**TEST**
Creato da: cclb il 28/03/2013
Per molti di noi vivere felici (o sopravvivere) è sempre più difficile, per milioni di persone nel Mondo è quasi impossibile. Lentamente ci hanno ridotto in schiavitù ed ora le nostre vite dipendono esclusivamente dal denaro: Se hai i soldi vivi, se non hai i soldi non hai modo di procacciarti nemmeno i beni primari. La nostra stessa esistenza ormai è indissolubilmente legata al denaro... eppure un'altra via deve pur esserci

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Come pulire la caldaia del Ferro da Stiro

Post n°5 pubblicato il 28 Marzo 2013 da cclb

Capita che il ferro da stiro, rilasci del calcare quando viene utilizzato. Per una manutenzione e una pulizia completa vi consigliamo di seguire il procedimento qui sotto:Riempite la caldaia del ferro da stiro con una soluzione di acqua e aceto (se è la prima volta che lo fate diluite al 50%-50%)Fate scaldare la caldaia del ferro (l’aceto è più efficace quando è caldo)Una volta che il ferro è caldo, scaricate l’acqua tramite vapore.Lasciate raffreddare il ferro, e successivamente, aprite il tappo e scuotete la caldaietta, così da far uscire i residui di calcare.Rifate il procedimento ma le proporzioni dovranno essere 90% d’acqua e 10% d’aceto.Fonte: http://www.rimedinonna.com/2959-come-pulire-la-caldaia-del-ferro-da-stiro/

 
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nuovo post... potrebbe essere utile

Post n°4 pubblicato il 28 Marzo 2013 da cclb

http://www.facebook.com/rimedidellanonna

 
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Impasto per la Pizza, come fare una buona pizza in casa come in pizzeria

Post n°3 pubblicato il 28 Marzo 2013 da cclb

RICETTE - IMPASTO PER LA PIZZA, COME FARE UNA BUONA PIZZA IN CASA DALL'IMPASTO ALLA FARCITURA FINO ALLA COTTURA I consigli della nonna vi propone la ricetta ed i segreti per fare al meglio l’impasto della pizza, che poi non è diverso dall’impasto del pane bianco, se non per l’aggiunta di olio d’oliva che serve a rendere la crosta più sottile e croccante. La nostra ricetta vi permetterà di fare una pizza proprio come in pizzeria.Ingredienti per 1/2 kg di pasta per pizza400 gr di farina bianca20 gr di lievito di birra1 o 2 cucchiai di olio di oliva1 bicchiere d’acqua caldaSale Impasto della Pizza - ProcedimentoPonete sul vostro piano da lavoro la farina setacciata a fontana e create una cavità al centro.Versatevi un po’ alla volta il lievito di birra sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida.Impastare la PizzaImpastate con le mani in modo da amalgamare perfettamente il lievito alla farina, poi via via aggiungete l’olio e il sale sciolto nell'acqua calda rimanente. Continuate a lavorare con le mani la pasta, sollevandola e sbattendola ripetutamente sulla spianatoia, finché non vi accorgerete che si staccherà facilmente dalle vostre mani, presentandosi al contempo morbida, liscia ed elastica. Se, durante questa operazione, vi accorgeste che l’impasto non è sufficientemente morbido, potete aggiungervi ancora dell’acqua purché tiepida, altrimenti la lievitazione sarà bloccata. Se invece l’impasto dovesse essere troppo molle, potrete aggiungere della farina.A questo punto raccogliete la pasta e formate con essa una palla, cospargetela con un po’ di farina e sulla superficie praticate con un coltello un taglio a croce, che serve a facilitare la lievitazione. Mettetela poi in una terrina molto capiente leggermente infarinata, copritela con uno strofinaccio o un tovagliolo leggermente umido e riponetela in un luogo buio e tiepido (benissimo dentro un mobile della cucina). Qui la pasta deve essere lasciata a lievitare finché avrà raddoppiato il suo volume (circa 2 ore).Prendete quindi la pasta lievitata e sgonfiatela lavorandola ancora per qualche minuto con le mani sbattendola sulla spianatoia come avevate fatto all'inizio. Dividete l’impasto in 2 o più panetti più piccoli (a seconda delle dimensioni delle vostre teglie) e quindi spianate ognuno di essi coll'aiuto di un mattarello sul piano di lavoro infarinato.Pasta della PizzaUngete con olio la teglia da forno e stendetevi la pasta, che deve essere più larga della teglia in modo che possiate ripiegarla tutt'intorno formando così un bordo rialzato. Lo spessore della pasta stesa nella teglia non deve superare il mezzo centimetro, in modo che la pizza una volta sfornata si presenti croccante e ben cotta.Guarnite la pizza con il pomodoro in scatola a pezzettoni, che avrete prima ben sgocciolato affinché la pasta non si bagni troppo. Meglio ancora se utilizzerete della salsa di pomodoro fatta in casa. Unitevi il formaggio (meglio un mix di mozzarella ed altri formaggi meno bagnati, come la fontina dolce o l’Asiago), l’origano (se vi piace) ed ogni altro ingrediente richieda la ricetta da voi scelta. Spargete in superficie anche un pizzico di sale. Perché il formaggio non si secchi troppo, non mettetelo tutto subito, ma tenetene da parte un po’ che aggiungerete alla pizza solo qualche minuto prima di sfornarla.Regolate il forno ad una temperatura molto elevata, che varia a seconda del tipo di forno, ma che in linea di massima si deve aggirare intorno ai 250/280°. Ad ogni modo, dopo i primi esperimenti, troverete da soli la temperatura ottimale per il vostro forno.Pizza nella Teglia Infornate la pizza solo a forno ben caldo e cuocete finché la crosta non sia dorata. Seguendo il procedimento sopra descritto, otterrete una pizza saporita e croccante. Se il risultato non dovesse essere ottimale al primo tentativo, non demordete: fare una buona pizza non è di certo un’impresa semplicissima.Fonte: http://www.consiglidellanonna.it/2012/04/ricette-impasto-per-la-pizza-come-fare.html

 
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Aceto ammorbidente

Post n°2 pubblicato il 28 Marzo 2013 da cclb
 

Ho smesso di usare l’ammorbidente da diversi anni (e non tornerei più indietro!) però mi mancava un po’ quella dolce sensazione di morbidezza, soprattutto sugli asciugamani.Conoscevo le proprietà ammorbidenti dell’aceto, ma non avevo mai provato ad usarlo nel bucato, mi sembrava una stranezza. Poi ho provato: una rivelazione! Il bucato è morbido, non odora di aceto (assolutamente no!) ed è “sano”! Adesso aggiungo aceto di mele biologico a tutti i bucati, ogni tanto aggiungo anche qualche goccia di olio essenziale di lavanda. Ve lo consiglio, provate! E’ una soluzione economica ed ecologica, inoltre (fattore molto importante) i capi d’abbigliamento di adulti e bambini, oltre ai tessili per la casa, non si riempiono di misteriosi veleni industriali. Vi segnalo anche un interessante articoli di GreenMe: 6 alternative naturali agli ammorbidenti chimici.FONTE: http://www.babygreen.it/2011/04/aceto-ammorbidente-provare-per-credere/

 
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Vivere senza soldi? E' possibile

Post n°1 pubblicato il 28 Marzo 2013 da cclb
 

Mark Boyle, 31 anni, è un ragazzo inglese che da più di due anni (da novembre 2008 per la precisione) ha deciso di vivere SENZA DENARO e ci riesce benissimo, soddisfando tutti i suoi bisogni primari.
E' nominato the no money man.
Mark Boyle è un ex imprenditore del ramo dell’agricoltura biologica, laureato in economia e convinto sostenitore della stretta connessione tra felicità e rispetto dell’ambiente.
La sua esperienza lo ha portato due anni fa a decidere di liberarsi dal problema dei soldi, spiegando come della sua vecchia vita non gli manchino lo stress, le bollette e i conti da pagare.
Vegetariano già da sei anni, si nutre ora delle piante che coltiva, produce elettricità con un pannello solare, ha un telefono cellulare che utilizza solo per ricevere chiamate ed un notebook che si alimenta ad energia solare.
Tutto è iniziato in un pub, dice Boyle: "Il mio amico ed io stavamo parlando di tutti i problemi del mondo come ad esempio lo sfruttamento della manodopera, la distruzione ambientale, gli allevamenti industriali, la sperimentazione sugli animali e le guerre per le risorse energetiche. Ho capito che erano tutti, in un modo o nell’altro, collegati al denaro. Ho deciso quindi di rinunciare ai soldi. Ho venduto la mia casa galleggiante a Bristol e ho lasciato il mio lavoro in una società di prodotti alimentari biologici".
Se ci pensate il DENARO dovrebbe essere un mezzo per facilitare i nostri scambi di beniservizi nella vita di tutti i giorni: spostarsi dal punto A al punto B, comprarsi da mangiare, trovare un tetto sotto cui dormire.
Avere il DENARO per soddisfare questi bisogni primari comporta avere UN LAVORO (raro da trovare e da mantenere di questi tempi) che a sua volta obbliga l'individuo a privarsi di 8-10 ore della sua vita (1/3 della sua giornata almeno) e dedicarle allo svolgimento di una mansione.
E se questi bisogni primari fossero soddisfatti in altra maniera?
Nel 2007 Boyle ha fondato la Freeconomy Community, una comunità che promuove la condivisione di abilità e proprietà e che ad oggi conta 28.503 iscritti in 154 paesi, condividono competenze 404.600, 82.749 strumenti e 454 spazi.
La filosofia della comunità è questa: offri i beni che diversamente getteresti via e le tue competenze (riparare scarpe, fabbricare tavoli, insegnare a suonare la chitarra), in cambio chiedi alla comunità i beniservizi di cui hai bisogno, il tutto avviene senza l'uso di DENARO.

Prima di Freeconomy Community, va ricordato però il progetto Freecycle, un interessante movimento ormai diffuso in tutto il mondo che mira a ridurre l’impatto ambientale delle cose che usiamo. Il loro motto è: cambiare il mondo, un regalo alla volta.
Il network di Freecycle, con base in Arizona, è composto da quasi 5000 gruppi e oltre 8 milioni di soci sparsi in 85 paesi del mondo.
E’ un movimento interamente non-profit di persone che scambiano e riciclano oggetti gratuitamente.
Freecycle esiste anche in varie città italiane, come Roma, Milano, Bologna, Napoli e Lecce, anche se il progetto viaggia ancora in chiave ristretta visto che è poco conosciuto.
Mark Boyle rappresenta certamente l’esempio vivente di una vita alternativa. Lui adesso si dichiara talmente felice da voler proseguire su questa strada e se gli domandano: "Che cosa ho imparato?" Mark risponde: "Che l’amicizia, non il denaro, è la sicurezza reale. Che la povertà più occidentale è di tipo spirituale. Che l’indipendenza è realmente interdipendenza."
Se il mondo riuscisse a capire che il denaro che tanto si affanna ad accumulare dopo ore e ore di lavoro dietro ad una scrivania o in fabbrica non sia nemmeno suo (vedi "truffa del signoraggio"), forse si comincerebbe a pensare più concretamente a stili di vita alternativi e felici come come di Mark Boyle, "the no money man".
Se siete curiosi a questo link trovare una video intervista fatta a Mark Boyle sul suo stile di vita.
fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/02/vivere-senza-soldi-e-possibile.html

Salvatore Tamburr

 
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