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Antitabagismo

Post n°20 pubblicato il 01 Giugno 2005 da Under.me
Foto di Under.me

Ieri era la giornata antifumo, archetipo dell'Italietta fondata sull'anti a tutti i costi. E buon pro faccia loro...

Antifumo... ormai è diventata una nuova esaltante crociata, un imperante new deal, una ragion d'essere e d'esistere.
E da fumatore inizio ad esser oltremodo infastidito...

Trovo assolutamente corretto vietare il fumo nei locali chiusi; non è un problema di libertà oppressa quanto, in primis, d'educazione. Fumare in ristoranti, bar, luoghi di ritrovo e similarità varie ha sempre rappresentato un off limits invalicabile che non avrebbe nemmeno dovuto aver bisogno di una legge bastando una ragionevole quantità di cellule cerebrali. Purtroppo, però, non tutti hanno sinapsi allenate come le mie e quelle di pochi altri virtuosi, così sia ben venuto tale divieto.

Tuttavia, però, trovo anche indispensabile garantire (ok non fumatori, incazzatevi... eheheheh...) ai tabagisti il soddisfacimento della propria pulsione. Visto che si scuciono fior di svanziche per garantirsi il diritto legale ad un peggioramento della salute trovo anche corretto dare modo di godere di quanto profumatamente acquistato.

Invece no... per Sirchia e la sua accolita di novelli purificatori d'anime e polmoni (così come per chi gli è subentrato) le sigarette possono si essere acquistate ma non fumate. Il gusto, secondo i soloni della giurisprudenza, risiede non già nell'aspirare il tabacco contenuto nel cilindro di carta bensì nell'acquisto del pacchetto, in quella sorta di obolo che più o meno inconsciamente ogni fruitore versa allo Stato. Tutto qui... poi anche l'atto di sfrenato onanismo è permesso, tanta è la soddisfazione immagazzinata. Il fumatore, secondo la logica della vigente normativa, deve esser felice di possedere il pacchetto! Sic et simpliciter.

Trovo fuori luogo le scritte terrorizzanti così come la richiesta di risarcimenti da fumo. Nessun esponente della Philip Morris (o azienda ad essa equipollente) m'ha mai puntato un'arma alla tempia ingiungendomi di accendere un manufatto da loro prodotto e commercializzato. Chi è fonte del suo mal pianga sè stesso, semplicemente.

Però ritengo demente, DEMENTE,  proporre di estendere il divieto agli stadi, ad uno in particolare. Considero bastardo, BASTARDO, continuare a vendere le sigarette stringendo il malloppo da una parte mentre dall'altra si argomenta circa la volontà di difendere la salute dei propri cittadini.

Le sigarette fanno male? Le malattie da fumo sono un onoere economico collettivo? Perfetto, NON VENDETELE PIU'. Ma che la si pianti con questa logica per cui la mano destra non sa quanto viene compiuto dalla sinistra.

Gente, voi ne avete i polmoni pieni... ma noi le PALLE!
E mi sia perdonata l'ineleganza della chiosa.

 
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