Creato da: chinasky2006 il 01/08/2007
A sud di nessun nord...

 

In the death car

 

Ultime visite al Blog

margaritorobertoautosport156natalydgl7Donato45michelelaurenti89bradipo_79kiss_and_knifeLorenzo_Favilli4ever72arcenciel13seeronluigi230393tigredellapadaniaandre.cosemarkomanetti
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

 

 
« L'8 MARZO IN VILLA. ELE...SANTO SILVIO LIBERA LAMP... »

IL CLOWN SI DA' ALLA GUERRA

Post n°178 pubblicato il 23 Marzo 2011 da chinasky2006
 

Foto di chinasky2006

 

Ghedini, passo lento e flemmatico e sguardo infingardo, entra in aula per l’udienza del processo Mills. Il suo assistito, l’imputato, non c’è. Contumace per ragioni di causa maggiore: presiedere il Consiglio dei Ministri. Deve pensare alle cose serie, il pluri imputato. Il legale stoccafisso osserva la platea con l’aria da divo delle soap opera andato a male. Ed è un tripudio. Un drappello di fans settantenni lo accoglie con applausi e cori spontanei. “Breeevo! Breeeevo!”, si odono le voci gracchianti delle vecchie bacucche. Un agghiacciante e tremulo vibrato, cui si accompagnano ossuti applausi interminabili. Saranno una ventina, tutte coi capelli corti ed arricciati in testa, dai colori indefinibili: si va dal rosso cardinalizio, all’arancio acceso, al viola-grigio. Sembrano delle oscene comparse di “Forum”, ed irrompono in un’aula giudiziaria per far sentire il loro appoggio al despota contumace. Eccola l’EPOCALE rivoluzione della giustizia promessa dal premier, annunciata al mondo mostrando l’esemplificativo e geniale stilema di due bilance. Sta tutte in quelle facce grinzose, dentiere malferme ed occhiali a civetta. Ridurre la giustizia a “Forum” di Rita Dalla Chiesa, sotto il severo controllo del Governo. Ghedini auspica e pretende di ascoltare sedicimiladuecentosessantaquattro testimoni indispensabili. Tanto per far passare in carrozza l’anno che separa il processo dalla prescrizione.

Ma il premierissimo non c’era. Impegnato in questioni di primaria importanza per il bene di quella Itaglia che, malgrado l’odio e le invidie, sta aggiustando. A cominciare da Mediaset, in floridissima ascesa. Nel consiglio, all’ordine del giorno v’è il conflitto in Libia. Il tiranno è un poco costipato e pensoso. Dopo aver ostentato il martirizzante cerottone pietoso alla guancia, ormai non si farà vedere più in giro, fin quando il sorriso di cemento non potrà tornare smagliante come i giorni belli. Prima di discutere di conflitti bellici, con piglio deciso, fa la conta degli adepti. Deve usare tutta la sua leadership da capo carismatico per districarsi nelle annose beghe riguardanti le poltrone. I RESPONSABILI, capeggiati dalle illustri personalità Scilipoti e Calearo, reclamano ricchi premi e incarichi, come segno di riconoscenza per la loro responsabilità patriottica. E c’è da premiare anche le vedove dei Martiri di Ad Acta, Bernini e Saltamiquì che per mesi si sono spese a difesa del loro Messia con capriole carpiate, al rischio di farsi scoppiare la jugulare e farsi venire un prolasso. La Saltamiquì, in particolare, è affranta dalla scandalo sul finto Master bocconiano. Immediatamente tranquillizzata dai vertici di partito. Letta la consola: “Siamo mica in Germania, dove un ministro è costretto a dimettersi per aver copiato la tesi. Non siamo così puritani noi…metteremo una pezza anche a questa calunnia. E poi cosa vuoi che una sottosegretaria governativa con titoli di studio taroccati, quando il capo del governo è imputato per prostituzione minorile, suvvia…”.

Tutto si aggiusterà e la meritocrazia verrà premiata, tuona Ello. Poi si entra nel vivo della questione bellica. L’Italia è entrata nel conflitto contro la Libia di Gheddafi. Silvio l’Augusto è imbarazzato. Continua a far più danni della peste e rendersi ridicola macchietta agli occhi del mondo. Neanche se s’impegnasse, riuscirebbe ad essere più comicamente patetico. Qualcuno narra d’averlo visto piangere in silenzio, tra un bungabunga e l’altro. Fino ad un paio di mesi fa il dittatore libico veniva considerato baluardo della democrazia e campione dei diritti umani in oriente. Accolto trionfalmente con pacchiani onori nella nostra penisola. Spettacoli equestri, frecce tricolori, scambi di regali kitch, 300 bagasce con belle tette offerte come dono di ben venuto fa convertire all'Islam e accampamento beduino al centro di Roma a sei zeri. Il tutto prima di passare alle cose serie: I miliardi per riparare ai danni coloniali, armi donate e la ratificazione del trattato d’amicizia, col quale l’Italia s’impegnava solennemente a non usare le sue basi per atti ostili o belligeranti contro la Libia. Sono bastati venti giorni e quella democrazia illuminata ed amica, s’è trasformata nella peggiore dittatura stupra diritti umani. Anche Frattini se n’è accorto, d’incanto. Per carità, il dittatore che garantisse lo status quo in un luogo così delicato serviva a tutti. Mai nessuno però si era spinto ad atti di pacchiana ruffianeria bacianocche, come il nostro clown. “Sono un guascone”, s’è giustificato senza provare imbarazzo, il nostro despota. E’ la differenza tra l’avere come capo di stato una persona seria o un guitto d’avan spettacolo. Lo sanno anche gli americani, come rivela wikileaks. Ma quel fantoccio inetto e pericoloso per l’Italia, a loro invece serve. Come gli serviva Gheddafi.

Il despota ed i suoi ministri affetti da gravissima forma di demenza pseudo-caricatural-fascista, discutono animatamente. Chi aveva sempre sostenuto che questo governo è nient’altro che la parodia inetta del regime fascista del ventennio, ora ne ha le prove lampanti. Francia, Usa e Inghilterra con prontezza diabolica danno inizio alle danze belligeranti. Tutti pronti ed attivi per accaparrarsi fette più consistenti del petrolio libico, senza aspettare la risoluzione della Nato. E le macchiette del nulla italico? Tirate per il collo, entrano nel conflitto dalla porta di servizio. Trascinati ad una guerra (da non chiamare guerra, però), che proprio non volevano. I Padani sono contrari all’intervento. Il nostro Governo non ha nemmeno una posizione unitaria sull’ingresso della nazione in un conflitto. C’è qualcuno che non pensi ancora d’esser al centro di una barzelletta tragicomica? Se un manipolo di indipendentisti (che in tutte le nazioni civili sono nient’altro che minoranza folkloristica delle opposizioni) da noi sono chiamati a governare una nazione, niente può sorprendere. La Russa, ministro della guerra agita i pugni al cielo, lui che fino a due mesi fa andava ripetendo alle genti la sua perla più illuminante: “La Libia ha una democrazia che dà maggiori garanzia rispetto alla Spagna!”. Ora anche lui s’è convertito all’idea della feroce dittatura di Gheddafi. “Non ci faremo trattare così. Non lasceremo che usino le nostre basi e facciano quello che vogliono. Dobbiamo avere un ruolo imBorDanDE anGhe noi! Pure noi dobbiamo sparare! Bum! Bum!”. Il monarca annuisce. “Dobbiamo farci rispettare, far valere il nostro peso nella Europa! Proporrò Napoli come centro di coordinamento delle operazioni! Io sono un grande statista! Tra l’altro, in quei luoghi dopo tre anni cominciamo ad affrontare il problema della mondezza, ed allo estero capiranno la nostra efficienza estrema!”. Grandi applausi e spontanei cori delle libertà.

Intanto Francia, Inghilterra e Usa bombardano allegramente. Trascinati per la collottola, anche un paio di aerei italiani svolazzano sui territori libici. Eccolo il peso, prestigio ed importanza dell’Italia in Europa. Ognuno raccoglie quello che è e quello che semina. Quale credibilità internazionale può ancora avere un’accozzaglia di inetti fascisti capeggiati da un ottuagenario pupazzo satriaco le cui più fulgide azioni di politica estera sono state: Baciamani al dittatore, spacciare in questura una minorenne prostituta marocchina per nipote di Moubarak o provare maldestramente a corrompere una impiegata dell’anagrafe per aumentare di due anni l’età di quella prostituta. Cosa aspettarsi da questa gente? Che siano messi al centro delle azioni o addirittura che in una questione così delicata riescano a prendere una posizione decisa? E’ semplice, in fondo. Bombardare o no. Rimanere coerenti o meno. E invece sono lì, pavidamente titubanti, che non si sbilanciano definitivamente attendendo gli esiti. In poche ore si rendono sempre più ignavi zimbelli. Col rischio di far massacrare il paese in via definitiva. In un solo colpo riescono a: rompere il patto d’amicizia libico mettendo a disposizione le basi italiane per farli bombardare, passando per i “soliti cani infedeli e fascisti”. E cosa guadagneremo da tutto ciò? La nostra posizione strategica sarà usata da chi otterrà i guadagni economici del conflitto (Usa, Francia e Inghilterra). L’Italia invece raccoglierà la mondezza e possibili bombe. A partire dal fiume umano di profughi che stanno portando al collasso Lampedusa nella normale indifferenza dell’Europa ed inettitudine dei fantocci governanti che li lasciano lì come deportati del nazifascismo, per arrivare ai rischi ben più grandi di ritorsioni militari, in qualità di nazione più vicina ed esposta. I rischi maggiori di tutti i partecipanti, per un guadagno inesistente. Zerbini e sguatteri, sfruttati dell’Europa per i suoi fini. Qualcuno può forse sorprendersi dal dileggiante modo in cui le restanti nazioni ci considerano? Possono rispettare e ritenere serio un paese governato da un povero malato mentale, pluri imputato?

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963