Creato da franz321974 il 08/10/2006

BELLEZZA

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OGGETTO SOGGETTO

Post n°504 pubblicato il 28 Ottobre 2008 da franz321974

L’uomo nasce con un gran desiderio di vivere di prendere rubare succhiare l’esempio è il bambino nei primi mesi della sua vita.

L’uomo esprime cosi la sua forza, una forza che all’inizio per essere usata ha bisogno di un mondo che sia un oggetto proseguimento del suo desiderio ed energia, quindi intorno a sé si realizza un pozzo da dove attingere ed esprimere la forza, un momento d’assoluto appagamento per andare avanti.

Nella crescita poi sperimenta una dipendenza per lasciare l’oggetto, ossia che attraverso la fiducia nell’uomo in un altro e quindi in se stesso, può vivere in una dinamica sociale appagante imparando le norme del saper vivere in piena coscienza serena sentendosi fatto e costituito da un altro, che lo aiuta a determinarsi e ad essere indipendente perché l’altro e un'altra cosa, non potranno sostituire completamente l’oggetto lasciato.

Il cosiddetto sintomo d’onnipotenza e una tappa della vita positiva ma che va abbandonata, dove tutto è in funzione di lui del bambino che cerca sopra la realtà, un rifugio per vivere, forse una realtà talmente idealizzata istintiva e appagante, che solo in un'altra vita si potranno rincontrare.

L’oggetto e l’espressione di potere perché può essere manipolato secondo le situazioni un punto d’estensione, un desiderio che incontra l’appagamento, una forza esterna che lo aiuta a vivere.

L’uomo che sperimenta in maniera consapevole della sua completezza umana non sente più il bisogno dell’oggetto, come dimensione d’utilizzo per essere se stesso perché nella vita riesce ad esprimersi, in sostanza l’oggetto d’amore entra in comunione con lui energia positiva lui stesso incarna un io riconosciuto separato e unito con la realtà che vive.

 L’oggetto di fusione esterno figlio, in questo caso con la madre, quando ha una carica emozionale e passionale molto forte, la realtà umana, la forza è vista come un nemico che può minacciare questo rapporto esclusivo, quindi l’identificazione con un soggetto diverso sessualmente l’uomo, può diventare più complicata e difficile, e quando l’uomo si avverte lontano e quindi non responsabile e protagonista nell’amore alla donna, che l’oggetto acquista una forza contraria alla dinamica di crescita.

In sostanza il soggetto figlio, vede nell’oggetto del suo primo amore un senso di colpa del piacere di essere nato d’essere se stesso, l’oggetto diventa protagonista di una fantasia che racchiude il bisogno di identificarsi in un qualcosa, che lo fa sentire una presenza inutile.

L’inutilità acquista il senso di un gioco conflittuale per riuscire un giorno a sconfiggerla, ricercando nella realtà quell’onnipotenza di essere stato amato che il soggetto ha rinnegato, perché la sua manifestazione è stata giudicata, contro il suo desiderio di vivere e d’essere se stesso.

La ricerca d’onnipotenza nella vita quindi diventa un modo per espiare la colpa, il bisogno di tracciare un’identità speciale negli altri è come un elastico che sentendosi portato a toccare il fondo per il senso di colpa di vedere l’oggetto triste, cerca poi di allungarsi per poterlo redimere, e con lui anche se stesso.

 

 
 
 
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