Creato da fedechiara il 14/11/2014
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La corsa deilemmings e la legge di Murphy.

Post n°3237 pubblicato il 19 Giugno 2024 da fedechiara
 

Se avessi cinquant'anni di meno e tornassi sui banchi di scuola per la mia 'maturità' sceglierei per certo il tema relativo alla bomba atomica - che sta per scoppiare tra le mani di quegli stolidi leaders dell'Alleanza atlantica detta 'Nato' impegnata sul fronte ucraino, con pervicacia degna di miglior causa, a far scoppiare la terza guerra mondiale termonucleare.
Messa giù così, mi direte voi, non avrei grosse chances di 'passare la maturità', considerato che la grande maggioranza degli esaminatori sono schierati a sinistra e/o governativi ed appartengono perciò alla categoria degli 'interventisti' - bellicisti ad oltranza ciechi e sordi alle argomentazioni di chi, fin dall'inizio di questo conflitto insensato, ha cercato di imputare la vera causa dell'intervento militare della Russia alle mene politiche combinate degli Stati Uniti e della Nato e della Unione europea che hanno mandato istruttori militari ed hanno soffiato sul fuoco delle manifestazioni di popolo (fitte di nazistoni Azov) al fine di cacciare il leader filo russo regolarmente eletto e stringere un insensato assedio militare Nato giusto sui confini dell'impero russo.
Non mi stancherò mai di raccomandare la visione di quel bel documentario di Paul Moreira sull'argomento, 'Le maschere della Rivoluzione', che bene documenta l'agire e il sobillare dei 'consiglieri' americani e Nato nelle manifestazioni di popolo che hanno fatto fuggire il presidente filo russo regolarmente eletto e creato le condizioni di conflitto montante per il successivo intervento militare della Russia.
E la propaganda militare di tutti i leaders filo Nato è ottusamente onnipresente sui tiggi e sulle prime pagine dei giornali embedded all'alleato Americano Stranamore (vedetevi il film di S. Kubrik in proposito) ed è come essere stretti e sospinti nostro malgrado dentro alla massa dei lemmings delle generazioni in soprannumero che corrono compulsivamente verso l'abisso in cui troveranno morte certa.
E sarebbe stato interessante aggiungere un altro titolo ai titoli dalla maturità di quest'anno di finis terrae e vitae relativo alla maledetta 'legge di Murphy': 'Se ci sono due o più modi di fare una cosa ed uno di questi indica una possibile catastrofe finale, state certi che si verificherà.' Aggiustate sulla Nato e sull'Ucraina.
Via allo svolgimento, Pierini, diteci tutto da par vostro, per filo e per segno, della fine dell'umanità alle porte.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
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Classici pret à a porter.

Post n°3236 pubblicato il 19 Giugno 2024 da fedechiara
 

19 giugno 2015

Che se, poi, ti coglie lo sconforto per il troppo di criptico e il poco originale e il già visto e il mal rappresentato di alcuni artisti le cui opere, interrogate, ostinatamente non rispondono – e di alcuni faresti perfino a meno, vedi quel Cy Twombly, a Ca' Pesaro, molto osannato dalla critica e dai mercanti, forse a ragione, non discuto, ma il pubblico dei profani ristà muto e interrogativo davanti ai suo giganteschi 'spegassi' e svolazzi colorati che neanche gli vale il retro-pensiero de: 'lo sapevo fare anch'io' perché di cotali stranezze artistiche il mondo potrebbe tranquillamente privarsi e le albe e i tramonti continuerebbero serenamente ad alternarsi sul pianeta Terra.
Se sconfortati, dicevo, e cercate un po' di visioni classiche e i rassicuranti riferimenti scolastici e museali e le meravigliose sculture e le architetture dell'Ellade importate a quintali dall'Impero romano e magnificate nelle corti dei principi del Rinascimento, beh la visita alla Fondazione Prada (la calle parallela alla fondamenta del Pesaro) è un must e un oasi di piacere e il restauro della mente (calme, luxe et voluptè) stanca di guerre e buonismi un tanto al chilo di artisti che ci propongono il sangue a fiotti e il filo spinato di un mondo cattivo col sottofondo delle perorazioni buoniste di Francesco che ci guadagneranno il paradiso (forse, chissà), ma lasciano immutato l'inferno in terra che viviamo e non sanno offrire alcuna soluzione praticabile e di sano buonsenso.
Ed è davvero un piacere divino entrare nel palazzo e coglierne con sguardi avidi l'aristocratico fulgore e la bellezza degli affreschi e degli stucchi e dei soffitti e, insieme, la bellezza dell'impianto espositivo che ci offre l'infilata di molti Ercoli a scalare fatti con materiali diversi da singoli autori e/o dalle scuole d'Arte e le Accademie. Ma è una sola sfolgorante Bellezza che tuttora ci incanta: quella dei corpi statuari copiati dagli immensi artisti dell'Ellade e privi di tatuaggi e 'piercings', vivaddio! che il confronto con le sculture muscolari dei postmoderni 'culturisti' da palestra e steroidi li relega, fin dalla prima occhiata, nel campo degli orrori e delle caricature e delle schifezze che ci rifila il presente senza più pudori e dubbio alcuno e la Grazia e l'Armonia sono neglette e vilipese ed erranti solo nei secoli andati, ahinoi.
Ed è visitazione, quella della Fondazione Prada, di tutto riposo e aristocratica perfino nelle visite dei turisti danarosi che arrivano via Canal Grando, in motoscafo, già muniti di un esperto critico d'arte che li guida e recita lor il rosario artistico - e sei sorvegliato a vista in ogni sala da una quantità industriale di guardia-sala giovani e in divisa elegante, che ti pare di vivere nel sogno indicibile di chi a Venezia, decenni fa, voleva che affluisse solo questo genere di turisti e non le formiche e le locuste giornaliere e gli sciami fastidiosi che vengono caricati a mucchi e quintali dai grandi motoscafoni rumorosissimi al Tronchetto e ivi riportati a sera. Sipario.



 

 
 
 

Il museo della follia e le altre storie.

Post n°3235 pubblicato il 16 Giugno 2024 da fedechiara
 

Il museo della follia e Alice nel giardino delle meraviglie. 16 giugno 2016

E se poi qualcuno vuol farsi un 'selfie' un filo originale vada a san Servolo dove aleggiano ancora i fantasmi della follia che vi fu reclusa, una mia zia compresa, - che, quando me lo raccontavano, mi correva un brivido su per la schiena e pensavo alle camicie di forza e agli elettroschok come oscena pena aggiuntiva a un destino cinico e baro fin dalla più tenera età - e tu guardati dalla scienza medica pretesa e dai suoi rimedi, che dalle malattie mi guardo io finché posso. Grazie Basaglia.
E un artista siriano ha costruito dei parallelepipedi specchianti che vi si riflette un giardino incantato e Alice nel paese delle meraviglie si rimira deformata prima che le compaia il Bianconiglio e inizi l'Avventura Fatale che ci racconta del Reale che intuiamo e dell'Irreale che ci avvolge e si mostra in questi giorni in cronaca colle oscenità quotidiane di un mondo pazzo - il più pazzo dei mondi possibili – dove i Diritti pretesi dai migranti si specchiano anch'essi deformati in un'Europa che ha perso la ciribiricoccola e predica, invece, e impone i suoi Doveri di rigore e bilancio in ordine ai paesi che 'non ce la fanno' – e non sa più quale sarà il suo Destino Ultimo sognato dai fondatori e quali le sue 'magnifiche sorti e progressive'; ma sorridiamo tutti insieme a quest'altro artista che illustra il giardino segreto che lo ospita con gli emoticons ricavati da vecchi badili di giardinieri pazzi che rivedi ammucchiati nelle vecchie foto di un museo della Follia che tutti ci riguarda.
ammucchiati nelle vecchie foto di un museo della Follia che tutti ci riguarda.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Passerelle mediatiche di anatre zoppe.

Post n°3234 pubblicato il 15 Giugno 2024 da fedechiara
 

Il G7 è, di base, una passerella mediatica. Il lavoro sui temi in agenda è già pronto da giorni, grazie agli 'sherpa' e concordato tra i partecipanti, con qualche malumore maltaciuto di ex prime donne in odore di congedo anticipato. Potrebbe bastare un videoconferenza per dire il poco di interessante che quelle anatre zoppe e lo Stranamore d'Oltreatlantico hanno da dire.
Ed è una passerella piuttosto costosa per il bilancio dello Stato e, per taluni aspetti, spettacolino stucchevole e che alimenta il pettegolezzo più vieto sui giornali e in tivù.
Nell'ordine: Giorgia, la radiosa padrona di casa, è in rosa confetto e finalmente sfoggia un abito che non la castiga e le dà statura, onore al suo creatore (dell'abito, che avete capito?).
Macron è visibilmente acido e forse un filo rancido a causa della sonora sberla elettorale e per il timore che non gli riesca la mossa di vincere il secondo tempo giocando al mucchio selvaggio delle sinistre di ogni risma politica al grido rauco de 'Al lupo, al lupo'. Fascista, ca va sans dire.
Il lupo è fascista a prescindere, lavora 'in branco' (le note 'squadracce') per l'orso non si è ancora deciso è un giocherellone, come Bonelli e quell'altro suo compare di cui a tutti noi sfugge il nome. Ectoplasmi politici.
Molto amata dai giornali, anche quelli 'mainstream', i cosidetti 'giornaloni', è la foto dell'abbraccio tra la Giorgia Radiosa e il ricchissimo Sunak, bello e dannato a causa dei sondaggi sfavorevoli, ma che si gode la vacanza e i ricchi pranzi e le cene. 'Amo la cucina italiana.' pare abbia detto a margine, ma in tavola servivano il fagiano ripieno. In ogni caso: Ucraina forever, armi a quintali a Kiev e guerra per i prossimi quarant'anni, salvo imprevisti (termonucleari).
Biden-Stranamore viene ripescato più volte dalla Giorgia Radiosa mentre vaga nel prato con aria sperduta . Forse non gli ha giovato tenere a lungo la testa all'insù, a godersi lo spettacolo dei paracadutisti che sfarfallavano nel blu del cielo italiano (d.o.p.).
Del giapponese (c'era?) nulla ci è pervenuto. Gli orientali, si sa, sono riservati e molto 'zen', ma non conoscono 'l'arte della manutenzione della motocicletta', cara, invece, agli americani di una certa età e cultura.
La Von der Leyen ha avuto cura di mostrarsi sempre nelle retrovie con abitini chiari che sfumavano nella luce dello sfondo. Vuoi perché non è certa della sua rielezione, vuoi per non oscurare i primi piani dei convenuti maschi in debito di elettori. Di lei si ricorda un famoso summit con il turco Erdogan e un altro leader poco conosciuto seduti al centro della foto a ragionare di politica e la poverina in piedi, a lato, senza seggiola e visibilmente in imbarazzo.
Le donne senza velo non sono ben viste in Anatolia. Il 'ratto di Europa' a rovescio col bianco toro del mito libero di pascolare in lontananza.
Pettegolezzi a velo sulla negazione dei diritti lgbtrstz e dell'aborto – vigorosamente smentiti dall'Ospite Radiosa - per il resto nulla di nuovo sul fronte occidentale. Tutto va ben madama la marchesa, potete tornarvene a casa, la vostra passerella mediatica l'avete avuta, ora parla il Papa, l'eminenza nostra nazionale.
Parlerà di pace in un consesso di gente che più armata e bellicista non si può? Speriamo.
E speriamo che non gli scappi di bocca quella parolaccia, si quella lì ormai passata in giudicato nelle cronache.
No, non 'petaloso', la froc.....ne, che avete capito, una sua fissa.

Tutte le reazioni:
Biden e il paracadutista, la verità dietro il video che lo mostra “spaesato”: cosa stava facendo e la mossa di Trump
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Biden e il paracadutista, la verità dietro il video che lo mostra “spaesato”: cosa stava facendo e la mossa di Trump

 
 
 

Qui Radio Londra.

Post n°3233 pubblicato il 14 Giugno 2024 da fedechiara
 

Qui Radio Londra. - 14 giugno 2018

Forse il Caos contiene in sé tutto il possibile, una polla di acqua di mare che contiene 'in nuce' tutta la vita possibile futura, ma è certo che quel suo sviluppo potenziale e affascinante brulichio lo propone in forme a volte spaventose, al punto che l'umanità, in certe svolte della sua Storia, teme di non poterlo governare e presente la Fine ormai prossima – com'è accaduto nei lunghi anni di guerra contro il nazifascismo: che niente di sicuro era prevedibile e predicibile fino al congiungimento delle armate alleate coi soldati russi a Berlino e la morte nel bunker del Mostro, la personificazione del Male assoluto: il caporale Hitler.
E oggi non sappiamo che accadrà di questo mondo rotto: un big bang sociale che proietta le sue schegge impazzite per ogni dove - e a farla da padrone in cronaca sono i numeri altissimi dei migranti che andiamo a raccogliere nel Mare Lorum e li stipiamo dove possiamo. E i sindaci siciliani si mettono le mani sui capelli e lamentano che le strutture di accoglienza scoppiano e non bastano i soldi - e gli uomini del presente s-governo ripropongono il mantra e la geremiade che 'Ci lasciano soli e l'Europa non fa la sua parte.'
E non è chiaro che parte dovrebbe fare l'Europa: se accogliere tutti i profughi e i rifugiati che si affollano a migliaia sulle coste libiche o patteggiare coi governi africani un vallo di contenimento, una politica della dissuasione che pare cosa lunare, dato che le notizie che arrivano a chi resta in Africa e nel Medio Oriente da parte di coloro che 'ce l'hanno fatta' sono il detonatore di altre migliaia di arrivi di un esodo incontenibile e 'biblico', come lo definiscono gli stessi telegiornali.
'Si sta / come d'autunno / sugli alberi le foglie.' scriveva un nostro poeta dal fronte di guerra e, invero, non pare che la presente guerra delle migrazioni pacifiche e invasioni consegni sensazioni più leggere e armoniche note di speranza. E resta la curiosità, davvero massima, di sapere come evolverà questa nostra Europa i cui connotati vanno cambiando di anno in anno sotto la spinta di una migrazione epocale che somiglia, nel suo travaso incontenibile, alla crisi globale del lavoro e della produzione che si sposta dove minori sono i costi.
Un travaso che non cesserà se non quando i vasi comunicanti avranno pareggiato i volumi e sarà allora, davvero, un altro mondo da questo che ci affanna e ci sgomenta.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
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