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Frizzi, sollazzi e rotture di cazzi

 

 

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Twelve small fake friends, one giant disappointment

Post n°67 pubblicato il 06 Aprile 2007 da PartyBoy80
 
Tag: Storie

Uno mi ha abbandonato perché non garbavo alla sua ragazza. Lei lo ha lasciato per un panettiere marocchino. Ora si consuma l’anima servendo ai tavoli di una sala bingo.

Un altro mi ha detto “basta puttane e droga: IO metto la testa a posto”. E’ entrato nella Forestale: sniffa e và a puttane, ma con la divisa.

Quello con cui sognavo di cambiare il mondo si è accomodato dietro una cattedra di Fisica. “Ti presenterei volentieri ai miei professori se solo la smettessi di ruttare”. E la rivoluzione?

Due decisero che ero uno sfigato perché non avevo una macchina. Gli porto i fiori una volta l’anno, sul pilone della Pontina che li salutò per l’ultima volta.

Uno lo senti in tv e alla radio presentare i suoi corti. E’ un regista in erba. Ha venticinque anni. E si è dimenticato che le mani che scrivevano le sceneggiature, le musiche, e i copioni erano tre. E due erano le mie.

Uno ha sfondato e gira il mondo. “Vuoi suonare con noi? E’ un progetto fico…” mi disse. Io rifiutai e lui ci rimase male. Ora mi chiama di notte da una camera d’hotel in Giappone per riempirmi di insulti e ricordarmi quanto sono stronzo. “ Ti sta bene, merdaaaa!!!”. “Auguri Ci’, goditi il successo”.

Un altro quando mi vede mi ripete a memoria il corso prematrimoniale: l’importanza della stabilità, il ruolo di Cristo nella società, andate e riproducetevi e così via. Si sposa a settembre. Ed ha paura che riveli la sua omosessualità e come sono venuto a saperlo.

Uno và in giro a dire che da me proprio non se l’aspettava. Io ci penso e ci ripenso ma non riesco a capire cosa. Sarà forse è che io ho conservato i capelli in testa, lui li ha persi tutti.

Una lasciò me, la città, la famiglia e gli amici. Voleva di più. L’ha trovato, ma si è accorta che si stava meglio quando si stava peggio. E bucare le gomme alla macchina della mia ragazza non mi porterà indietro di dieci anni.

Un altro, che mi rinfacciava di essere un borghesotto sazio perché aborrivo la sinistra giovanile e i film del nano moretto, fà finta di non vedermi dalla vetrina della gioielleria che il papi gli ha comprato.

L’ultimo mi picchiò perché mi ero trombato la sua donna, sua futura sposa. Glielo aveva confermato tutta la nostra comitiva. Io mi tenni le botte, nonostante non avessi fatto nulla. Decisi che la sua massima punizione fosse quella di sposarsi e non sapere che le corna le aveva, ma non da me, bensì da tutta la comitiva.

 
 
 
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