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Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 05 Ottobre 2007 da pepe.nero

Un anziano fornaio di Ancona ,diceva sempre,mentre giocava a carte
"Basta un raggio de sole pè sciugà  na strada"
Il suo raggio di sole era la carta mancante nelle tredici che aveva in mano e significava vincere la partita. Spesso le sue speranze andavano deluse,in quei pochi casi che la fortuna gli dava una mano ,erano risate e sberleffi,altrimenti sbuffava alzando gli occhi al cielo.
Una frase semplice,come lo sono tutti i detti popolari,dove trovi , un velo di verità,uno di saggezza e nel caso specifico di speranza perché le cose cambino.
Infatti,chi non vorrebbe per se un raggio di sole ,che illuminasse la sua strada , che cambiasse in bella una giornata grigia.
Una piccola cosa ,che diventa una grande cosa.

Di un piccolo raggio di sole aveva bisogno mia figlia,una settimana fa,mentre con il cuore in mano,ci chiedeva il permesso di mettersi un brillantino al naso.
Immagino la sua fatica nel doverlo chiedere e quanta ne deve aver fatta per incassare il no secco di sua madre,fiera oppositrice di questa bizzarra moda,che io non trovo sia un male cosi grande.
Eravamo in pizzeria ed ho visto ,non un raggio di sole,ma un temporale in piena regola addensarsi sia sul volto di mia figlia sia su quello di mia moglie.
Ho chiesto a mia figlia le ragioni del suo volere ed immaginavo già  le sue risposte.

Frequenta da tre settimane,due il giorno della richiesta,la prima E dell’ ISA.Istituto Statale d’Arte in Ancona, che è,che dovrebbe essere,una laboratorio di creativi artisti,pittori ed orafi,ma anche un concentrato di tante stranezze e di tante diversità.
Sia negli alunni che lo frequentano,provenienti  da tutta la provincia,

sia nei professori che c’insegnano.

Il primo giorno di scuola ,ho accompagnato mia figlia ed abbiamo visto un gran bel campionario di fenomeni,alunni ed insegnanti, nessuno escluso.Docenti cinquantenni infilati in sgraziati abiti di pelle nera,spero indossati solo x l’occasione,falsi harleydavidsonisti  in gilè e codino,ma senza moto.
Vengono poi,gli alunni con braghe calate sotto l’elastico della mutande ,con  perizoma in bellavista,treccine rasta,borchie spille e quant’altro.Nulla che non sia già stato visto,non viviamo sulla luna,ma nella vita puoi scegliere,a scuola ci devi convivere.
La scuola è fatta anche per questo.
Dopo quella prima giornata ,la domanda era, quanto tempo impiegherà mia figlia ad ambientarsi ad assimilare questa nuova realtà.Ogni giorno, tastavo il terreno ,chiedevo se c’era qualche novità, cercando d’interpretare dalla voce in qualsivoglia malessere. Niente di che,solo era troppo silenziosa
Conosco mia figlia e ciò non è normale,so anche, che è molto riflessiva e selettiva nelle sue amicizie,stava sicuramente già valutando i suoi nuovi compagni.La mia preoccupazione immediata,era se avesse scelto come esempi i tre ripetenti della sua classe,non perché siano cattivi ragazzi,non posso dirlo,ma qualcosa avranno pur fatto x essere bocciati. Studiare piace a pochi e mia figlia non è l’eccezione che conferma la regola.
I ripetenti e quindi di un anno più grandi , si sa ,hanno sempre un loro fascino,fatto di vana gloria,finta  esperienza e forza.
Che ci si voglia integrare in un gruppo unendosi al più forte,imitando il più grande è cosa nota,nessuno di noi vi è sfuggito,come il volersi sentire più grandi di quello che si è .
E’ un male sottile e necessario attraverso il quale si inizia a crescere x amore o per forza.
Le ragazze,le adolescenti,sentono questa esigenza molto prima dei loro coetanei maschi, e la manifestano iniziandosi a truccare io dico sporcare quei bei visi puliti che hanno.
Non si sentono belle abbastanza ed attraverso il trucco si sentono più grandi e più belle.

 
Mia figlia,anche qui non un ’eccezione,il resto viene aggiungendo accessori, telefonini,mp3, scarpe,felpe e questi benedetti brillantini  al naso.
In due parole ,la reale motivazione della sua richiesta è sentirsi al pari delle sue amiche, non tutte,mascherare ancora la sua insicurezza dietro a trucchi o monili,per sentirsi più grande e più bella.
Posso forse biasimarla,non comprenderla?
Non è la prima volta che affrontiamo i temi dell’adolescenza,con un dialogo franco e sincero ,pane al pane ,vino al vino,ad ogni cosa il suo vero nome , ogni cosa ha un senso ed un perché.Nulla avviene per caso,esiste anche la fortuna,ma in primis è determinazione.
Ripeto anche quella sera ,tra un boccone e l'altro,questi brevi e fondamentali concetti,usando le parole più semplici che ho.
Lei annuisce e ripete si, si, si ed ancora si,lo so…ma si capisce che è fortemente contrariata ed aggiunge “in fondo chiedo solo un semplice brillantino al naso”
Lo so ,tocca  a me dire ,lo so,ed aggiungo “se fosse per me potresti metterlo anche stasera stessa,io il mio scopo l’ho già raggiunto ,averti messo faccia a faccia con le tue debolezze ed è  un bel traguardo sia per che per te.Adesso io, posso agevolare il tuo desiderio,dandoti il permesso,ma sino a quando potrò farlo?
Te lo dico,non ti ho mai nascosto niente e con te voglio un rapporto franco,schietto”
Uscendo dal locale penso “ basta un raggio de sole pè sciugà na strada”..speriamo ,trovi qualcos’altro  a cui pensare.
Umore nerissimo.
Il raggio di sole arriva,il giorno dopo ,sabato ,ultimo giorno della seconda settimana di scuola.
Oggi è venerdì e da quasi  una settimana si frequenta con il ragazzo più carino della 2° E, che non era passato inosservato ne ai suoi occhi,ne a quelli delle sue amiche imperlinate al naso.
Il suo, raggio di sole,si chiama Lorenzo e se l' è andata a scegliere tra tante che lei crede più belle di lei,senza perlina al naso,senza perizoma a vista,forse solo perché ha un sorriso spontaneo.
Questo lei lo sa,perché ridendo e scherzando,gliel’ho detto,” chissà perché il principe azzurro ha scelto proprio te” che non hai sto brillantino al naso.,che sei una tra le più brutte.Vedi che si può vivere anche senza.
Ride.
Basta un raggio de sole pè sciugà na strada.

 
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