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Oggi in 'saor' causa pandemia

Post n°1425 pubblicato il 21 Novembre 2020 da fedechiara
 

20 novembre 2019  · Sardine e sardoni

….che, poi, questo ritorno delle sardine a banchi fitti nei mari e oceani che abbiamo detto di plastica non può che far piacere, denota vitalità di un mare profondo e amnio di molte specie diverse – e lasciamo che questo pesce saporitissimo (ma dall'occhio inquietantemente fisso e l'espressione un filo beota) sia cibo vitale ai tonni e ai delfini e ai barracuda che si accompagnano ai banchi e compiono le stragi, com'è nel disegno di Natura.
Mors tua vita mea, diremo loro, col sorriso stampato in faccia - che è la traduzione del 'bacioni' dell'ottimo Salvini, grande capitano, spesso in bermuda, e uomo di mare per antonomasia, e capace come nessun'altro di imporre il fermo biologico ai troppi pescherecci delle o.n.g. vaganti per il mare Monstrum dei pescatori di anime.
E se a Gennaio tonni e delfini faranno strage politica in Emilia Romagna dei banchi di sardine che occupano disperate le piazze senza insegne di partito una delle ragioni sarà che non si fa politica, non ci si dà quale ideale e asfittico sogno di futuro il negare ad altrui il progetto politico e la presenza democratica ed elettorale nelle città e nei paesi – e il fascismo e l'odio che quei teneri pesciolini/e denunciano è tutto interno al loro cervelletto, invece, e la stagione dell'amore universale e della pacificazione inizierà proprio con il loro previsto immolarsi elettorale ai banchi dei delfini e dei tonni prossimo venturo.
E non 'tireremo sardoni' (come si dice qui nel Veneto con simpatica metafora amorosa) alle presenti sardine finché non le vedremo innamorate di democrazia, quella vera, che riconosce al nemico politico il diritto-dovere di denunciare il malaffare e lo s-governo e imporre sulla scena politica il sentire del 'popolo sovrano', se diverso da quello che occupa oggi gli scranni parlamentari.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Dementi e nuove demenze.

Post n°1424 pubblicato il 20 Novembre 2020 da fedechiara
 

Dementi e nuove demenze.
Definiamo 'demenza'. Di questi tempi pandemici e infodemici calamitosi sono fioriti neologismi buffi ed emerse parole nuove o poco usate quali 'pauci sintomatici', 'negazionisti' e/o 'riduzionisti', 'confinamento' e la sua presuntuosetta declamazione inglese in 'lockdown', per finire con i fuochi d'artificio dei micidiali 'd.p.c.m.' dell'ineffabile Conte, avvocato del popolo (sic), ma più dei carcerati in casa - e il coprifuoco di fuori che silenzia le nostre notti.
Demenza, dicevamo, parola non nuova, anzi terribilmente presente nelle nostre vite: di quando assistiamo i nostri vecchi che ne mostrano i maledetti, temutissimi segni – e forse toccherà anche a noi, tocchiamoci di sotto per il dovuto, vitale esorcismo. Vediamone insieme la specifica (e, se potete, contribuite a mantenere vivo e operante il sotto citato, utilissimo portale).
Non è chi non veda che molti di quei sintomi, in forma attenuata, potremmo già osservarli nei nostri comportamenti e ce ne doliamo, e subito ricorriamo alle parole crociate e ai rebus per contrastarne l'avanzata, ma è invalso l'uso che si fa, in ogni età e censo sociale, della parola 'demente' quale diminutivo/dispregiativo dell'odiato nemico politico o del collega di ufficio che compete con noi per una mansione superiore e il relativo aumento dello stipendio.
Un proiettile verbale che sostituisce la pistola con la quale vorremmo annichilire chi ci ostacola o non la pensa come noi politicamente - e, udite, udite! è 'negazionista' o 'riduzionista' nei confronti del verbo pandemico imperante e che già subiamo pesantemente chiusi in casa e niente più lavoro, scuola e l'amatissima movida serale.
C'è perfino, in internet, il video di una dottoressa che si fa bella e conquista il suo bel posto al sole con questa moda di dirsi filo pandemici e severissimi custodi del verbo mascherinico e maledire, di contro, gli avversari col ricorso alla vetusta tecnica manipolatoria di diminuzione/denigrazione - e dice 'dementi' in senso clinico (e, conseguentemente, da rinchiudere negli appositi reparti degli ospedali a loro riservati?) tutti quei 'negazionisti' che si mostrano in tivù a protestare contro i provvedimenti di progressive chiusure che li mandano sul lastrico.
Giusto ieri, a Berlino, la polizia ha innaffiato quindicimila e più 'dementi' scesi in piazza per gridare le loro ragioni. Tutti ben zuppi, nel freddo clima berlinese, per ridurli a più miti consigli e indossare la mascherine-museruole. La mascherina quale odiato simbolo di una prigionia che non si vuole più tollerare.
E l'acqua gelida a doccia ricorda le terapie in uso nei vituperati manicomi d'antan insieme agli elettroshock di trista memoria.
E se liberassimo, invece, come fece Basaglia, tutti quei pretesi matti rinchiusi e bastonati/elettrificati per ridurli a più miti consigli, e la pretesa 'demenza' la considerassimo uno degli elementi del confronto politico, com'è lo sciopero nelle fabbriche e negli uffici – una contrapposizione di argomenti e ragioni e pretese di maggiore salario non meno radicale e feroce?
Se tornassimo ad un più civile confronto politico e sociale rispettosi delle ragioni di chi ci fronteggia e dice cose diverse (e ben comprensibili, di questi tempi di odiate carcerazioni domestiche) consapevoli che la negazione è uno dei principali strumenti della cosiddetta 'politica' con la quale dobbiamo misurarci e 'venire a patti' e fare le debite concessioni?
Non sarà meno 'demente' arroccarsi nelle proprie posizioni politico/pandemiche e limitarsi all'asfittico insultare e a diminuire chi ci prospetta, manifestando nelle piazze, altri e diversi orizzonti di gestione della presente crisi?
Riflettete, cari, riflettete. Manutenete i vostri neuroni, così fortemente stressati dalla pandemia (concedete anche a me una piccola 'diminuzione' retorica nei vostri confronti).
Ne avremo tutti un gran giovamento.
Alzheimer's disease brain comparison.jpg

 
 
 

Negazionists lives matter.

Post n°1423 pubblicato il 20 Novembre 2020 da fedechiara
 

Negazionists lives matter.
Pare che migliaia di persone siano nuovamente 'scese in piazza', ieri, in Germania, per protestare contro il lockdown della maledetta sospensione della vita e delle economie, e la polizia, forse presa dal panico, ha usato gli idranti, malgrado le temperature fredde di novembre – così causando pericolose infreddature tra i malcapitati e le conseguenti patologie, il covid incluso, naturalmente, che nel freddo ha il suo brodo di coltura.
Ma, chissà perché, la protesta accesa che solitamente si accompagna, sui social, a questo genere di episodi di brutalità poliziesca e la compatta solidarietà con i manifestanti, siano essi 'black lives matter' o 'antifa' o filo immigrazionisti 'no borders' , non è scattata per i poveri cristi infreddoliti e fradici di acqua assassina nelle fredde plaghe teutoniche.
Due pesi e due misure, laddove si dovrebbe, invece, per un tal genere di tristi eventi umani, additare e raccomandare uno scespiriano 'misura per misura'.
E il sospetto è che sui social sia ben vivo e imperante il maledetto sentire di fazione e che le genti a sinistra degli schieramenti parlamentari siano 'sinistre' davvero, anime sinistre che augurano il male e il peggio ai contrari di fede e dottrina politica – perciò che muoiano i maledetti negazionisti a causa delle infreddature conseguenti agli idranti assassini non gli importa poi molto e l'umanità e il loro 'credere agli esseri umani' è unidirezionale e solo se si risponde ai criteri e ai programmi politici e agli ideali di malata società futura da quei dessi condivisi. Mors tua vita mea, giusto per semplificare.
E sono talmente preoccupati dal montare delle proteste anti chiusure e lockdown mortiferi da far scrivere ai loro giornalisti embedded sulla stampa 'mainstream' che quelle proteste sono l'eco sinistra dei moti insurrezionali della 'repubblica di Weimar', nientemeno, ma basterà la somministrazione di qualche decine di migliaia di dosi del mitico vaccino a gennaio per far scomparire quei loro fantasmi nelle nebbioline primaverili.
Lancio il motto: 'Negazionists lives matter', con la speranza che convinca (vincere insieme) e cresca un movimento di opinione e si stabilisca finalmente un più umano e condiviso 'misura per misura' nelle piazze delle proteste di destra, sinistra e centro. Amen e così sia.

 
 
 

Nottate che tardano a passare

Post n°1422 pubblicato il 19 Novembre 2020 da fedechiara
 

San Remedio e santa pazienza.
Gira in internet un modulo su cui ogni negazionista del maledetto 'coviddi' può apporre la sua firma digitale e stamparlo per rivendicare un diritto fondamentale antichissimo l'habeas corpus.
Una semplice firma e rinunci alle cure e non intasi gli ospedali e le terapie intensive – riservate a chi il 'coviddi' ce l'ha dentro ai polmoni e ne devasta gli alveoli.
Ma è veramente così? Possiamo davvero rinunciare alle cure, se colpiti dalla malattia, e fare contenti tutti coloro che si arrabbiano un sacco quando leggono o ascoltano le ragioni di un 'negazionista' e/o 'riduzionista'?
Dizionario
habeas corpus
/hà·beas còr·pus,ˈa-/
locuzione
1. 1.
Nel diritto anglosassone, il principio che tutela l'inviolabilità personale, e il conseguente diritto dell'arrestato di conoscere la causa del suo arresto e di vederla convalidata da una decisione del magistrato.
2. 2.
ESTENS.
Il complesso delle norme che garantiscono, nelle Costituzioni dei vari paesi, la libertà personale del cittadino; nel 1679 divenne legge dello Stato inglese (“Habeas corpus act”), sancendo il principio della inviolabilità personale che ancora oggi tutela.
Definizioni da Oxford Languages
Non è chi non veda e riconosca l'ovvietà di un tale diritto antico, ma se provieni da un paese sotto forte stress pandemico ed entri in aeroporto e ti trovi davanti ad un marziano in scafandro bianco e visiera doppia che pretende di infilarti un tampone a fondo nel naso e ti rifiuti che succede?
Sei annoverato d'emblé tra i maledetti 'negazionisti' e quello stigma sociale ti si appiccica addosso. E i sani, veri e supposti, - e quelli che vogliono, giustamente, restare sani e ritengono la tamponatura universale un efficace, post moderno 'san Remedio' - pretendono che tu rinneghi pubblicamente il tuo credo e il tuo diritto e ti sottoponga alla lieve tortura che tutti ci salva, dicono.
Perciò tocca accettare il tampone e le procedure messe in campo dalle autorità sanitarie o subire l'arresto in quarantena ed essere isolato dall'universo dei viventi fino a che non accetti di dimostrare che sei sano. Addio all'habeas corpus, quindi, perché, come scrive una mia amica di lunga data:
'La tua libertà finisce dove comincia il mio diritto a restare sano.' Eccovi servita l'emergenza e la sospensione dei diritti fondamentali e l'apparizione del famigerato modulo 'mors tua vita mea' da firmare – messo in rete da chissà chi.
Personalmente ho risolto la cosa con l'antica tecnica dell'uccel di bosco.
L'ospedale di zona mi ha telefonato (come ha avuto il mio numero? Forse perché sono andato al cinema, or sono 20 e più giorni fa?) per chissà quale sua ragione di istituto – forse uno screening di massa riservato agli anziani o chissà quale altra diavoleria sanitaria di dubbia e pretesa efficacia ed io mi sono dato alla macchia, come gli antichi briganti e i banditi.
Ocnarf non abita più qui e il suo telefono non funziona e scatta la segreteria, inascoltata.
Entrare in una qualche struttura sanitaria pubblica, di questi tempi pandemici e paure universali e rancori reciproci e sospetti è, d'altronde, impresa titanica e tutte le procedure sono sbrigate per le vie telematiche - e finché dura lo stato di salute io men vivo in sereno auto isolamento, come raccomandano a gran voce le autorità ai membri di quella categoria fragile a cui mi hanno iscritto per ragioni di anagrafe.
Mala tempora currunt, cari lettori, 'adda passa' 'a nuttata. Portiamo pazienza.

 
 
 

Nonsolocoviddi.

Post n°1421 pubblicato il 18 Novembre 2020 da fedechiara
 

Nonsolocoviddi.
E gli antichi avevano nominato, impavidi, la loro impotenza medica già ai tempi loro e non si curavano degli effetti depressivi che potevano avere le reclusioni obbligate in edifici che già ti annunciavano la malattia mortale e la prossima morte. Nato come ospedale per sifilitici l'istituto degli Incurabili crebbe con la forza dell'organizzazione religiosa - che curava le anime, in primis, e i corpi lasciava andare lassi senza troppo chiedere alla scarsa medicina di allora. E gli Incurabili estesero la loro competenza assistenziale ai mendicanti e agli orfani - e alle orfanelle meglio dotate nell'ugola si dischiudevano orizzonti di rispettabilità e, per alcune, di gloria.
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