
Leggo dello strano caso del giovane al quale è stata tolta la patente in quanto omosessuale e mi interrogo.
Non tanto sulla logica del provvedimento, si commenta da sola, quanto sulle sue conseguenze.
Dunque, ricapitoliamo. Agendo in nome dello Stato, e quindi del popolo italiano, un giudice toglie il permesso di guida a causa della tendenza gay manifestata dal reo durante le visite di leva.
Visite che ho sostenuto anch'io e che immagino esser state ben diverse dalle mie per potere accertare la diversità di gusti sessuali. Come avranno mai fatto, mi domando, gli zelanti preposti a concordare sull'inclinazione del giovine?! Film porno? Avances di una procace infermiera o di un avvenente medico? Il mistero permane e s'infittisce...
In ogni caso, tornando a bomba, il ragazzo si sente giustamente discriminato da un provvedimento così palesemente privo di fondamenti giuridici ed incarica un legale di provvedere alla tutela dei suoi diritti.
Come era logico, la Corte di Cassazione non solo riconosce l'illegittimità del provvedimento ma elargisce un risarcimento equitativo, per il danno morale arrecato, pari a cinquecentomila euro, quasi una miliardata delle vecchie lire.
E chi paga, a questo punto? Colui che ha causato il tutto? Il fenomenale giudice? Noooooo...
E allora chi, mi domando retoricamente? Ovvio, la collettività... lo Stato! Che basandosi sul gettito dei contribuenti elargirà quanto pattuito.
Riflessione finale
La prossima volta che farò le visite di leva mi dichiarerò omosessuale, mi metterò d'accordo con un giudice e mi basterà avere un pelo di pazienza per portare a casa, dopo qualche anno, una discreta cifra. Altro che gratta e vinci... senza nemmeno dovere spendere un centesimo per acquistare un biglietto...
(o forse è per questo che han tolto la leva obbligatoria?!)
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 02:02
Inviato da: lorteyuw
il 25/03/2009 alle 02:02
Inviato da: lorteyuw
il 24/03/2009 alle 23:47
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 14:30
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 14:14