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Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Claudio Prajnaram
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Il visibile e l’invisibile
Ciò di cui siamo coscienti è una parte infinitesimale di ciò che ci accade e sta accadendo intorno a noi in ogni istante del nostro vivere. I sensi ci offrono delle percezioni che noi interpretiamo come nostri, e su queste interpretazioni, che sono collegate alla memoria, macchina contenitrice di emozioni e pensieri nei quali siamo identificati, basiamo delle scelte che poi diventano intenzioni e azioni o fantasie desideranti…
Quasi mai ci rendiamo conto che invece è proprio ciò che non vediamo e non sentiamo consapevolmente che determina il nostro agire. Noi siamo totalmente immersi in una rete d’informazioni, di ogni tipo e livello, che continuamente interagiscono tra loro. Ogni cellula del nostro corpo è interdipendente e influenzata da ogni forma d’energia che la circonda. E’ una antenna che riceve e ritrasmette informazioni, sia sul piano della materia che su quello dello spirito più sottile.
Ebbene, noi , in questa realtà di fatto, esclamiamo che siamo liberi ed indipendenti!
Come può essere possibile?
Questa affermazione di pseudo libertà è possibile solo all’interno di un sogno il cui il protagonista, o i protagonisti, sono tutti quei personaggi che di volta in volta assumono la guida del nostro organismo corpo-mente e pretendono di definirsi come identità primaria o secondaria del momento.
Sarebbe invece utile che noi cominciassimo a comprendere che la nostra dimensione visibile e percepibile, ovvero la dimensione materiale e mentale, non è che la piccolissima punta del iceberg della nostra Realtà.
Quella realtà che, e soprattutto, è la parte invisibile, nascosta, dell’abisso insondabile della Coscienza; che è quella che in effetti ha più influenza sul nostro agire e pensare, e che fondamentalmente ci guida e ci determina.
Essa lo può fare perché è in connessione con l’Oceano infinito della Coscienza. Perché essa è il substrato stesso del nostro essere apparente. Perciò, se vogliamo riappropriarci di una volontà che non sia fittizia, mera intenzione senza potere reale, dobbiamo scendere in noi stessi e fonderci e fluire con quel vibrare cosmico – costituito dalla Coscienza Una - al quale noi sottostiamo di fatto… facendo questo però con piena consapevolezza, rinunciando ad una illusoria quanto inconsistente volontà personale. Allorquando questo lasciarci andare, abbandonarci fiducioso e sereno alla Matrice dell’esistenza, sarà compiuto vedremo risorgere dalle ceneri del nostro ego dissolto, una nuova Consapevolezza che permetterà il dispiegamento della nostra potenzialità in piena e splendente libertà. Il bruco strisciante dell’identificazione con il corpo fisico sarà lasciato alla terra e la farfalla spirituale volerà di fiore in fiore suggendo il nettare della Vita, in tutte le sue forme e colori.
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Inviato da: lenteris
il 09/07/2023 alle 12:42
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il 09/07/2023 alle 12:33
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