|
Mi alzai. Tossii. Mi venne un conato di vomito. Mi infilai lentamente i vestiti. "Mi fai sentire uno zero", le dissi. "Non posso essere coś tremendo! devo avere anche qualche lato buono!". Finii di vestirmi. Andai in bagno e mi buttai un po' d'acqua sulla faccia, mi pettinai. Se solo potessi pettinarmi anche la faccia, pensai, ma è impossibile. Quotidiani deliri e farneticazioni di un povero stronzo.
Vescovi sguazzanti nello scandalo pedofilia, a sostegno della moralità, del partito dell'amore e delle escort
Post n°140 pubblicato il 24 Marzo 2010 da chinasky2006
Le ultime vicende, scandali sessuali, ignomignosi decreti salva-chiappe, bavagli all'informazione, presunte collusioni mafiose e l'Italia che rischia il tracollo economico, hanno abbassato i consensi del governo. Persino i più annebbiati veneratori del Messia di Arcore, iniziano a credere che sia più adeguato a festini con mignotte a pagamento e cocainomani magnaccia, invece che a governare un paese. Al limite fare il suo lavoro d'imprenditore a suon tangenti (così dice qualche atto di processi, che non ci saranno mai). Il problema è che l'Augusto Silvio, non potrà mai tornare a fare l'imprenditore. Uscito dalla politica, non riuscirà a dedicarsi al cinema o scrivere libri, come Wartere Veltroni. Per lui ci sono i ceppi, la galera o l'esilio craxiano. E allora eccolo tesissimo. Un fantoccio morto, oramai scomposto, livoroso ed addobbato ad anacronistica vita apparente. E' all'ultima spiaggia, il monarca. Ha distrutto il paese. Ma non esiterebbe a dargli il colpo di grazia, pur di salvarsi ancora, prendere tempo. Rimandare la sua fine. Un pupazzo posticcio, che prova invano a trovare l'ennesimo appiglio di salvezza. Un'immagine che rimanda sinistramente al bunker di una Berlino devastata vinta e ridotta in macerie dalla follia di un dittatore pazzo. Talmente pazzo da non essere più ascoltato dai suoi fedeli collaboratori.
|


