
Recensione di "Panas" di Tiziano Pillitu
Gio 18.37
"Devi ricordare che non devi avere paura, hai ancora la libertà di imparare, e dire ciò che desideri dire. Devi ricordare di non lasciarti portare via la terra che noi chiamiamo LA CASA DEI CORAGGIOSI”
Queste parole, tratte da una canzone dei Toto, sono in pratica il succo dell’insegnamento che ci perviene dopo aver visto il film di Tiziano Pillitu, “Panas”.
La tradizione narra che le Panas, creature leggendarie, sono le anime delle donne morte di parto, che per un “sortilegio” sono condannate per un tempo variabile da uno a sette anni a lavare le fasce ed i panni del parto in riva ad un fiume. Fin qui la leggenda, e trasporla sarebbe “semplicemente” opera di un buon documentarista. Ma l’opera di Tiziano si stacca e si allontana anni luce dalla semplice trascrizione e traslitterazione in suoni ed immagini di quelle che sono le nostre radici, le tradizioni popolari, le storie che i nostri genitori, nonni e bisnonni erano soliti raccontarci magari quando eravamo a letto malati o seduti ad un tavolo o vicino al fuoco.
L’opera di Tiziano ha il notevolissimo pregio di non fermarsi alla sua entità didascalica, ma di narrare e mostrare attraverso suoni ed immagini una delle più belle tradizioni regionali e nazionali che sono il nostro vero patrimonio di memoria, il nostro vero ed unico insostituibile bene nazionale, quello che va oltre ogni valore e che consentirà al popolo di questa repubblica di progredire ed avanzare nonostante ogni avversità.
Girato interamente in esterni attinenti perfettamente alla storia centrale e alle vicende “collaterali” nel paese e nei circondari di Pimentel, “Panas” propone la spontaneità senza alcun dubbio professionale di attori non professionisti ma che fanno intuire fra le righe un talento da sfruttare, con principali figure Tiziano stesso e la moglie, Angela Marras, impegnata in un’opera recitativa di assoluto rilievo. Tiziano ed Angela curano minuziosamente, per non dire maniacalmente, ogni singola inquadratura, dove le espressioni e le facies mimiche sono assolutamente profonde e azzeccate e colpiscono per la loro sincerità. Le stesse ministorie all’interno del tessuto della storia in se stessa sono espressivismo emozionale. Tiziano in questo senso si può definire a pieno titolo un vero pioniere di un genere che potremmo battezzare, sulla scorta di alcune opere pregevoli di questo ultimo periodo, il “neo-neorealismo”. Le immagini scorrono accompagnate dalla musica composta dal maestro Bruno Noli e in questo caso si può dire che le immagini modellano il suono che a sua volta plasma le immagini. Il grande talento visivo ed immaginario di Tiziano si concretizza quindi in un prodotto, questo film, assolutamente meritevole di essere visto ed apprezzato dalla più vasta platea possibile. E come tutte le opere che vantano questo immaginifico pregio di onore alla memoria, “Panas” meriterà senza alcun dubbio sia la lode sia il sostegno e la protezione del Ministero in quanto opera di assoluta bellezza e di altissimo valore morale, spirituale e creativo.
Vincenzo Ingarao, 2 aprile 2009