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Il caos delle elezioni (Forma e sostanza)

Post n°138 pubblicato il 04 Marzo 2010 da chinasky2006
 

Giornate assai convulse stanno infiammando la nostra politica. E' notizia di pochi giorni fa. Le liste dell'aspirante governatrice del Lazio, rigettate perché presentate fuori tempo massimo. Stessa sorte per Formigoni, impegnato nella corsa in Lombardia. Attentato! Vergogna! Colpo di Stato! Come si osa escludere liste così importanti? E' un principio di democrazia basilare, voglio dire, uno dei più incontrovertibili che questo governo ha posto in essere: "Il potente non deve mica sottostare a simili cavilli di becera legalità. Il potente è sopra ogni limite, proprio perché è potente. Diamine. Altrimenti che potente sarebbe?". Il premier cerca di spiegarcelo ogni giorno, ma la gente ancora non riesce a capire questo principio così elementare. E' bene ricordare, che in gran parte d'Italia, la stessa esclusione è avvenuta per la Lista Bonino, ed altre liste minori. Ma di loro cosa ce ne impipiamo? "La democrazia delle libertà" è altra cosa.
La tremenda ed irrispettosa esclusione, ha creato un terremoto all'interno della maggioranza. Livore, rancore, rabbia e la tipica violenza da Gestapo, di chi proprio non sopporta l'idea vigliacca di dover soggiacere alle leggi degli uomini. E della massaia Marietta Pezzella, cui per un giorno di ritardo nel pagamento dei tributi, rischiano di cavare due incisivi d'oro. Voci di protesta, preannunciati ricorsi al Tar, Consiglio di Stato e se necessario, financo alla Corte europea per i diritti dei primati marsupiali. Agghiacciante. Bonaiuti, col proverbiale alito mefitico grida al complotto: "Complotto, vigliacco complotto! I comunisti vogliono vincere senza avversari!". Il sempre moderato La Russa, si fa carico dell'autoconferito ruolo di capo delle forze armate fasciste, ed ha il buon gusto di parlare di "legalità violata". Buon Dio, ma chi ha messo l'Italia nelle mani di simili bestie subumane, senza intelletto e pudore? Cos'ha fatto un paese noto nel mondo per la sua arte e creatività, per ritrovarsi in mano a queste sacche di fascismo aberrante, riottose, violente, senza cultura e la benché minima idea di legalità? Poi, il buon capo delle forze dell'ordine squadrista, minaccia velatamente di poter ricorrere l'utilizzo dei carrarmati, spalleggiato da un Gasparri già col manganello sotto la giacca. Il diversamente dentato Calderoli intanto invoca ad alta voce la secessione padana, poi biascica anche gli altri due terrmini del suo vocabolario: "Federalismo" e "pirla". E viene condotto via a braccia, da due infermieri. Pure Bertolaso, allertato sulla possibile guerra civile, ha detto la sua: "Basta che poi mi procurate due mignotte thailandesi, per dare sollievo alla mia povera schiena.". Gliene hanno garantite un paio, ovviamente non di mezza età.
Poi è tutto un coro scomposto di insulti, verso chi ha lo squallido ed irriverente ardire di voler far rispettare qualche regola democratica, in elezioni già antidemocratiche di loro. Chi si azzarda a chiederne il ispetto, tacciato con violenza balilla, di essere sovversivo o bolscevico. Prima i giudici, poi i radicali, domani chissà chi.
Si scompongono, quando bastava solo fare più attenzione, e depositare le firme per tempo. Ma una coalizione impegnata per garantire il benessere del paese, può mica pensare a simili quisquilie sceniche. Tutti volti, anima e corpo, a partorire leggiucole per salvare il sultano dal confino, destreggiarsi tra escort di gran lusso, scandali a luci rosse, corruzione e parlamentari collusi con mafie di ogni risma, sarà sfuggito loro quel piccolo dettaglio: Presentare le liste per tempo. E si che la Polverini ed i suoi gerarchi balilla si erano mossi tempestivamente, per faccende serie: Allorché migliaia di ultrà laziali neonazisti minacciarono di non votare per lei se non fosse fatto qualcosa per la loro squadra, notte tempo, con una mirabile opera di diplomazia in Russia, venne garantito loro un nuovo allenatore. Poi che vuoi, di presentare le liste ci si può anche dimenticare.
Imbarazzo del capo dello stato, che si trincera dietro un eloquente "Che disastro". Tradotto: "In che mani è il paese. Buon Dio.". Informato degli incresciosi sviluppi, i monarca di Arcore congeda immediatamente le quattro puttane ed i centodue legali, coi quali pur stava alacremente lavorando alle riforme per il bene del paese. Adirato e stizzito, convoca nottetempo una "adunanza delle libertà". Il sire è furioso, invano il maggiordomo Emilio Fede gli somministra tre dosi da cavallo di calmanti. Tremola tutto. Vorrebbe indire guerra all'Italia. Invadere la penisola a suon di cannonate. "Dilettanti! Dilettanti!" continua a sbraitare. Chiama pure Vladimiro Putin, chiedendo informazioni su qualche rimanenza di armi al plutonio. Poi, con la forza della semplicità, mentre recitava un'ave maria in onore della “madonnina sempre vergine di Pompei", la Ministra Mara Carfagna abbozza a mezza voce: "Ma maestà, scusi l'ardire, ma il potere ce lo abbiamo noi, mica occorre bombardarci.". Il sire si distende in un largo sorriso. "Oh Mara, come farei senza di te, voi donne siete l'altra parte del cielo!", e le bacia la fronte in modo paterno. "Maestà le serve il rinvigorente equino?" interviene prontamente il maggiordomo Fede, brandendo un beverone fumante usato per eccitare i tori di Pamplona.
"Si contenga viscido lustrascarpe, più tardi, più tardi... prima debbo fare un bel decreto. Il potere ce lo abbiamo noi. Ignazio, fermi i carrarmati!".
Seduti al tavolo ovale, iniziano la stesura del provvedimento d'urgenza, chiamato "decreto delle libertà assolute".
"Maestà, lo scriviamo in dialetto bergamasco? Sa che smacco per quei pirla lì?". Interviene Calderoli.
"Non esageriamo, siamo o non siamo un partito moderato? Scriva Ghedini, che m'è venuta l'ispirazione!"
"Io medesimo, Silvio Berlusconi, in qualità di unico premier eletto dagli italiani, e forte del 77% di consensi (secondo gli ultimi sondaggi) dispongo ciò che segue, come incontestabile dalle forze sovversive del paese (giudici et similia che mi perseguitano come Gesù in croce): Le liste del popolo della libertà debbono poter correre alle elezioni, perché in quanto maggioranza, non possono essere vieppiù soggette a miserabili cavilli burocratici, allo stesso modo delle minoranze che ci hanno solo il 2% dei voti. La democrazia va rispettata, chiribbio E noi abbiamo il potere democraticamente conferitoci dai sudditi. Che ci apprezzano per come abbiamo risolto il problema deli rifiuti, e del terremoto d'Abruzzo garantendo una casa ed un cioccolatino di ben venuto agli sventurati.". Punto. Punto e virgola. Applauso scrosciante del Consiglio dei ministri. Rutti e peti. E qualche inno padano ad inframmezzare "Feccetta nera".
E continuiamo a stare tutti bene.

 
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