VIVERE RAGIONANDO

Vedi anche leonardomontoli.com - Vedi anche leonardomontoli.org

 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

LIBRI DI RIFERIMENTO

 

 

 

I VIP SILENTI

Post n°23 pubblicato il 20 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

I VIP SILENTI

 

non v’è dubbio che il Covid ha esacerbato gli animi dando luogo a un “tutti contro tutti” in cui trova posto l’espressione di un rancore (al quale forse non è estranea l’invidia) generalizzato verso i cosiddetti VIP, cioè coloro che in campo politico, economico, professionale ricoprono ruoli di particolare rilievo, che spesso li propone alla ribalta della cronaca ed alla forzata ammirazione del pubblico televisivo. A voler essere intellettualmente onesti dobbiamo dire che questo modo di fare di ogni erba un fascio non è assolutamente accettabile, anche perché non è detto che tutti indistintamente quelli che fanno parte della  massa giudicante si distinguano  per comportamenti moralmente ineccepibili in tutti i sensi e in tutte le circostanze. Denaro, potere, alta professionalità, possibilità di influenzare  l’opinione pubblica non sono automaticamente nemici dell’etica, dell’altruismo, del silenzioso operare il bene, come in realtà avviene in non pochi casi. Certamente sulla piazza forse non mancano VIP che gigioneggiano in esibizionismi fuori luogo, accompagnati da scarsa competenza, ed a volte repellenti; ma essi fanno parte del fenomeno uomo che è bene  lasciare al buon Dio di giudicare, perché lui solo sa cosa c’è “realmente” nel profondo dell’essere umano. Di fronte alla situazione in atto dobbiamo invece chiederci se non è giunto il momento di costruirci un’altra idea di VIP, a nostro giudizio largamente presenti nella società e non riconosciuti come “realmente VIP”; intendiamo dire i numerosissimi uomini e donne che “silenziosamente” promuovono il bene sociale con il loro  comportamento, che sfugge ai facili censori: intendiamo dire, con l’occhio al presente, i medici e gli infermieri che sono in trincea contro la pandemia, i volontari che si prodigano per aiutare le persone più deboli e (perché no?) I VIP  tradizionali( pochi o tanti che siano) che in silenzio, da sempre e oggi con maggior profusione di mezzi personali e materiali, aiutano chi è in difficoltà. Ma, da sempre, quelli che chiameremo i “VIP SILENTI”, annoverano fra le proprie fila uomini e donne (i cosiddetti “non indispensabili” secondo alcuni illuminati VIP tradizionali) che attingono alla loro ridotta pensione per aiutare figli e nipoti in difficoltà, nonché uomini e donne chiamati ad operare nei servizi sociali, con stipendi certamente non pingui, che non avendo mezzi di trasporto propri si sobbarcano ore di trasporto pubblico e pedestre per raggiungere “clienti” e luoghi di lavoro, ed anche professionisti che prestano la loro assistenza gratuitamente ai meno abbienti senza clamorose apparizioni mediatiche… E così via dicendo; e ciò  senza far rumore. Questi, a nostro avviso, sono i veri VIP ai quali si dovrebbe prestare più attenzione, specialmente da parte dei censori dal giudizio facile e generalizzato. Forse questi  VIP SILENTI   sono per un certo verso il sale della terra che la divina misericordia semina nella società, ispirandosi alla religione dell’uomo che non conosce diversità di razza, di colore della pelle, di censo, di credo religioso, di ruolo sociale,di ammontare del conto in banca.

 
 
 

CIP E VIP

Post n°21 pubblicato il 16 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

CIP e VIP

il mare continua a mietere vittime fra gli emigranti attraverso ripetuti naufragi che vedono spesso fra le vittime donne e bambini, e purtroppo anche neonati. Alcuni di questi spariscono in mare e non possono più essere ripescati. Immaginiamo che di questi “numeri” faccia parte il piccolo Cip, uno dei tanti che vengono contati attraverso fredde statistiche accuratamente redatte dal mondo degli “uomini più”, privilegiati del civilissimo mondo occidentale, nel quale spiccano i cosiddetti VIP , a loro volta abilissimi nel redigere statistiche riguardanti il flusso dei loro grandi capitali. Pensando all’immersione del corpo del piccolo Cip ci piace immaginare che, mentre affondava, intorno ad esso si sia formato un corteo di pesci e che l’abbiano accompagnato fino ad una fenditura nella roccia del mare, introducendovelo delicatamente. Intorno all’ingresso roccioso si affrettarono a posarsi stelle di mare. Ogni giorno, quando i raggi del sole fendono l’acqua e arrivano fino alla soglia della tomba di Cip, nugoli di pesci vanno e vengono davanti ad essa  per rendere omaggio al piccolo umano portatore di vita.

 E ci siamo immaginati il funerale di un VIP: adagiato in una lussuosa bara di legno pregiato, oggetto dello “sgomento” per la scomparsa di un uomo “indispensabile” alla moderna società dei consumi, proiettata verso un felicissimo futuro garantito dai progressi della scienza, e dalla indiscussa competenza di uomini politici illuminati. La cerimonia funebre ha chiamato a raccolta anche qualche uomo di cultura tributario della propria  “presenza”   sul palcoscenico dei media. E se si tratta di un politico non possono mancare gli yes man, specializzati in applausi a comando, che hanno costituito la sua “coorte” durante l’avventura della vita ; generalmente si distinguono perché guardano ripetutamente l’orologio  per paura di far tardi al l’appuntamento col nuovo VIP al quale si sono affrettati a giurare fedeltà già da quando il morto dava segni evidenti di essere prossimo a tirare le cuoia. Ciò che accomuna tutti i presenti è la forzata espressione di cordoglio, il ripetuto ricordo delle grandi virtù del “ giacente in bara.”, dalla cui dipartita alcuni di loro  si attendono un più o meno “utile”  lascito di diversa estrazione che possa servire come vademecum per la scalata sociale che ciascuno di essi ha in corso. Poi si snoda il “prezioso” corteo che accompagna “l’indispensabile” fino al mausoleo eretto per la circostanza. Pensando a Cip viene fatto di chiedersi qual è la differenza fra i due funerali? La risposta è semplice: le stelle marine, il raggio di sole, il via vai dei pesci di fronte all’anfratto che ne costituisce la tomba. Si obietterà che il VIP non è affogato…… Invece si,è affogato nel suo relativismo etico, nel delirio di onnipotenza di cui spesso dava spettacolo, nell’illusione di poter tutto comprare compreso l’amore. E c’è chi dice che le amanti (era un soperamatore) sono già tutte “accasate”; alcune addirittura con amici del VIP. E poi, diciamocela tutta, al funerale non c’è nemmeno un pesce!.

 

 

 

 
 
 

A CIP

Post n°20 pubblicato il 14 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

A CIP

ti chiamerò piccolo Cip,

perché sei volato in cielo

come un uccellino sconosciuto,

ma da sempre ben noto al Buon Dio.

Si sono bagnate le piccole ali

cadendo nell’acqua………

Spero tanto che il grande cuore del mare,

più grande di quello degli uomini,

ti abbia regalato una dolce, istantanea morte,

e un volo con ali nuove nel seno di Dio.

Ti chiedo perdono

Per tutti noi “grandi” nati prima di te

che avremmo dovuto vegliare

sulla tua dolcissimo fragilità

tenendoti stretto fra le braccia,

scaldandoti sul nostro cuore,

tacitando con i nostri baci

le tue grida invocanti aiuto.

Piccolo Cip

con la forza irresistibile

della tua innocenza tradita

prega Dio di avere pietà

delle anime in decomposizione dei “grandi” del mondo.

                                                                leonardo montoli

 

 
 
 

sulla vja della beatificazione

Post n°19 pubblicato il 13 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

Sulla via della beatificazione

 

Serpeggia , tra l’altro, l’opinione che se  un politico svolge con assiduità il suo ruolo sia degno di “grande plauso”. Ma a quanto ci risulta i milioni di lavoratori che compiono con assiduità  il loro dovere non sono oggetto di altrettanta sperticata ammirazione. Pertanto se uno mi dice  che quel tale politico è  uno che “lavora” gli rispondo che per farlo, è pagato(non poco) con i soldi dei cittadini, suoi datori di lavoro: quindi, se lavora, non fa altro che compiere il proprio dovere come milioni di persone, che non vengono “beatificate” per tale motivo. Gli yes man , artefici e sostenitori di tale beatificazione, sono gli stessi applauditori a comando che costituiscono la tabe dorsale della società e dei partiti politici.

 
 
 

NON SONO INDISPENSABILI

Post n°18 pubblicato il 06 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

 

NON SONO INDISPENSABILI

C’è chi afferma che il comportamento di alcuni politici di fronte al Covid  sottolinea, ancora una volta, quanto sia opportuno porre molta attenzione alla selezione del personale politico, tenendo conto non solo delle sue competenze ma anche della sua capacità di comunicare. La conoscenza della dinamica del consenso sembra non faccia parte del patrimonio culturale di alcuni politici, che non si rendono conto come il loro modo di relazionarsi all’opinione pubblica sia talvolta lesivo non solo dell’immagine personale ma anche di quella della compagine politica alla quale appartengono. In particolare in presenza della tragedia del Covid, le continue reciproche accuse, a volte affidate ad una terminologia a dir poco non  elegante, chiaramente ispirate ad interessi di parte in un momento in cui dovrebbe prevalere l’interesse generale e la convergenza degli sforzi in difesa di esso, può indurre a sospettare  una carenza etica che richiama la differenza fra politico e uomo politico: un argomento che potrebbe essere oggetto di una serena discussione, ispirata ad onestà intellettuale. Ciò potrebbe indurre a concludere, per rifarsi ad una recente affermazione emersa nel mare del “pensiero politico”, circa la non indispensabilità di alcuni personaggi sulla cresta dell’onda; intendiamo dire che potrebbe mettere in luce un nuovo concetto di “indispensabilità sociale” legato all’età della mente anziché a quella anagrafica; in vista del fatto che la prima sembra tendere a preferire il parlar concetti al parlar parole, con tutto quello che ne consegue: compresa l’eloquenza del silenzio quando essa costituisce l’opzione migliore.

 

 
 
 

MISERICORDIA

Post n°17 pubblicato il 02 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

MISERICORDIA

 

in questo momento di grande confusione anche non pochi  credenti appaiono  disorientati e cercano disperatamente il conforto in un Dio che sembra inafferrabile e lontano, proprio nel momento in cui lo si vorrebbe amico, e soccorritore vicino. Vien  fatto di chiedersi se per caso quei credenti non siano da annoverarsi fra quelli che il cardinale Carlo Maria Martini, nel libro “Pietro-Le confessioni” ( a pagina 63) così descrive: sono molte le persone che vanno in chiesa, recitano preghiere, ma in realtà per loro Dio non significa quasi nulla. Lo stesso può accadere nella vita ecclesiastica: ci si attiene a prescrizioni, si rispettano certe leggi, ci si sforza di acquistare qualche virtù senza tuttavia vivere il dinamismo della fede, perché la presenza del Dio vivente è spenta. Se ci esaminiamo con spirito critico, noi che ci diciamo credenti, forse scopriamo di essere ben lontani dal possedere lo spirito del colloquio interiore, quello che Gesù, in cui diciamo di credere,  preferisce intrattenere con i piccoli e gli umili; in verità siamo piuttosto cerebrali nel vivere la nostra fede, abitudinari del ne quid nimis, elitari rispetto agli “altri”, che guardano a noi cercando un comportamento esemplare, dal quale emani un silenzioso giudizio “ credibile” sulla morte imperante, che ci inchioda all’interrogativo sulla reale esistenza di un regno accessibile attraverso una  porta aperta sull’infinito. A quanto pare c’è una santa che l’ha trovata e per espresso comando del suo Dio la svela agli uomini in un’interessante “DIARIO” : è suor Faustina Kowalska. Dandogli uno sguardo si trovano delle interessanti promesse da parte della misericordia divina; di cui, anche chi ha inventato l’atomica e  sfoggia un ultramoderno cellulare, potrebbe scoprire di averne bisogno. Per fortuna c’è un Francesco in sintonia con tali promesse; forse non sarebbe male prestare attenzione a quello che dice, giudicandolo con onestà intellettuale.

 
 
 

LA VOCE DEL SILENZIO

Post n°16 pubblicato il 01 Novembre 2020 da Leonardo.Montoli

 LA VOCE DEL SILENZIO

saperli ascoltare, in silenzio senza far prediche, i giovani offrono spesso spunti di riflessione sulla dinamica dei sentimenti che segnano la vita.  Mi piace riferire quanto mi diceva il mio giovane amico Carlo che ha perso la madre per il Covid e non riesce a darsi pace. Più o meno queste sono le sue confidenze “Ho perso la mamma alcuni giorni fa; sono ancora giovane e figlio unico senza famiglia. Lei era tutto per me. Il Covid ha reso più acuto il mio dolore per la sua assenza perché dopo averla isolata in ospedale l’hanno portata via senza che  potessi darle un’ultima carezza e un bacio. Spero di poterla rivedere un giorno in cielo se la nostra vita non finisce qui; ma purtroppo il mondo in cui viviamo fa di tutto per convincerci che non c’è nessun’altra vita e che pertanto ciò che se n’è andato ora è nulla, e altrettanto  saremo noi quando moriremo. Ma io sento che non può essere così, che così non è perché mia madre non può avermi lasciato per sempre. Mai come ora sento forte il problema di Dio di cui mia madre spesso mi parlava; se mi interrogo seriamente mi rispondo di non sentirmi destinato ad esaurirmi in polvere, che c’è qualcosa di più in me che il Covid non potrebbe del tutto cancellare se dovesse portarmi via come ha fatto con mia madre. Mi capita spesso, nel silenzio del mio bell’appartamento “vuoto” di sentire la sua voce, o almeno così mi sembra. Il mio giovane parente che studia psichiatria, mi ha lasciato intendere che sono “malato”, ed è logico che sia così perché il suo Dio è la scienza che finisce qui.……” Quando il mio, depresso, giovane interlocutore ha chiesto il mio parere mi sono limitato a suggerirgli la lettura del DIARIO di Faustina Kowalska;e l’ho riletto anch’io ,qua e là: offre senz’altro buoni motivi per “pensarci su”, in silenzio, senza appellarsi ai troppi esperti in circolazione

 
 
 

CARLO DI DIO

Post n°15 pubblicato il 28 Ottobre 2020 da Leonardo.Montoli

CARLO DI DIO

Un ragazzo in vena di confidenze mi ha detto ,alcuni giorni fa: “sono un giovane come tanti in cerca di qualcosa in cui credere, dando un senso alla vita, che mi appare piuttosto triste e ricca di amare sorprese. Nel mio  peregrinare mentale mi  sono imbattuto in questi giorni nella figura del mio coetaneo Carlo Acutis, un giovane milanese di 15 anni morto in odore di santità e beatificato in questi giorni. Senza nutrire alcun straordinario interesse la sua figura mi ha incuriosito ed ho voluto saperne di più, scoprendo che questo mio coetaneo spendeva il suo tempo nell’aiutare i poveri di madre Teresa a Baggio e alla mensa dei poveri dei Cappuccini di viale Piave dove i poveri sono di casa da tanti anni, così almeno mi  dicono i bene informati, ai quali ho chiesto di spiegarmi il senso di quella lunga fila di persone che stazionano nei suoi pressi all’ora di pranzo; una fila che ho più volte visto passando in macchina per andare a casa. Carlo giungeva al punto di usare le sue mance per comprare i sacchi a pelo da regalare ai clochard che stazionano sotto l’arco della Pace; tutte  località che costellano quella ricca Milano che offre ai giovani benestanti, come me, ogni sorta di conforto e di divertimenti, ai quali io stesso partecipo largamente da tempo; e non è detto che mi dispiaccia anche se per dire la verità quando mi trovo nella mia ben fornita stanza di figlio unico a volte mi capita di sentirmi vuoto come un sacco sdrucito. Io che stimo del Vangelo il samaritano che considero un “cristiano senza timbro”, così come con alcuni miei compagni in crisi (contrariamente a quanto la gente pensa non siamo dotati di cervello evanescente), stimo proprio PAPA Francesco che si accontenta di tre stanze mentre molti servitori di Cristo alto locatI pensano che pecunia non olet, con tutto quel che ne deriva sul piano concreto, per non dire altro. Spero che il mio professore di latino apprezzi questa mia citazione. Per concludere devo dire che Carlo mi ha dato un benefico schiaffo al cuore; tanto che mi è venuto spontaneo di dire ad alcuni miei intimi amici di dargli un’occhiata perché  chi testimonia con la vita per me rappresenta il miglior garante della verità della sua fede, anche se io ancora non la condivido. Nella nebbia del mio spirito devo dire che mi hai fatto intravedere la traccia di un sentiero di luce che fende    il grigiore della società in cui viviamo: per ora ti dico grazie Carlo; spero un giorno di poterti dire di più.” Viva la sincerità dei giovani, dai quali molti “qualificati adulti” hanno tutto da imparare; per non dire altro.

 
 
 

UOMINI E PRETI

Post n°14 pubblicato il 28 Ottobre 2020 da Leonardo.Montoli

Uomini e preti

 

E’ vero: è tempo di dubbi e di scoramento di fronte alla mediocrità di alcuni rappresentanti del sacro; ma è anche vero, per chi vuol vedere senza pregiudizi, che ci sono anche  preti santi secondo il cristianesimo e, come tali, degni di ammirazione da parte dei non credenti per la coerenza del loro comportamento.

Uno di essi, interpellato su come definire questo momento, ci ha detto “non mi spavento affatto; io chiedo a Dio di far riflettere l’uomo sulla sua fragilità; credo che questo sia l’inizio della presa di coscienza dei suoi limiti,  che  se è  fatto con onestà intellettuale costituisce la miglior premessa per la conversione.

Gli uomini di fede devono rendersi conto che il miglior modo di comunicare l’incomunicabile, per esempio le verità eterne, è quello di viverle con intensa, silenziosa

 semplicità: il comportamento silenzioso e coerente è il più eloquente ed efficace dei messaggi, meglio di molte prediche e di solenni dichiarazioni. Comunicare Dio, per chi ci crede, e vuole portare gli altri a crederci, è quello di far sentire loro il profumo di Dio quando  si avvicinano: questa è la migliore empatia ai fini della conversione. Essa affonda le radici nella costante autocritica, nella coscienza della propria nullità che rifugge dal giudizio per aprirsi alla misericordia; la stessa che portò il Dio in cui si dice di credere ad affermare di essere venuto per servire non per giudicare, per salvare mediante il sacrificio di sé”.

 
 
 

I MIGLIORI

Post n°13 pubblicato il 28 Ottobre 2020 da Leonardo.Montoli

I MIGLIORI

“noi siamo i migliori perché depositari della verità, cioè della vera religione… gli altri sono una specie di razza inferiore spirituale, confinata sulla soglia del vero, mentre noi lo viviamo nella sua pienezza” così si pensa e si dichiara da parte di alcuni cristiani che si considerano Elite spirituale. Senonché chi ha avuto la fortuna di vivere a contatto diretto col mondo dei non migliori, intendiamo dire i non credenti, può testimoniare di aver trovato in quel mondo fior di galantuomini, molti dei quali silenziosamente fanno del bene utilizzando non solo i mezzi economici di cui dispongono, ma praticando anche una carità spicciola che richiama, per rifarsi al Vangelo dei migliori, al comportamento del samaritano. Il che fa pensare a questo Papa, che dovrebbe essere il migliore dei migliori, il quale va ripetendo continuamente di pregare per lui. Forse è per questo che i migliori di ogni livello più che a pregare per lui pensano a scaricarlo, perché prima di essere cristiano e Papa cerca di essere uomo rispettoso dei suoi fratelli semplicemente in quanto uomini, privi di etichette di qualsiasi genere.

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: Leonardo.Montoli
Data di creazione: 19/01/2010
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lucrylaborgiaLeonardo.Montoliprefazione09simona_77rmletizia_arcurivita.perezFLORESDEUSTADblack.whalelubopoITALIANOinATTESAanima_on_lineA.Dr.FaustCoralie.frinsiemeartescienzaapungi1950
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom