Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Quando c'era lui, cari voi...

Post n°2134 pubblicato il 26 Giugno 2022 da fedechiara
 

Migranti avvisati mezzo salvati.  - 26 giugno 2018
Quando si dice 'fake new'. La Fornero (si, proprio lei), intervistata, afferma che: '...non si può continuare ad alimentare la paura, la rabbia e il risentimento.' Ed è espressione riferita all'operato dell'asso pigliatutto Salvini Matteo, in arte attivissimo ministro dell'interno della repubblica e bestia nera delle o.n.g taxi del mare.
E, in realtà, a me pare che Salvini alimenti nel paese un entusiasmo sfrenato e liberatorio – che si traduce in una valanga di voti a favore del suo partito e perfino dalle roccaforti del partito democratico in Toscana e in Umbria gli viene un plauso insospettato e che asfalta i soavissimi maggiorenti di quel partito che non sanno più a che santo votarsi e quale linea politica proporre al 2,5 per cento di affiliati e votanti che ancora gli residuano in saccoccia.
Di nuovo una accoglienza senza limiti e confini, appoggiandosi a Bergoglio e alla sua curia romana – che anch'essa ha abbassato i toni, dopo il varo del governo giallo-verde, e sostiene una accoglienza accademica, di maniera, magari legale e ben gestita da quelli di Sant'Egidio, che selezionano fior da fiore dei profughi direttamente in loco e ce li portano qui in aereo belli e pronti per la cittadinanza? Non sembra che una tale linea politica riproposta senza correzioni farà risalire la china al futuro partito democratico in via di scissione ed ennesima ricostituzione – secondo la grande tradizione storica sinistra dell'atomismo sfrenato applicato alla politica.
Ma va segnalato, in tanto clamore di fake news forneriane e partiti che si sfasciano a causa delle loro folli politiche immigratorie, il fatto che è cambiata radicalmente la narrazione – e, forse, chissà, anche sulle coste libiche e nelle retrovie africane, nei luoghi di detenzione dove gli scafisti stipano i 'migranti', stanno arrivando le clamorose notizie dei taxi del mare che vagano in mare aperto senza più porti dove scaricare la loro merce.
E si spera che tali notizie avvilenti dissuadano qualche decina di migliaia di coloro dal mettersi in viaggio perché l'Europa è a numero e frontiere chiuse e il grimaldello della pietà indebita che alimentava i barconi e i naufragi e gli annegamenti non funziona più.
Migranti avvisati mezzo salvati.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Quella gran botta del 'leave'...

Post n°2133 pubblicato il 26 Giugno 2022 da fedechiara
 

In questo mondo di pazzi (e ladri di democrazia) 26 giugno 2016

Dovete immaginare una grande sala di riunione dove stanno tutti insieme, i sofferenti delle più varie patologie psichiche, così come ce l'hanno rappresentata i migliori film sulla sofferenza psichica – dall'amatissimo: 'Qualcuno volo sul nido del cuculo' per arrivare al Virzi de: 'Pazze di gioia'.
Immaginate tutti quei pazzi/e (diversamente normali, se il sostantivo vi disturba) che, in preda a una frenesia nuova e a un picco di isteria collettiva si corrono incontro e pronunciano frasi smozzicate con piglio affannoso e drammatico di cui appena intuiamo il senso:
'Non ce lo dovevano fare!' 'No, no non dovevano!!' 'Non potevano farlo, non ne avevano il diritto!' Eppure l'hanno fatto e siamo noi a pagare!!'
Ecco, adesso, con lenta ripresa dall'alto, allargate il grandangolo sui grattacieli di Londra a volo d'uccello, ma poi entrate a razzo dentro le singole case e gli uffici dove l'isteria collettiva prende forma di attività sui 'social' - come si dice oggi - e si raccolgono in poche ore migliaia di firme per indire un nuovo referendum che, secondo la limpida visione che hanno della democrazia quei sofferenti da batosta elettorale (gravissima sindrome isterica, praticamente incurabile), dovrebbe blindare una nuova maggioranza al 60 per cento di si e un minimo del 75 per cento di affluenti alle urne e votanti. Che è quanto dire aboliamo l'istituto del referendum perché 'siamo incazzati duri e questo risultato non lo vogliamo accettare' (il tormentone gridato alle finestre de: 'Quinto potere').
'Democrazia vo' cercando ch'è si cara al mio core'.
E,se avessero vinto loro, i 'remainisti', naturalmente l'istituto referendario così come è ora sarebbe stato un luminoso esempio di democrazia popolare e i rognosi 'populisti' che avessero protestato i brogli li avrebbero additati quali maledetti fascisti incapaci di accettare i limpidi verdetti della democrazia diretta.
E, con il parlamento di Westminster a maggioranza filo-Europa, c'è da aspettarsi che tutto questo frenetico agitarsi di quei sofferenti e isterici trovi sponda di proposte di legge che ne accolgano la sostanza malata e limiti l'espressione del dissenso popolare solo ai pesticidi che uccidono le api e alla caccia alla volpe con l'uso dei cani – che normalmente vanno diserti sotto al 25 per cento di affluenti.
Benvenuti in questo mondo di pazzi e ladri di democrazia che si spacciano per nuovi legislatori e ci rappresentano una democrazia blindata futura dove si voterà solo a favore di quel che vuole il governo in carica (vedi ottobre e Renzi) e, forse, chissà, riapriranno i manicomi - con gli elettrochoc e le camicie di forza per i maledetti dissidenti del 'leave': quei pensionati dell'Inghilterra profonda che 'rubano il futuro ai giovani' (sic) – come si è letto, ahinoi, sui 'social' degli isterici che non sanno darsi pace e accettare la volontà del popolo espressa a larga maggioranza - e battono forte le teste contro i muri e non vogliono prendere le pillole del 'tavor' che gli infermieri dovrebbero cacciar loro in gola a forza perché non si facciano altro male, poverini.

 
 
 

Inizio e fine.

Post n°2132 pubblicato il 25 Giugno 2022 da fedechiara
 

 
A giudicare dalle prime pagine dei giornali la grande avventura politica del Di Maio folgorato sulla poltrona della Farnesina e rimastovi penosamente attaccato con tanto di giuramento atlantista - e pubblico, comicissimo rinnegamento delle sue precedenti posizioni in proposito - ha tenuto banco per un giorno.
Un intero giorno di gloria mediatica per la schiera dei fuoriusciti che gli fanno corona, ma già oggi due di loro ci hanno ripensato e sono tornati all'ovile di Conte, il buon pastore.
Cinque stelle di avvilimento e belati.
E se dobbiamo giudicare dal trafiletto in cui Letta dice mellifluo che è prematura una sua prossima giravolta dentro il pd (del Di Maio) a doppio carpiato e rapido avvitamento a sinistra ci viene in mente quella frase di un tale di ben altra levatura morale: 'La mia fine è il mio inizio.'
Per il Di Maio coniugata all'incontrario:
'Il mio inizio è la mia fine.' Insieme per un futuro gramo.
Di Maio chi?
REPUBBLICA.IT
Letta: "Di Maio nel Pd? Prematuro. Intanto continuo a parlare con tutti"
Quando Di Maio diceva: “Molli il partito? Dimettiti”

 
 
 

O tempora o mores (due).

Post n°2131 pubblicato il 24 Giugno 2022 da fedechiara
 

O tempora o mores (due). (La solitudine dei numeri primi).🥴 24 giugno 2021

… che, poi, rispetto ai miei tempi di fresco adolescente iper condizionato dal dettato religioso e da tutto l'immaginario alto e basso (paradisi e inferni, per intenderci) che ne derivava - e di dei nascosti e inconoscibili per ponderosa struttura teologica e definizione apodittica (Uno e Trino e dintorni) e tuttavia largamente operanti nei comportamenti nostri miserabili di esseri umani succubi e soggetti al Verbo pena il Castigo (e più non dimandare), vien da sottolineare la solitudine da numeri primi degli odierni adolescenti e giovinetti che, alla radio, intervistati sul merito di tutto quanto disposto dal ddl Zan-Vangelo nuovo del terzo millennio, si dicono serenamente lgbt+tutto il resto delle identità nuove per le quali non bastano i vecchi articoli determinativi, e l'Accademia della Crusca dovrà presto sfornarne di nuovi con l'aiuto dei Manesquin, di Fedez e la supervisione critica di Renato Zero e Platinette.
E quanto ingenua e miserabilmente semplice e 'terrestre' mi appare oggi la confessione timorosa che facevo, tredicenne, al feroce confessore dall'alito pesante dei 'trepateravegloria' a quei tempi di ormoni alle stelle - che, se gli sussurravo accosto alla grata che 'mi ero toccato', mi chiedeva 'quante volte' e mi ricordava che il nostro corpo era 'il tempio dello Spirito santo'.
Che se glielo racconti ai presenti adolescenti ti ascoltano a bocca aperta come se tu fossi un marziano caduto dall'astronave e piuttosto a disagio con le ragazze terrestri troppo 'facili' e con alte aspettative e le dinamiche erotico-sessuali sconosciute nel pianeta di origine e di ardua elaborazione.
E questa solitudine dei numeri primi dei presenti adolescenti-mutanti forse sarà temperata dalle esperienze nell'età matura e, prossimi anch'essi all'età fatale in cui la morte ti sovrasta, forse si pentiranno per gli eccessi e le confusioni identitarie della gioventù e torneranno all'idea del corpo come tempio, ma chissà se troveranno un confessore ancora disposto ad ascoltarli e assolverli perché, nel frattempo, le cronache ci avranno consegnato un ddl Zan due e tre con aggravamenti progressivi di pene fino a quindici anni senza condizionale, se solo ti azzardi a dirti etero e ancora sessualmente attivo pur se rsa-papabile.
Correva l'anno...
37 idee su Confessione | confessioni, l'insegnamento della religione,  religione

 
 
 

Spossessamenti ed esodi biblici.

Post n°2130 pubblicato il 23 Giugno 2022 da fedechiara
 


Spossessamenti ed esodi biblici - 20 giugno 2015
E, da Wroclaw, capitale della Cultura europea 2016, ci giunge un messaggio-riflessione forte sugli esodi e gli abbandoni dei territori patrii e le case e le famiglie divise, partendo dai territori contesi dalla Polonia e strappati alla Germania distrutta dalla guerra – con milioni di 'profughi' spostati di qua e di là dei nuovi confini e la perdita delle case e la voragine dell'inappartenenza che si apriva dentro ai pensieri e alle anime dei cacciati e raminghi.
Che è tema sociologico e politico di indubbia rilevanza e magone ancora attivo negli animi dei nipoti a distanza di tanto tempo (vedi i nostri 'istriani' e 'dalmati' misconosciuti e lasciati a macerare per decenni tra le braccia della destra fascista), ma avremmo preferito che il collettivo di artisti di varia nazionalità che ce lo rappresenta a palazzo Donà-Brusa (campo san Polo 2177) non avesse messo nel calderone e fatto un minestrone immangiabile con l'aggiunta delle odierne migrazioni e gli 'spossessamenti' degli africani e degli altri profughi 'che ci provano' a violare i nostri confini senza avere i titoli e i necessari riconoscimenti di necessità e urgenza.
E il risultato di questa commistione indigesta di eventi storici specifici con gli avvenimenti drammatici, di ben altra natura, che ci vengono dalle cronache dei furbi migranti che si mescolano ai pochi veri rifugiati e intendono scardinare i confini europei con la forza del fatto compiuto - e con l'aiuto prodigioso e decisivo di un verbo buonista che tutto assolve del disordine sociale che quei tali recano seco - trasforma questa esposizione 'artistica' in un manifesto a tratti rabbioso e violentemente accusatorio nei confronti dell'Europa-fortezza, al punto da pensarci ospiti di un 'centro-sociale' di gente cieca e sorda e stupidamente rabbiosa e ostile alle opinioni avverse piuttosto che di un 'evento collaterale' della Biennale.
E leggiamo volantini che riportano farneticazioni di 'no borders' e 'liberi tutti' di andare e venire di qua e di là dei paesi-Schengen, come se la costruzione del benessere europeo e le sue libertà conquistate a caro prezzo non siano state figlie di un processo politico e sociale lungo e faticoso e fitto di insidie e tuttora fragile nei suoi precarissimi equilibri – vedi gli odierni respingimenti della 'Securitè' alla frontiera di Ventimiglia e quelli ai confini coll'Austria e il 'muro' che si costruirà in Ungheria per arginare un flusso continuo di 'migranti'.
E l'Italia, prima della classe, col secchione-Renzi in testa, invece, li va a raccogliere a dieci miglia nautiche dalle coste libiche e pretende di smistarli in Europa senza neanche averli, prima, riconosciuti, schedati, e detti 'profughi' oppure 'clandestini' - e, inevitabilmente (ed effettivamente, ci rimprovera l'Europa), rimpatriati nei paesi di origine a vivere la loro storia patria e a contribuire allo sviluppo del loro paese nei modi e nei tempi storici che sono stati dati loro in sorte.
C'è bisogno di equilibrio e di una forte misura d'ordine e di severa programmazione dei flussi, in questo genere di eventi che taluno si ostina a definire 'epocali' e 'inevitabili', se vogliamo garantire lo sviluppo economico raggiunto e quella fragile cifra percentuale di una 'ripresa' tuttora emaciata e fragile - e l'auspicata, definitiva uscita dalla crisi economica che ci ha atterrito per quasi due lustri di lavoro-zero e le fabbriche e le imprese dislocate o chiuse.