Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Magnifiche sorti e progressive?

Post n°794 pubblicato il 17 Febbraio 2019 da fedechiara
 

Due notizie: la minacciata liberazione da parte degli americani di 800 prigionieri dell'Isis morente in Siria e le dichiarazioni del capo dell'intelligence britannica che li dice sicuri terroristi futuri in terra europea, e muniti del know how di spietati combattenti, ci interrogano se era meglio sterminarli senza pietà e 'non fare prigionieri' - perché quel genere di infiammazioni para religiose e di Medioevo di ritorno sono malattie che non si debellano e sono contagiose e 'scavano sotto' le future 'radicalizzazioni sul web' e sono foriere di altri morti ammazzati e vittime inermi per le strade, nei teatri e negli aeroporti di Europa.
Medioevo per medioevo e pugno per pugno, dovremmo scordare le raccomandazioni buoniste di 'Nessuno tocchi Caino' e assumere, invece, la determinazione guerresca di quel vescovo combattente che, a Bèziers, durante l'assedio contro gli Albigesi, gridava ai suoi: 'Sterminateli senza pietà, Dio riconoscerà i suoi!'?

Non sembra che il presente secolo dell'oltremondo del web descritto da Baricco nel suo libro 'The Game' sia molto migliore del maledetto Novecento delle due guerre mondiali, se si considerano le guerre regionali – dai massacri della ex Jugoslavia a quelli dell'Irak contro l'Iran e l'Afganistan e oggi la Siria, e il fuoco ardente di Israele versus la Palestina indomita – come una 'terza guerra mondiale': definizione suggerita da più di un osservatore e storico, e perfino dal papa misericordioso delle inutili geremiadi avverse al male del mondo di sempre e all'odio che alligna, e spesso rigurgita, nei cuori dei discendenti di Sem, Cam e Jafet.

Gli ingegneri che hanno inventato e ci hanno regalato il web non salveranno il mondo, ahinoi, e gli smartphone in possesso dei combattenti dell'Isis sono serviti più a connetterli tra di loro e a favorire le comunicazioni di guerra che a farli guarire dalle infiammazioni neuroniche para religiose che li dicono indomiti terroristi assassini e patata bollente che Trump consegna nelle deboli mani delle cancellerie europee.

Informazioni su questo sito web
IT.WIKIPEDIA.ORG
La crociata albigese, detta anche crociata contro gli albigesi, ebbe luogo tra il 1209 e il 1229 contro i catari e fu bandita da papa Innocenzo III nel 1208 per estirpare il catarismo dai territori della Linguadoca.

 
 
 

Se sia più nobile...

Post n°793 pubblicato il 16 Febbraio 2019 da fedechiara
 

15 febbraio 2014

C'è chi ne fa una questione 'muscolare' - e invita chi di dovere a: 'Portiamo a casa i nostri marò!' con lenzuolate di altri slogans anti tasse e gazebo permanenti orribili a vedersi eretti nelle piazze a fianco di una antica torre. E c'è la diplomazia furbetta della Farnesina – che combatte vanamente la sua battaglia in punta di fioretto giuridico e 'internazionalizzazione' del conflitto fra India e Italia.

'(…) s’egli sia più nobile soffrire nell’animo le frombole e i dardi dell’oltraggiosa Fortuna, o prender armi contro un mare di guai, e contrastandoli por fine ad essi.' si interrogava da par suo il principe Amleto nel notissimo monologo. 
Ma poiché di 'prender armi' non è questione in tanta vicenda di eventi misteriosi e di verità negate e/o mai accertate e di Stati e giurisdizioni in conflitto, forse sarebbe meglio ricorrere alle armi della 'verità' giudiziaria che accerti e ci racconti, come dovrebbe, quel che è effettivamente accaduto in quella maledetta giornata di sole tropicale nelle acque dell'Oceano Indiano in cui esplose - questo è certo - uno scontro a fuoco tra i nostri fanti di Marina in servizio di difesa della nave che li ospitava e un peschereccio di poveri pescatori chissà come e perché scambiato per una barca di aggressivi pirati.

Non credo di essere il solo a provare noia e fastidio nell'ascoltare i resoconti quotidiani della controversia indo-italiana che girano a vuoto intorno alla verità dei fatti e tentano di sfuggire al cappio di quella 'giustizia' senza altri aggettivi che noi stessi invocheremmo e applicheremmo a parti rovesciate. Se, cioè, i pescatori uccisi fossero stati siciliani e gli uccisori soldati di un'altra nazione imbarcati in una loro nave.

'Verità vo' cercando ch'è si cara al mio core.' recitava il poeta e mai aspirazione fu più attuale. E con tanto valido e aggressivo 'giornalismo di inchiesta' che si mostra in tivù e leggiamo sulle pagine di stampa mai abbiamo letto un reportage e ascoltato le interviste ai pescatori sopravvissuti e ai marinai e al capitano imbarcati sulla nave in questione che ci raccontino la loro verità comparata e della quale abbiamo fame ed è la sola cosa che conti.

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L'amicizia al tempi di f/b

Post n°792 pubblicato il 16 Febbraio 2019 da fedechiara
 

Facebook ha fatto anche cose buone, ammettiamolo. Ha riunito il mondo in un libro delle facce che possiamo sfogliare pigramente con dei 'click' - e possiamo riempirci di 'amici' che mai avremmo conosciuto e 'seguito' in altri tempi e che mai conosceremo di persona, mannaggia. A me, ad esempio, ha chiesto l'amicizia una coppia di famosissimi ballerini di tango, nientemeno, - ma sospetto che abbiano usato un algoritmo che ha evidenziato un potenziale allievo dei corsi di tango che patrocinano in zona.
Per tacere il fatto che ci ricorda i genetliaci di tutti coloro che adorano festeggiarli - e le ricette della nonna Angelina di Taranto o dell'amica tunisina che balla la danza del ventre e ha sperimentato con successo, in una riunione condominiale, un suo cous-cous anatra e mandorle e uvette che ha messo tutti d'accordo.
E pazienza se, passato un mese o un anno, di tutte quelle amicizie voracemente collezionate d'impulso resta la cenere di un fuoco che si è spento perché, lo dice l'Ecclesiaste sulla sua 'pagina facebook' (punto com): 'C'è un tempo per collezionare e un tempo per cancellare.', gli amici che in tanti si sono affollati sui nostri profili, defilandosi poi, una volta capito chi siamo e di quale zampa andiamo zoppi.
E Zuckenberg ha, oggi, le sue belle gatte da pelare con tutti gli s-governi mondiali, di destra e di sinistra, che gli chiedono di cancellare le famigerate 'fake news' – e non è facile evidenziare le fonti di ogni notizia e la loro credibilità e affidabilità – e gli chiedono di bannare gli 'odiatori', mantenendo, nel contempo, l'apparenza di un portale che rispetta le libertà di pensiero e di scritto di ognuno e tutti.
Ma è il tempo, il nemico di Zuckenberg e della sua prodigiosa creatura, che così tanti soldini ha infilato nel suo salvadanaio virtuale. Il tempo che tutto ossida e neglige e, sopra tutto, stende la sua fastidiosa patina di oblio. C'è un tempo per gli entusiasmi e le passioni e un tempo per le ricorrenze. Visitate la pagina facebook dell'Ecclesiaste.com. e chiedetegli l'amicizia. 
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Guerra per bande

Post n°791 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da fedechiara
 

Storiche migrazioni e rivolte sociali

E' mia abitudine controllare le fonti dei films che si ispirano alla Storia dei popoli e delle nazioni, e se si tratta di pura fiction o se compare, nella co-scrittura cinematografica, il nome di uno storico che rende quella narrazione 'verosimile'. E dobbiamo accontentarci, della verosimiglianza, e dirla grasso che cola perché la verità piena e solare dei fatti e degli eventi è sogno lungo i giorni della nostra vita e già il giorno dopo sulle 'scene del crimine' - lo sanno bene i 'detective' e i pubblici ministeri - comincia ad sollevarsi una maledetta nebbia che sfuma i contorni e rende le facce delle persone incriminate e dei testimoni 'impressionistiche', come nei quadri dei pittori omonimi.

E anche quando parliamo di immigrazioni, presenti e passate, facciamo esplicito commercio di approssimazioni e abbiamo in mente dei quadri impressionisti di ciò a cui ci riferiamo, id est la romantica ricostruzione storica di 'quando anche noi eravamo immigrati' – che è il passepartout del verbo buonista e misericordioso che pretende il doversi rendere ai migranti di oggi ciò che avremmo ricevuto, a sentir loro, in qualità di migranti di ieri.

E quegli infiammati buonisti dovrebbero ri-guardarsi e lungamente meditare sul film di Scorsese, passato nei giorni scorsi sugli schermi televisivi, 'Gangs of New York' per capire, da quella verosimile ricostruzione storica, che ben poco di romantico era contenuto nelle migrazioni di ieri e che un argine al troppo che stroppia e un deciso governo del fenomeno migratorio è necessario, se si vuole evitare la tragedia finale descritta nel film - effettivamente accaduta – dei quattro giorni di rivolta repressa nel sangue per ordine di Abramo Lincoln. 
Leggetevi la sezione 'Accuratezza storica', su Wikipedia, in fondo alla pagina dedicata al film in questione.

IT.WIKIPEDIA.ORG
Ispirato a The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld, un trattato del 1928 sulle varie gang armate che popolavano il quartiere newyorkese dei Five Points nell'XIX secolo, il film è scritto da Jay Cocks, Kenneth Lonergan e Steven Zaillian. Nel film, ambientato durante lo svolgimen...

 
 
 

Dubbi filosofici e teologici

Post n°790 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da fedechiara
 

Di dogmi, adozioni e riti folcloristici 15/02/2016

La buona notizia è che i filosofi e i teologi qualche dubbio ce l'hanno su chi sia Dio e se sia il solo Dio e quale religione - rivelata o meno - ne contenga la Parola e la Verità. E l'atto dello stirare la biancheria la mattina di una domenica piovosa è una buona occupazione perché consente di ascoltare con attenzione trasmissioni 'filosofiche' e 'teologiche' che, se diversamente occupati, mai ci sogneremmo di ascoltare.
E veniamo a sapere dal quel filosofo che, stamattina in trasmissione, discuteva di un suo libro che Dio è altra cosa dal Dio dei miei Cinquanta – il Dio delle tante prediche dei predicatori degli 'esercizi spirituali' che ogni anno facevamo (giorni e giorni di assoluto silenzio e preghiera, aiuto!) i quali tuonavano contro il Peccato e i maledetti peccatori di ogni genere e risma (di più i peccati legati al sesso) e prefiguravano scenari infernali da brivido che condizionarono le nostre fragili menti giovinette tanto da faticare, oggi, fatti adulti e vecchietti, che sia quello lo stesso Dio della misericordia di Francesco: che tutto comprende e assolve e perdona, perfino quei tali delle 'step adoptions' della famigerata legge Cirinnà-trullalà-eccoci qua.

E, prima di quella trasmissione filosofica, nel dibattito che fa seguito a 'Prima pagina', un paio di ascoltatori sono intervenuti sollevando il dubbio e il vespaio che l'avercela con la la legge Cirinnà - sul punto delle fatidiche ed esiziali 'step adoptions' - per troppa maledetta gente (ignorante e stupida, a sentir loro, i due 'illuminati') fosse il portato di un pregiudizio negativissimo sulla sessualità 'sporca' di quei tali omosessuali che oggi pretendono la parità su tutto, famiglia con figli compresa. 
E, in verità vi dico, quei due non avevano tutti i torti a sollevare quel dubbio e il vespaio conseguente, considerate le prediche che abbiamo ascoltato quand'eravamo bambini e adolescenti e le narrazioni violente del racconto biblico su Sodoma e Gomorra distrutte dal fuoco.
Ci sarà bisogno di tempo, prima che quei condizionamenti e i pregiudizi conseguenti scompaiano, forse il trapasso a miglior vita di tutta la generazione che ha subito quel lavaggio del cervello biblico ed evangelico che poco si curava della francescana 'misericordia' e dello strascicato e lamentoso distico mediatico di Francesco che diceva davanti ai microfoni e alle telecamere urbi et orbi: 'Chi sono io per giudicare?', relativamente ai gay e alle molte questioni che solleva l'averli biblicamente perdonati e finalmente inclusi nel tessuto civile dei matrimoni e delle adozioni.

A quando la cancellazione del dogma dell'infallibilità papale e l'introduzione del 'legittimo sospetto' che molte delle prediche che abbiamo ascoltato e ascoltiamo nelle chiese siano solo un modesto parere tra i tanti di cittadini in tonaca amanti di riti ecclesiastici vetusti e un tantino folcloristici?

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