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« L'Italia del fare (un cazzo)La Voce di Dio »

Un uomo si dà fuoco davanti a Montecitorio

Post n°144 pubblicato il 15 Maggio 2010 da chinasky2006
 

Franchino è un omaccione di 67anni. Ha una moglie, una figlia ed un tumore al pancreas. Folti capelli brizzolati ed una discreta cultura. Con lui si può discorrere di Beckett, Pasolini, Verlaine o di Bruno Vespa. Di Mastroianni o Martufello, di quello stronzo di Bourinho o Van Basten, del sicuro "triplete" dell'Inter, del giovane ribelle Balotelli. Di Minzolini o Giorgio Bocca.
Anche ieri è sceso giù al bar, in vestaglia e ciabatte, per la sua birra prima di andarsi a coricare. Aveva il volto più sofferente del solito ed una cera giallastra tendente al grigio. Ha letto il giornale, sbuffato ed offerto birra a tutti. Una decina di beoni ingrigiti in crisi esistenziale, ben contenti. Io ero l'unico sotto i 50. Io, un punkabbestia ed un bastardone pulcioso con la lingua penzoloni. E via in un gioioso rutilar di bottiglie incrociate, come spadaccini sbronzi.
Franchino vive con una pensione di mille euro, paga 350n euro d'affitto in una casa cadente, ma ha una gran generosità d'animo. I poveri in canna sono generosi. Se non hanno più nulla da perdere diventano simil-benefattori. Era assai corrucciato ieri, però. Ci ha una figlia quasi in età da menopausa che non riesce a trovare un lavoro dignitoso, malgrado un importante diploma di liceo classico: La badante a prezzi modici, centralinista a 4 euro l'ora e poco altro. Lui si costernava. Cosciente che tra poco morirà, non vede futuro per la sua famiglia. Poi un sussulto. Eccolo che avanza un'ipotesi estrema, piena d'amore finale: Andare a Montecitorio, incatenarsi e minacciare di darsi fuoco, se non trovano un posto alla sua figliuola ultra quarantenne.
"Ma lo hanno fatto in tanti, è un mezzo inflazionato...", ho provato a dissuaderlo.
"Ed io cos'ho più da perdere ormai? voglio guardarli in faccia quelli che trafficano case, e vedere cosa dicono quando gli spiego che vivo in affitto da 32 anni, con la mia pensione da maestro. Sputo in un occhio a Scajola e chiedo a quegli altri coglioni cosa stanno facendo per questo paese. E poi mi do fuoco davanti a loro, ho deciso!...".
"Suvvia non fare questi discorsi da invidioso...in questo paese deve dominare l'AMORE contro l'odio e l'invidia...",
ho detto. Ma lui non voleva sentir ragioni.
"Lo voglio vedere in faccia quel maiale, chiedergli se il futuro di mia figlia è sposare un miliardario di merda come lui o fare la velina...che cosa stanno facendo per il lavoro quei porci schifosi, oltre a vendere l'Italia al nord ed ai razzisti...".
Ho cominciato ad avere il dubbio, che il partito dell'odio ha radici inestirpabili. Che quel sentimento di rancore s'è insinuato negli animi della gente, per colpa di una politica ed un modo di agire oscenamente tirannici. Un concetto sociologico di facilissima lettura, che cavalcano scientemente. Il duce, capo carismatico ed infallibile, genera adepti accecati d'amore suddito e il rancore estremo degli altri. Di tutti gli uomini normali. Un accentratore d'odio senza eguali, nel mondo delle democrazie. Simile solo ai regimi sudamericani dei decenni scorsi, alle dittature, ai principi stregoni dell'Africa equatoriale. A questo ci sta spingendo l'omino di Arcore. La deriva e lo sfascio di un paese in piedi da 150 anni (qualcuno se lo ricorderà, credo), solo per salvare i suoi interessi, ed evitarsi la galera. Un solo uomo, così potente da aver creato tutto questo scempio. Non era meglio la latitanza?
Vista la sua orrida invincibilità, non è forse saggio che i capi delle istituzioni facciano con lui un patto estremo? Qualcosa simile alla resa. Chiedergli di ritirarsi dalla politica, in cambio della sua libertà. Non è meglio concedere l'impunità ad un solo colpevole, salvando il resto del paese da obbrobri legislativi, decreti e oscenità d'ogni risma? Se non altro si eviterebbero ulteriori stupri della democrazia, e che il paese muoia definitivamente. Ma nessuno lo comprende. Nessuno si adopera in tal senso.
Franco se n'è andato. Non ho capito se scherzasse o lo farà davvero. Come lui, sono a migliaia i casi disperati. I derelitti della vera Italia. Gente che quelli lì non considerano, tutti presi a raccontarci un altro paese con rabdomanzie da tele imbonitori. La gran ripresa, che poi ripresa non è, perché crisi non c'è mai stata. I farabutti si reggono in piedi con la stessa teorie vincente delle Wanne Marchi, che basò le sue fortune sull'ignoranza e sulla disperazione. E' quella l'ideologia politica del governo: Wanna Marchi e il mago Do Nascimiento.
Stamane ero in macchina, ed ho immaginato Franchino davanti a Montecitorio. Mischiato a frotte di giornalisti, che prova ad entrare in contatto coi governanti.
Esce La Russa, con l'aria sapiente. Ignazio "il buttafuori" sfugge al manipolo di curiosi, ma ha l'aria raggiante. Chissà quale gran risultato, quale legge importante avranno partorito, per il bene del paese. E' proprio felice come un fanciullo. Ed eccolo che espone i risultati di giornata:
"Oggi è stata una giornata fanDastica! Abbiamo brindato col PresidenDe Berlusconi alla vittoria dell'InDer in coppa italia!!!".
Un applauso spontaneo del consesso improvvisato. "Viva l'Italia!", ha strillato qualcuno.
Ecco Cicchitto, che invece pare un filo rabbuiato. Forse c'è stato qualche intoppo per l'approvazione di una legge economica fondamentale. Lascia qualche svogliata dichiarazione:
"Stiamo lavorando duramente, è un impegno gravoso...ma eviteremo qualsiasi scissione nel PDL. Gli italiani ci hanno eletto per governare tutti insieme!". Diamine. Dopo gli scandali e i decreti d'impunità monarchica, urge mettere in campo ogni energia per sanare le spaccature interne. Poi si potrà anche governare. Al limite. Tanto, la Grecia sta peggio di noi. Intanto, ho immaginato Franchino che caricava il fucile coi pallettoni rinforzati che si usano per ammazzare i cinghiali.
Appare la sagoma di Gasparri. L'ex picchiatorello missino ostenta una faccia sicura. Ma è tesissimo. Il labbro leporino trema osceno, alla luce del sole. Ci snocciolerà anche lui i grandi risultati di giornata in ambito welfare e lavoro?
"E' un complotto! Un altro vergognoso tentativo della sinistra che non sa più a chi santo votarsi dopo essere stata sconfitta alle elezioni! Il governo è saldo e forte, ed ha il consenso degli italiani che l'hanno votato. Si rassegnino! Stiamo lavorando, e dimostreremo l'estraneità di Scajola e degli altri ministri dallo scandalo affitti!".
Ho pensato nuovamente
a Franchino. Si sarà appiccato il fuoco, simile ad una torcia umana.
O avrà iniziato a sparare, ammazzandoli tutti.

 
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