo si sta rovesciando a loro favore.
Chi vivrà vedrà.
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