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CHRISTIAN JACQ. L'EGITTO DEI GRANDI FARAONI

Post n°3 pubblicato il 20 Aprile 2009 da prositpress
 

*L'immagine, libera rielaborazione della copertina originale del libro, è un'opera di MARCO GUGLIELMINO grafico della PrositPress

L’Egitto dei grandi faraoni. Christian Jacq. Edizione CDE spa –su licenza Arnoldo Mondadori Editor, Milano 1998. pp 316. Titolo originale L’Egypte des grandes Pharaons

Ottimo testo divulgativo, il volume è una galleria di ritratti dei più grandi faraoni della storia egizia. Essendo impossibile evocare le vicende di tutti i componenti delle trenta dinastie che hanno dato vita alla civiltà ieratica per eccellenza, l’autore sceglie solo quelli che per importanza storica, culturale o anche solo di  costume hanno lasciato un segno tangibile (è questo il caso di Tutankhamon famoso più per la sua funesta leggenda che non per l’effettivo contributo dato alla Storia). Sebbene frutto dell’ingegno di un grande studioso, tutto il testo sembra essere filtrato attraverso gli occhi dell’appassionato piuttosto che analizzato dalla mente dell’egittologo. Lo scritto si sviluppa, infatti, seguendo due binari paralleli, quasi fosse un testo redatto a quattro mani, un solo scrittore dalla doppia personalità: l’egittologo si occupa dei punti dove le interpretazioni sono storicamente attendibili, l’appassionato, invece, scrive delle leggende e dei miti tramandatici dai geroglifici a volte dimenticando (volutamente?) che questi avevano solo una funzione puramente propagandistica e simbolica. É in questi passi che ogni faraone ci viene descritto come potente, sommo, saggio, forte, invincibile, inumano. In una parole divino. Indubbiamente il libro ha un buon valore culturale, che diventa ottimo se lo si pensa rivolto a un pubblico di neofiti. Interessanti le due appendici: sia quella cronologica che illustra il succedersi storico dei sovrani e delle relative dinastie (successione a volte lacunosa a causa della difficile ricostruzione e interpretazione dei reperti), sia quella bibliografica (particolarmente abbondante soprattutto considerando il taglio divulgativo dell’opera). Volendo sarebbe stato utile aggiungerne una terza contenente l’elenco e la spiegazione dei molti termini tecnici usati che, all’interno del testo risultano spesso oscuri alla mente del profano. Carente il corredo fotografico che, almeno nell’edizione presa in esame,  risulta essere in b/n e alquanto scarno valutando l’enorme mole di reperti archeologici e opere citate. Nonostante un’attenta lettura, resta difficile capire quale taglio volesse imprimere Cristian Jacq al suo terzo libro. Il libro è senz’altro un’ottima occasione per chi, privo di qualche infarinatura sull’argomento ma estremamente curioso, vuole avvicinarsi alla storia dell’antico Egitto facendosi coinvolgere da uno stile romanzesco che non cade mai nel tecnicismo nozionistico da molti temuto.

ROSSANA PREZIOSO

 

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