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Influenza suina e vaccino

Post n°13 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da ory68a

Influenza suina: lettera ai genitori
È giusto vaccinare i bambini contro la “nuova influenza”? Da mesi ormai, molti genitori, inondati dai fiumi di notizie circa il virus A/H1N1, non possono fare a meno di porsi questo interrogativo. Ecco la risposta del Dott. Eugenio Serravalle, specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale.

Il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale

Cari genitori,

 

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è no! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:

avranno le loro ragioni.

 

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

 

L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea, tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

 

Sembra però essere un virus molto contagioso ed è stato dichiarato lo stato di pandemia.

La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa.

 

La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

 

 


L'influenza A si manifesta come qualsiasi forma influenzale

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

 

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

 

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

 

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

 

Perché allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si trattò di un gravissimo errore prognostico?

 

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

 

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

 

 


È giusto vaccinare i bambini contro la “nuova influenza”?

…E i vaccini?

 

 

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

 

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

 

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

 

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

 

Come curarsi?

 

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

 

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi.

Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione.

Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.

Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

 

Articolo di Eugenio Serravalle tratto da Il Consapevole.it

 

 

 

 
 
 

Ultime notizie ANSA

Post n°12 pubblicato il 09 Settembre 2009 da ory68a

 (ANSA) - PARIGI, 9 SET - Piu' di un terzo del personale ospedaliero francese rifiuta il vaccino contro l'influenza A: lo rivela il settimanale L'Express. La preoccupazione piu' grande dei medici, secondo un sondaggio realizzato dallo Spazio Etico degli ospedali di Parigi, riguarda gli effetti collaterali, dato che il vaccino e' stato concepito secondo tecniche nuove ed e' necessario controllarne gli effetti, come la stessa Organizzazione mondiale della sanita' ha riconosciuto.

 
 
 

I rischi ci sono....

Post n°11 pubblicato il 03 Settembre 2009 da ory68a

Un grave allarme arriva dall' Inghilterra sui possibili rischi a cui si andrebbe incontro con il nuovo vaccino della febbre suina. Il Daily Mail , qui potete leggere l'articolo, è riuscito ad intercettare una lettera che in via confidenziale le autorità sanitarie hanno mandato il 29 luglio 2009 a 600 neurologi chiedendo di indagare sul possibile collegamento tra sviluppo della Sindrome di Guillain-Barré e vaccino della febbre suina. Il vaccino potrebbe portare a contrarre proprio questa grave malattia che paralizza gli arti facendo arrivare il paziente anche alla morte per insufficienza respiratoria. La lettera fa riferimento all’uso di un simile vaccino anti-influenza suina negli Stati Uniti nel 1976 quando:

- Più persone morirono per il vaccino che per l’influenza suina.
- Furono rilevati 500 casi di sindrome di Guillain-Barré.
- Il vaccino potrebbe aver aumentato il rischio di contrarre la sindrome di Guillain-Barré di circa otto volte.
- Il vaccino venne ritirato dopo sole sei settimane quando la connessione con la sindorme di Guillain-Barré divenne chiara.
- Il governo statunitense venne costretto a ripagare milioni di dollari alle persone ammalatesi (Mail on Sunday, 16 Agosto 2009). 

Finora, i vaccini per il virus H1N1 dell’influenza suina non sono stati testati

Il Dottor Richard Halvorsen, autore di "The Truth About vaccines (la verità sui vaccini) " ha spiegato che solo per le persone con gravi problemi di salute di base, il rischio di morire di influenza suina è probabilmente superiore al rischio degli effetti collaterali del vaccino, allora  mi domando a cosa serva vaccinare l'intera popolazione"....
In molti a questo punto si chiedono perchè siano stati ordinati milioni di vaccini per l'influenza suina senza averli attentamente testati prima.

L’influenza suina ha gli stessi sintomi dell’influenza stagionale: febbre, tosse e mal di gola. Ciò che sta succedendo è che l’incidenza diffusa della comune influenza viene utilizzata per generare i dati relativi all’influenza suina H1N1. Secondo il Direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, nella sua dichiarazione ufficiale del 29 aprile: “Finora, 176 persone sono morte in Messico.” Di cosa? Da dove prende queste cifre? 159 persone sono morte di influenza, di cui solo sette morti, confermate da analisi di laboratorio, a causa del ceppo dell’influenza suina H1N1, secondo il Ministero della Salute messicano.

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...E SE COSI' FOSSE?....

Post n°10 pubblicato il 18 Agosto 2009 da ory68a

FEBBRE SUINA DEL 1976 E VACCINAZIONI FORZATE. LA STORIA SI RIPETE

 

La febbre suina del 1976 è un episodio racchiuso negli archivi della storia delle presunte pandemie. Questo ceppo influenzale appariva stranamente molto simile alla pericolosa spagnola del 1918: una coincidenza che finì per creare il panico soprattutto negli Stati Uniti. La domanda da porsi è infatti: dove e come si diffuse questo terribile virus? La risposta è semplicissima: come già fu per la Spagnola (i cui primi casi furono riscontrati a Fort Riley in Kansas), anche la febbre suina del '76 nacque all'interno di una base dell'esercito americano nel New Jersey, Fort Dix. Una recluta morì appena dopo aver avvertito i sintomi dell'influenza nel gennaio 1976, ed altre quattro furono colpite da questa intensa forma di influenza. La concomitanza di un'altra influenza stagionale che durò sino al marzo del '76, indusse il Presidente Ford ad ordinare la vaccinazione di massa negli Stati Uniti. Il programma di immunizzazione cominciò il 1 ottobre 1976 e fino all'11 ottobre era stato vaccinato circa un terzo della popolazione (il 24%). Fu allora che tre anziani morirono a causa degli effetti collaterali del vaccino.

La notizia si diffuse ma nonostante tutto solo il 16 dicembre la vaccinazione fu bloccata: il 33% della popolazione era stata vaccinata. Più di 500 furono i casi di sindromi di paralisi neuromuscolari, più di 25 i morti, quasi 4000 le richieste di danni avanzate alla Pubblica Amministrazione da privati cittadini che avevano subito il vaccino. E l'influenza scomparve nello stesso nulla dal quale era sopraggiunta L'11 aprile 1979 la CBS nella sua famosissima trasmissione "60 Minutes" affrontò la questione della vaccinazione di massa e le sue conseguenze sulla salute pubblica. In effetti quell'episodio del 1976 si rivelò frutto di un allarmismo estremo, se non proprio di una strategia ben meditata (qui trovate la trascrizione completa della trasmissione).Poniamoci una domanda a caso: chi era il Capo di Gabinetto del Presidente Ford? E chi il Vice Capo di Gabinetto? Non avete indovinato? Rispondo subito: erano un tal Donald Rumsfeld ed un altro tal Dick Cheney. Ma che casualità!Donald Rumsfeld è stato Presidente della "Gilead Sciences", la società che ha brevettato il Tamiflu, dal 1997 al 2001. E nell'attuale Consiglio di Amministrazione siedono un ex segretario di Stato (George Shultz), il cofondatore della Intel (Gordon Moore) e la 5a presidentessa del Council for Foreign Relations (Carla Anderson Hills). Bel trio, no? Rumsfeld è ancora azionista della Gilead che dopo aver ceduto il brevetto alla Roche, trattiene il 10% di royalties sulle vendite.

Nel 2006 fu varato dall'amministrazione Bush il Piano Strategico di Prevenzione dell'Influenza Pandemica. Il piano prevedeva l'acquisto dell'80% di scorte di Tamiflu e del 20% di scorte di Relenza (un competitor del Tamiflu). A questo punto fermiamoci un attimo. Gilead Sciences? Non trovate che questo nome sia poco convincente? Gilead? Che significa in ebraico Gilead? Significa "testimonianza", è la collina divisa storicamente fra Giordania e terra di Sion. E' citata più volte nella Bibbia come il luogo in cui si rifugiavano molti patriarchi. Galaad (sua traslitterazione alternativa) è il luogo in cui fuggono Giacobbe, Davide e l'intero Israele. Luogo di salvezza e di testimonianza. Forse - azzardiamo - il luogo in cui si rifugeranno coloro che conservano la salvezza, l'antidoto alla pandemia? Chissà, le coincidenze sono comunque inquietanti.

Veniamo però alla "nuova influenza". Anch'essa nasce in maniera alquanto strana. Se in un altro articolo ho dimostrato chiaramente che il contagio è nato negli Stati Uniti (non in Messico) e precisamente nella zona di San Diego, non stupirà sapere che a San Diego c'è il U.S. Naval Health Research Center (NHRC) che collabora assieme al Trudeau Institute alla ricerca di un vaccino contro una probabile pandemia da aviaria. E non stupirà neppure sapere che il 19 Ottobre 2008 i capi di Stato Maggiore di USA, Francia, Inghilterra, Germania ed Italia si sono riuniti a Lake Placid (New York), località in cui ha sede il suddetto Trudeau Institute. Per discutere su cosa? Secondo un comunicato frettolosamente rilasciato si doveva discutere di Afghanistan... peccato però che nè Francia, nè Germania abbiano truppe in Afghanistan. E poi perchè riunirsi nella località in cui si studia un vaccino per difendere i militari in caso di pandemia? Basta leggere il sito dell'Istituto per documentarsi sulla questione.

A questo punto non possiamo pronosticare il futuro. Di certo però la questione è estremamente poco chiara ed il sospetto è che questo virus fabbricato in laboratorio venga diffuso quale sedativo della crisi economica, un sedativo che potrebbe essere utile a decimare un po' di popolazione umana ed a riassestare il sistema internazionale ormai scricchiolante. Forse viene considerata una soluzione meno distruttiva di una guerra. O si tratta semplicemente di un mezzo per arricchire talune elites (leggi case farmaceutiche), impaurire le masse ed accrescere il controllo su di esse. Di sicuro, comunque, almeno il 90% dei giornalisti (italiani e non) dovrebbe cambiare mestiere, dopo l'evidente assenza di informazione su uno scandalo dalle proporzioni colossali.

 

 
 
 

Il decreto legge "anti-stupri e anti-violenza" è finalmente legge

Post n°9 pubblicato il 02 Maggio 2009 da ory68a

 

E’ diventato legge il d.l n. 11 del 2009 (decreto legge “Anti-Stupri e anti-violenza”, varato dal Governo lo scorso 20 febbraio)!

Per quanto attiene il contrasto alla violenza sulle donne, le misure annunciate nei mesi scorsi dal Governo sono state per intero confermate. Ricordo le novità più importanti:

1- si prevede (a seguito di modifica dell’articolo 576 c.p.) la pena dell’ergastolo se l’omicidio è conseguenza di:
- violenza sessuale (artt. 609-bis c.p.)
- atti sessuali con minorenne (609-quater)
- violenza sessuale di gruppo (609-octies)
- o “stalking” (per meglio dire, “atti persecutori”, art. 612-bis)

2- si introduce il reato di “stalking” (definito “atti persecutori”) all’art. 612 bis, consistente in ogni minaccia o molestia, attuata con condotte reiterate, tale da porre la vittima in un grave stato di ansia o di paura o di preoccupazione per la propria incolumità o per quella di un congiunto (le pene vanno da 6 mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di minori, donne in stato di gravidanza, disabili)

3- si introduce la figura dell’“ammonimento”: su istanza della vittima, il questore può ammonire oralmente il colpevole (l’ammonimento costituisce circostanza aggravante ed è causa di procedibilità d’ufficio)

4- non si prevedono più gli arresti domiciliari per gli stupratori: in ordine alle misure cautelari, il decreto (modificando l’art. 275 c.p.p.) introduce il “carcere obbligatorio” per tutti i reati sessuali (violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile e pedopornografia, turismo sessuale)

5- si prevede l’“arresto obbligatorio in flagranza” (con conseguente possibilità di procedere con “rito direttissimo”) per i reati di:
- violenza sessuale (tranne i casi di minore gravità)
- e di violenza sessuale di gruppo

6- si introduce il “gratuito patrocinio” per le vittime dei reati sessuali

7- infine, si istituisce un numero verde nazionale a favore delle vittime degli atti persecutori.

 
 
 

No Violenza

Post n°8 pubblicato il 01 Maggio 2009 da ory68a

 
 
 

Ali Spezzate

Post n°7 pubblicato il 01 Maggio 2009 da ory68a

 
 
 

E' più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo (Albert Einstein)...

Post n°6 pubblicato il 17 Marzo 2009 da ory68a

 
     

   "Impossibile" è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
"Impossibile" non è un dato di fatto, è un'opinione...
"Impossibile" non è una regola, è una sfida...
"Impossibile" non è uguale per tutti...
"Impossibile" non è per sempre...
Impossible is nothing.


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Hans Zimmer & Lisa Gerrard

Post n°5 pubblicato il 07 Marzo 2009 da ory68a

 
 
 

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Post n°4 pubblicato il 28 Febbraio 2009 da ory68a

 
 
 

Basta violenza sulle donne

Post n°3 pubblicato il 28 Febbraio 2009 da ory68a

 
 
 

Dream

Post n°2 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da ory68a

 
 
 

Franco Battiato La Cura

Post n°1 pubblicato il 10 Febbraio 2009 da ory68a

 
 
 
 
 

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