Creato da Praj il 30/11/2005
Riflessioni, meditazioni... la via dell'accettazione come percorso interiore alla scoperta dell'Essenza - ovvero l'originale spiritualità non duale di Claudio Prajnaram

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CHI S'ARRENDE A CHI?

Post n°3043 pubblicato il 02 Ottobre 2015 da Praj
 

L’immaginare che un giorno troverò conforto, sperare che qualcuno o qualcosa mi sorreggerà, che un evento o una filosofia mi renderà felice per sempre, sono le basi del conflitto, del disagio, del malessere… Questi scompensi, disequilibri, vengono proprio dall’incomprensione del fatto che non posso essere diverso da ciò che sono e che non ho margini reali per l’auto determinazione. Non essere ciò che sono è impossibile, perché qualunque cosa o situazione che promana dal Tutto si manifesta come una necessità assoluta, come una forza, un’esigenza ineluttabile. Non ho dunque alcuna scelta, devo attuare la convergenza d'indirizzi e spinte che s'individuano in me. Questo vale per me come per ognuno, evidentemente. Il mio destino è questa danza che si mette in azione e che mi sincronizza con la manifestazione diversa che mi sta intorno, la quale va esprimendosi nell'infinità dei fenomeni, momento dopo momento, ovunque. Partendo dunque da questa primaria sensazione esistenziale nasce il disagio, il quale scaturisce appunto dalla contrapposizione generata dal credermi un qualcuno in grado di fare quello che liberamente vuole e la danza oceanica dell’energia cosmica che invece mi “costringe” altrimenti, a passi "obbligati". Questa mia voglia di danzante indipendenza sorge dal desiderare, funzione intrinseca dell'ego. Seppure non c’è alcun desiderio manifesto, in realtà il desiderio è sempre presente. E’ l’effetto del percepirmi separato, potenzialmente libero. Sebbene possa trovare questo determinismo inaccettabile perché sembra neghi la mia irrinunciabile identità e possibilità di scelta, per il Tutto ciò è irrilevante. Questo perché è solo nel Tutto che si trova il compimento della completa espressione dell’assoluta libertà. La presunta parte dipende necessariamente dal Tutto: quindi non ha mai potere reale in sé. Allora non c’è niente da accettare. Perché anche come ego sono, nei fatti, semplicemente forma del Tutto-Uno. Quando tuttavia io sono il Ciò che è, dis-identificato, e non ho nessuna considerazione di ciò che sono, o non sono, quando non c’è secondo, io divengo l’accettazione stessa, perché non rimane nulla da accettare. Non ho perciò niente da aggiungere con una accettazione personale. In questa comprensione, essa diviene chiaramente superflua. Ogni accettazione secondaria va e viene, non è che un ombra effimera dell’accettazione essenziale. Per cui se anche volessi sviluppare una modalità di gestione dell’accettazione creerei solo una sorta sovrapposizione mentale inutile. Nonostante possa credere di poter accettare in quanto persona, in realtà non è mai la mia accettazione che accade. E’ sempre l’accadere impersonale del ciò che è, l’aldilà di un me che non c’è.

 
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Commenti al Post:
francoroc0
francoroc0 il 03/10/15 alle 16:44 via WEB
Ottima disquisizione! Ognuno è cio' che Qualcuno ha stabilito debba essere. Chi poi questo qualcuno sia, non è stabilito con certezza. Personalmente io lo identifico nel mio proprio Ego superiore, che stabilisce di vita in vita, quale tipo di esperienza io debba ancora vivere per realizzare il progetto originale ed il percorso che dovro' seguire. La domanda che ognuno penso si ponga sarebbe pertanto: Ma perché io sono io e non un altro? Nella prossima vita io saro' un altro, avro' forme somatiche diverse, ma mi porro' ancora lo stesso interrogativo. e cosi' sempre, anche in seguito. In realtà sono i ruoli che mutano, secondo le esigenze dell'Ego, ma la Monade che mi anima è sempre la stessa dell'origine... Un saluto.
(Rispondi)
 
Praj
Praj il 03/10/15 alle 18:33 via WEB
Franco, ricambio il saluto e ti ringrazio... Ogni interrogativo esistenziale rimanda in ultima istanza sempre alla domanda fondamentale, essenziale: Chi sono io? Namastè.
(Rispondi)
LUCE55YOGI
LUCE55YOGI il 14/10/15 alle 12:35 via WEB
Una resa amorevole ad un Sè Superiore.Radiosa giornata Praj con un ^___^di LUCE
(Rispondi)
 
Praj
Praj il 14/10/15 alle 15:49 via WEB
Yes! ^__^ Namastè Luce Yogi!
(Rispondi)
sofiastrea
sofiastrea il 03/11/15 alle 08:52 via WEB
mi inchino a tutte le possibilità
(Rispondi)
sofiastrea
sofiastrea il 10/11/15 alle 09:19 via WEB
che storia fantastica Uno deve impersonare per poter vivere simile meraviglia...
(Rispondi)
LUCE55YOGI
LUCE55YOGI il 24/12/15 alle 12:07 via WEB
Un augurio semplice semplice com'è il mio essere...Buon Natale Praj e grazie per aver incrociato il mio cammino.Un ^___^di LUCE...Namaste
(Rispondi)
Roberta_dgl8
Roberta_dgl8 il 14/04/20 alle 15:55 via WEB
grazie.
(Rispondi)
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