Quando il dramma sembra non aver più fine e tutte le porte appaiono inflessibilmente serrate i ricordi costituiscono l'unica ancora di salvezza.
Se la ricostruzione di ciò che si è stati può offire la possibilità di riappropriarci della nostra identità.
" E' il tempo che costruisce la nostra storia,
disegnando quel filo rosso che parte dalle origini
attraversa il prsente e si protende verso il futuro."
Quando la delusione è cocente, l'unica via di scampo opporre il ripristino di situazioni che sembrano superate, nell'illusione che si possa tornare indietro e annullare gli avvenimenti dolorosi intercorsi.
Spesso, però, nella negazione di quanto è accaduto, si finisce per andare troppo a ritroso e spegnere anche quei lieviti che pur erano la spia di impulsi profondi.....che chiedevano a gran voce di essere soddisfatti.
La posizione di retroguardia è l'illusione di poter sconfiggere il drago della propria ribellione.
" I porti non sono così mai sicuri come si era sperato
e l'apparente bonaccia può da un momento all'altro cedere il passo a vecchie procelle
quando una nuova fantasia scompiglia l'ordine ostinatamente costruito."
Vi sono rinuzie alle quali il pensiero ritorna raramente per il timore di accendere un dolore al quale
non si era permesso di esplodere.
Ma la cosa c'è, resta lì, un filo pronto a tessere altre tele, apperentemente indipendenti da loro,
ma in realtà misteriosamente indissolubilmente intrecciate.
Lui:<< Ma c'è qualcosa che non capisco.....una specie di vuoto nella tua vita.
Come faccio a mettere insieme le due facce, quella della ragazza entusiasta e vivace
e quella della donna posata, fredda, razionale e malinconica?
Che cosa c'è stato in mezzo? >>
Lei:<< Dolore.......delusione.....paura>>
<< Ma sono vere tutte e due quelle facce e nessuna è migliore dell'altra....
basta amarle entrambe. >>
[ Passaggi tratti dal libro " Scavi di donna" ]