
C’è un episodio che ha colpito la mia attenzione, provando a darle il colpo finale. In questo marasma osceno di abominevole tirannia dominata dall’ignoranza e da estremismo violento degli “uomini” di governo, emerge come un lombrico agonizzante la figura melliflua di Sandro Bondi. Il Ministro della Cultura è in ansia per la mozione contro di lui, presentata dalle opposizioni. Guardatelo in faccia, non vi fa umana pena? Ha un’espressione tragica. Un volto di disgrazia mortale. E’ morto e non lo sa. E la sua strisciante salma continua a fare danni.
In parlamento si discuterà della sua profonda e dannosa inettitudine clientelare. L’incapacità estrema di chi è il responsabile dello sgretolamento verificatosi a Pompei. La casa dei centurioni disintegrata. A Pompei una delle opere considerate patrimonio dell’umanità crollata sotto gli occhi bovinamente dementi dello sguattero ministro berlusconiano. L’Unesco fa partire un’indagine. Anche la comunità europea, a ruota. Persino la magistratura italiana verso la negligenza ed incuria del ministero della Cultura. E lui, che fa? E’ risentito, addolorato ed incredulo che i suoi colleghi parlamentari vogliano sfiduciarlo. Il Ministro della cultura trucidata con colpo di mannaia, protesta. Con grande garbo e pavido servilismo. Invia una missiva commovente al Presidente della Repubblica. E’ come il cristo in croce. Non si sente tutelato dalle istituzioni. Poi altra espistola seicentesca, scritta con piglio da fine poeta quale egli è, ai colleghi che vorrebbero sfiduciarlo. Non si capacita. Li esorta a ritirare un atto così gratuitamente malvagio. Una mozione umiliante. Ma guardate bene, non per lui, ma per chi l’ha presentata.
Ed ello si appella al suo passato di comunista, verso i “compagni” che mirano a punirlo. Immagino sgorghi qualche lacrima sul suo viso da molle ed urticante medusa calva. Quale colpa gli si vuole imputare? Il fato maledetto. Sfortuna e tragica coincidenza. Quale colpa può avere il ripugnante Ministro? E’ stata la pioggia, mica l’incuria a provocare la disgrazia e far venire giù qualcosa che resisteva da millenni. Vogliamo forse punire Gesù per aver quel disgraziato “diluvio universale”? Lui sta solo contribuendo a distruggere le bellezze della nostra penisola, mentre altri sgozzano qualsivoglia barlume dormiente di democrazia. Tagli alla cultura senza eguali nel modo civile. Monumenti che cadono inesorabili. Critiche verso film italiani che invece vengono considerati capolavori e suscitano standing ovation all’estero. Premi inventati per compiacere attempate bagasce bulgare ex frequentatrici delle festicciole a Villa Grazioli. E ancora, in questo clima di grande austerità del dicastero, dettata dalla crisi economica mondiale, altre innocenti azioni: Finanziamenti a cinque zeri per una banda patronale del paese della moglie. Milioni sonanti per uno sperduto teatro, sempre nel paesino della moglie. Incarichi vita natural durante garantiti al nuovo compagno, ovviamente della moglie. No, il buon Sandro non è un cuckold (colui che gode nel vedere la moglie sodomizzata con violenza da un altro). Ha semplicemente buon cuore. Innocenti azioni di risarcimento per il divorzio in atto. E’ una cosa più comoda. Io, noi, voi, paghiamo il divorzio del Ministro Bondi, con atti del suo dicastero. Mentre l’Italia cade a pezzi. Ed altre due o tre nefandezze, al momento non mi sovvengono. “Calunnie, infamità, fango!” Protesta il Ministro con voce accorata e melodiosa.
E invia le sue missive imploranti. Si strugge per un atto di sfiducia così gratuitamente perfido. Si discuterà se sollevarlo dall’incarico di Ministro. Quando sarebbe stato più coerente sollevarlo dallo status di uomo libero. Di uomo, in genere. Magari spedendolo in un isolotto circondato da Piranas e spazzini del mare che non si facciano problemi a cibarsi di tutto. Anche della mondezza.
E lui continua a struggersi, inconsolabile.