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Morgan, censura di un drogato che scrive canzoni

Post n°137 pubblicato il 19 Febbraio 2010 da chinasky2006
 

 

Ieri ho visto il Festivàl di San Remo. Venti minuti, prima che il sonnifero a settanta gradi facesse il suo sporco effetto. Sia mai, si sa che noi radical chic rifuggiamo la kermesse festivaliera. Non per qualcosa, semplicemente perchè vi partecipano le più brutte tra le canzoni italiane scartate per indecenza.
E chi ti vedo, in quei dissennati venti minuti? Fiorella Mannoia. Ah no, non partecipa alla bagarre. E' un "super ospite", di quelli importanti. Ma un suo repertorio ce lo avrà Fiorella Mannoia? Da una vita ci viene propinata come grande artista, e sgozza le poche godibili canzonette italiane. Ma va bè.
Ma questa è stata l'edizione del tremendo "scandalo Morgan". Ho seguito con estrema attenzione l'evolversi dello psicodramma. Il cantautore brizzolato dalla ostentata vita bohemienne, sugli scudi di una ferocissima polemica. Dopo un discreto passato musicale, ridotto a miserabile giudice di x-factor al fianco di Simona Ventura (pur'ella, ad occhio e croce, avvezza agli eccitanti chimici. Basta guardarla in faccia e sentirla mentre straparla, con gli occhi a palla). Ma torniamo alla pietra dello scandalo. Il Morgan, dichiara con candore di fare uso di crack. Ottimo rimedio alle angoscie spirituali ed alla depressione. Pur nella follia di una inutile ostentazione di propri umili cazzi, c'è della verità in quella frase. I tossici di crack (mica io, sia chiaro) quando non assumono droghe, cadono in un ombroso stato di depressione. Poi basta pippare un pò, e tutto passa. E' un circolo vizioso. Può piacere o meno. Ognuno decide per la sua vita, senza ammazzare o rubare a nessuno.
Insomma, non sembrava nulla di così irreparabile. E invece, giù fiumi d'inchiostro, accesi dibattiti, urla scomposte delle associazioni religiose, sdegno, costernazione incredula, dissociazioni, interrogazioni parlamentari. Tutti contro il miserabile cantautore (forse) maledetto reo confesso. Occasione ghiotta per ostentare il proprio moralismo utilitarsta, raggelante e finto.
La malsana idea che fosse tutta una montatura per far discutere del Festival, altrimenti privo d'interesse, prende corpo. Pubblicità per la manifestazione, pubblicità anche per il disco di Morgan (a proposito, ma li farà ancora i dischi?). La Rai prende una ferma posizione. "Niente Morgan a San Remo". Già, è un cattivo esempio di scelleratezza dei costumi. Ed ecco l'apprendista cantautore polistrumentista bohemienne, che si confessa. Cospargendosi il capo di cenere, chiede scusa a "Porta a porta". Ma non serve a nulla. La tv di stato non può ospitare tre minuti di canzone di un drogato reo pentito. Nessuna redenzionee. Ma due ore di fregnacce sul primo canale, si. Una cosa bizzarra. Come bizzarra è l'idea di una raitivvì ridotta a rai educational per bambini subnormali.
Un'ondata di moralismo di ritorno beceramente anacronistica. Soprattutto se ci si sofferma a pensare che l'intero paese è governato da un "anzianotti" posticcio che va a giovin puttane a pagamento, procurategli da un amico che che come si legge dagli atti, era solito all'uso ed abuso di polveri bianche. Invece, un artista tossico che scrive canzoni inoffensive, va discrimato e messo al bando. Chi con vizi e stravizi più gravi pretende di governarci elevandosi ad esempio morale, va più che bene.
Niente di strano, perchè sorprendersi ancora. Come politici drogati ed usufruitori di sesso a pagamento, partoriscono leggi contro la droga e la prostituzione. Così dirigenti televisivi probabilmente pipparoli (perchè oramai pippa il 95% dei vip's e il 50% dei poveracci), escludono un artista che fuma cocaina, per i suoi stramaledetti motivi, che non dovrebbero riguardare nessuno, se non lui.
Ma perchè continuare ad avvilirsi, è tutto nella logica delle cose. Si è in un paese in cui la maggior forma di cultura è data da Sandro Bondi, Santanchè e Calderoli. Dove in nome di un fondamentale esempio morale, ci si deve elevare lo spirito leggendo le opere di Bruno Vespa, suor Germana, o al limite di Moccia, mica coi libracci di lazzaroni drogati e ubriaconi, come Velaine, Bukowski, Raimbaud. Giammai! non sono un buon esempio per il futuro che si sta preparando ai nostri ragazzi. Fatto invece di realities, grandi fratelli, salotti intellettuali della D'Urso, e compiacimento per gli usufruitori finali della prostituzione raffinata. E' la palestra in cui forgiare elettori illuminati, che poi, se sfuggono ai centri d'igiene mentali, finiscono per acquistare con gioia l'opuscolo "Noi amiamo Silvio".
L'Italia è un paese che deve modificarsi, anche a partire dalla musica. Godere di buone note pane e salame. Ascoltare bei gorgheggi di Gigi D'alessio, Al Bano e Laura Pausini. Non si possono mica traviare le menti dei giovani con musiche demoniache, partorite da menti allucinate, come Jimi Hendrix, Pink Floyd, Rolling Stones, per non parlare di Led Zeppelin o di quell'alcolizzato di De Andrè. E pazienza se era un poeta. Anche lui sarebbe stato bandito dall'attuale televisione di stato Italiana. Insomma, "stiamo tutti bene". E nessuno si accorge che nel 2010 si ritorna alla censura fascista di qualche decennio fa. Quella che discriminava lo stesso Faber e Pasolini, e stuprava scientemente l'arte, perchè pericolosa. Avendo il sovversivo potere di aprire le menti della gente, mettendo in pericolo la serenità del regime.
Poi, sempre in quei dissennati minuti di visione festivaliera, noto comparire sullo schermo il bel faccione accattivante del principino Filiberto di savoia. Si, proprio il discendente di quella famiglia che distrusse il nostro paese. Lo guardo incuriosito. Canta "Italia mia, viva il mio paese..". Ed ignominiose robacce del genere. Rimango smarrito. Poi mi tranquillizzo. Cosa diavolo può capire delle cose normali, un drogato come me.

 

 
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