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IL MIO GIALLO
Post n°486 pubblicato il 07 Agosto 2008 da franz321974
Il pianto circoscritto voci nuvole impetuose sopra di me, nell'aria compressa disteso ad osservare fuori la finestra la mia prigione, piena di inquietudini domande e uno stordimento verso il desiderio di ascoltare un canto cosi lontano, distante dal mio tesoro colorato di giallo. Le urla la rabbia la tempesta il brivido della bufera di affetti ognuno a reclamare lo spazio, ed io a soffocare nell'angolo di un bagno come carta igienica che assorbe senza reagire, ma solo mascherando con un sorriso il dolore di una freccia penetrata. Il godimento verso l'inutilità del mio essere, come conseguenza di un’obbedienza dello stare disteso, sognando la realtà paura di attraversarla e di sporcarmi, come ballerino a piedi scalzi, paura di essere riconosciuto con un nome, diverso dalla realtà che non ho scelto. Il diaframma abbassato spingendo dal dolore di essere un buffone di corte, pensando come un attore di un film mai realizzato. La bottiglia si muove tappata pressata, la nave somiglia ad una culla di una madre paurosa, il cercare di rubare la fonte come il desiderio esploso. Mi sveglio sporcando la parete di colori e nello specchio il mio corpo ritorna ad essere giallo, come la sveglia di un canto di un gallo.
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