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Sul pelo dell'acqua
In superficie.
Sempre.
Certo, sull’immediato è anche giusto.
Ma non si può farne uno stile.
Il moderato è uno che sta sempre in superficie.
Uno che tutti acclamano, specialmente nelle situazioni di emergenza, perché appare come una persona saggia.
Come al solito non si scende mai al cuore dei problemi e questo sottintenderebbe che, una volta tolta la crosta con i problemi più urgenti, tutto il resto si accetta.
Lo si fa nostro, lo si digerisce, ci si convive.
Un paio di esempi.
Se un giorno risolvessimo il problema dei giovani del sabato sera, avremmo risolto i problemi dell’inciviltà sulle strade, come se fosse colpa del bicchiere di vino o della sniffata di coca che la gente si comporta per le strade come si comporta (e qui si potrebbe aprire una parentesi sul consumo di droghe leggere, che è talmente diffuso che solo un paese ipocrita come il nostro si mette a condannare chi ne fa uso, come se fosse un appestato e non uno, purtroppo, nella norma).
Se un giorno Israele e Hamas riuscissero a trovare l’accordo sulla tregua, come suggerisce oggi su Repubblica il saggio David Grossman, il mondo sarebbe felice, perché non assisterebbe a scene raccapriccianti e si toglierebbe di dosso anche quel piccolo ma fastidioso senso di colpa che a sprazzi lo coglie.
Ma allora cos’è, questa guerra, un macabro gioco fine a se stesso?
O forse ci sono motivi profondi che ne scatenano queste violenze?
Come si può pensare di risolvere i problemi senza affrontarli?|
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Inviato da: adamsmith76
il 01/01/2012 alle 10:52
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il 20/11/2011 alle 16:49
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il 17/10/2011 alle 19:02
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il 10/09/2011 alle 22:04
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il 13/08/2011 alle 20:53